Mercoledì, 01 Febbraio 2012 07:00

Scelta della scuola: la scuola familiare

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La scuola familiare (scuola paterna o educazione parentale oppure ancora homeschooling) è la possibilità che hanno i genitori di impartire direttamente l'istruzione ai propri figli. La scuola, infatti, non è obbligatoria ma lo è l'istruzione. I genitori possono scegliere se delegare questa istruzione ad un ente (pubblico o privato) oppure occuparsene direttamente. In quest'ultimo caso lo Stato vigila affinchè l'obbligo di istruzione sia assolto convocando annualmente i genitori e il bambino. Luisa F. ha scritto per noi alcune riflessioni scaturite dalla sua esperienza di homeschooling.

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Iniziare un progetto di scuola familiare richiede una notevole dose di fiducia in sé e nei propri figli perché significa a tutti gli effetti far loro percorrere consapevolmente una strada diversa dalla stragrande maggioranza dei coetanei senza che questo possa essere per loro motivo di esclusione sociale.

 

E’ quindi necessario innanzitutto pensare a come dare loro comunque la possibilità di stare insieme ad altri bambini, ad esempio frequentando un gruppo sportivo o un’associazione religiosa o naturalistica. Questo offrirà loro l’opportunità di confrontarsi in modo costruttivo con i coetanei e questo confronto potrà contribuire ad armonizzare il loro carattere nella delicata fase della crescita.
Ai genitori la responsabilità di saper scegliere un contesto sociale sereno e soprattutto non eccessivamente elitario, nel rispetto delle inclinazioni dei figli, talvolta simili ai gusti dei genitori e talvolta no, ma comunque sempre da ascoltare e considerare.

Per approfondire l'argomento potete consultare la nostra guida completa all'homeschooling in Italia regolarmente aggiornata.

La possibilità di ottimizzare il proprio tempo, se ben utilizzata, è un innegabile vantaggio offerto dall’educazione parentale. Non dover avere per forza orari precisi da osservare consente di distribuire gli impegni al meglio, ad esempio. praticando un’attività fisica settimanale al mattino con energie più fresche e dedicare il pomeriggio allo studio. Una scuola familiare ben impostata dà all’intera famiglia la possibilità di avere un ritmo meno serrato, regolando in modo mirato e costruttivo il tempo dedicato all’istruzione dei propri figli. Non tralasciamo poi il fatto che imparare a gestire attivamente la propria giornata fin dall’infanzia  sarà un valore educativo che aiuterà in età adulta a bilanciare autonomamente doveri e divertimento.

L’altro aspetto fondamentale dell’educazione parentale è quello strettamente connesso all’apprendimento. Bisogna infatti avere sempre ben presente che l’obbligo all’istruzione è un preciso diritto/dovere e quindi i bambini dovranno necessariamente raggiungere un livello di scolarizzazione adeguato alla loro età. Pertanto pensare alla scuola familiare unicamente come ad un allegro bazar di acquerelli e pupazzetti può essere quantomeno fuorviante, perché essi possono essere solo un modo di proporre l’istruzione, ma non  possono diventare le uniche attività.
E’ opportuno tenere come riferimento principale il programma scolastico ministeriale, possibilmente organizzando un calendario annuale che aiuti a raggiungere gli obiettivi richiesti nel tempo a disposizione. Una programmazione è necessaria per non eccedere nella personalizzazione dell’istruzione, personalizzazione che potrebbe causare una deriva non ben gestibile dai programmi ministeriali. Una volta organizzata la tempistica e gli obiettivi, può allora essere dato ampio spazio alla forma personale dell’istruzione, seguendo le attitudini dei propri figli e venendo incontro alle fisiologiche variazioni di interessi dovute all’età ed al carattere di ognuno. Si ha la preziosa opportunità di cogliere fin da subito eventuali difficoltà di apprendimento dovute ad uno specifico metodo didattico, personalizzandolo in modo che le energie dedicate siano realmente fruttuose.

In ultimo, libertà di istruzione non è sinonimo di libertà fine a sé stessa priva di vincoli e regole perché una simile libertà non avrà alcuna valenza positiva né nell’apprendimento nè nell’educazione dell’individuo, generando solo un frustrante senso di insofferenza verso le necessarie imposizioni del vivere civile. Al contrario, l’educazione familiare mira a coltivare nei propri figli quelle doti di autodisciplina che faranno apprezzare loro quel piacere dell’apprendimento e quella curiosità intellettuale troppe volte seppellite da un purtroppo spesso  malinteso senso del doverismo scolastico.
E credo che questo sia realmente il regalo più bello che si possa fare ai propri figli.

Luisa Ferrari
Mamma di quattro figli, mette in pratica la scuola familiare da due anni.

 

Foto: http://www.flickr.com/photos/iowapolitics/6721507683/

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