Il termine “Rebirthing”, letteralmente “rinascita”, è strettamente connesso all’idea della nascita. Una delle teorie di base proposte dalla corrente di pensiero più vicina a Sondra Ray (tra i pionieri di questo metodo di crescita personale) afferma che praticando la “respirazione circolare” del Rebirthing, sia possibile rivivere esperienze legate alla propria nascita.

Il libro intitolato “Il Segreto della Personalità”, scritto da Sondra Ray e Bob Mandel, è un esempio dello stretto rapporto sopra citato. Infatti in esso vengono riportate testimonianze di persone che praticando Rebirthing hanno avuto modo di vivere esperienze legate alla propria nascita, in seguito alle quali hanno sentito che qualche aspetto della propria vita, che fino a poco tempo prima era fonte di disagio, non lo era più

Stress. Una parola che sentiamo così spesso che quasi non ci facciamo più caso.
Corriamo indaffarati per cercare di portare a termine tutte le attività giornaliere, richiedendo al corpo e alla mente un notevole impegno. Alla sera, magari dopo che i figli sono entrati nel mondo dei sogni, ci lasciamo andare esausti sul divano o direttamente sul letto.
Immaginate la scena e come colonna sonora aggiungete un bel sospiro. Ecco, proprio il sospiro dovrebbe aiutarci a riflettere perché è il segnale che finalmente “prendiamo fiato”. E questo accade intorno alle 22, se va' bene. Non è un po' troppo tardi? Se ci siamo alzati alle 7 del mattino, prendere fiato dopo 15 ore è sicuramente eccessivo. Significa che siamo stati in attività e tensione per tutto questo tempo.
Se giorno dopo giorno ci lasciamo trasportare da questo ritmo, accumuliamo molta fatica e stanchezza fisica e mentale, ma soprattutto allontaniamo sempre più la possibilità di rilassarci.

Come genitori siamo spessissimo preoccupati di difendere i nostri figli dal pericolo e dal dolore, ma quanto spesso la nostra paura di vederli ferirsi o farsi male li priva di un'esperienza di apprendimento o che li aiuta a costruire fiducia nelle proprie capacità. Bello questo racconto di un papà di scene viste mille volte nel nostro quotidiano.

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Poco tempo fa' mi trovavo al parco giochi con Sofia (4 anni a Settembre) e ho sentito una madre rivolgersi al proprio figlio, di circa 4 anni, in questo modo: “Non correre che se no cadi e se cadi te ne do tante che poi hai un motivo per piangere!”.

Una vera iniezione di fiducia.

Matteo Manzini ci racconta dell'intensità dell'esperienza di meditazione e repiro fatto in una classe delle elementari. I bambini ci sorprendono sempre e quando riescono a creare uno spazio di silenzio e calma, sono molto più capaci di noi a percepire e mettere a frutto le loro incredibili risorse. Concludiamo l'articolo con un video sull'esperienza di "rebirthing" di una bimba di 8 anni.

Scopriamo attraverso l'esperienza di una bimba di 3 anni il valore e il significato del respiro nel nostro quotidiano e l'importanza di aiutare i bambini ad imparare a sentire ed esprimere il proprio stato d'animo, le proprie emozioni.
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di Matteo Manzini

"Com'è il tuo respiro?"
"Brutto!!!!"
Questo è lo scambio di battute che potreste ascoltare se foste accanto a me e Sofia (mia figlia), che ha tre anni e mezzo.

Matteo Manzini, esperto di rebirthing, ci illustra alcune situazioni in cui affidandosi al respiro possiamo trarre forza e risorse che possono fare molto comodo.

 

neonatoLa prima respirazione completa che un neonato trae è la prima, concreta manifestazione di indipendenza e autonomia. E' l'esperienza che sancisce la sua individualità, il suo essere separato (fisicamente) dalla madre.

Proviamo a pensare quali sensazioni e impressioni può lasciare nella neonata creatura, una prima respirazione completa presa in due condizioni diverse (descriveremo due esperienze vissute fisiologicamente).

 

La prima esperienza respiratoria può avvenire dopo un parto in cui manca il rispetto e l'attenzione verso la madre e il nascituro. Un parto in cui tutte le attenzioni sono rivolte a fare in modo che tutto si svolga nei tempi e nei modi prestabiliti da una procedura, da un protocollo. Dove la regola è: “Si fa' così, perché così è giusto”. Dove si dimentica che ogni essere vivente è diverso da qualunque altro e perciò, diversi saranno il suo tempo e il suo modo di venire alla luce.

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