Sabato, 29 Maggio 2010 00:00

La giornata del "porta tuo figlio al parco... e lascialo lì!"

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La scrittrice americana di Free Range Kids , Lenore Skenazy, madre di due figli, invita i genitori in tutto il mondo a portare, oggi, i loro figli a un parco locale... e lasciarli lì da soli.

La Skenazy scatenò un putiferio di polemiche due anni fa, quando scrisse che permetteva a suo figlio di 9 anni di prendere la metropolitana di New York City per tornare a casa da solo.

Lenore chiede di istituzionalizzare il "Porta tuo figlio al parco ... e lascialo lì" Day... una specie di pride day per preadolescenti?

 

In verità il suo obiettivo è sollecitare i genitori alla pratica della "genitorialità ruspante" (free-range parenting), la genitorialità stile “giù le mani”, come antidoto a quella che in America viene definita la  cosiddetta "genitorialità elicottero" dagli elicotteri della polizia che sorvegliano le città americane, o  "over-genitorialità", insomma, quella che noi chiameremmo la genitorialità apprensiva… o oppressiva.

Abbiamo trovato un interessante commento di una blogger su un portale americano su questo tema.

La blogger americana che commenta l’idea della Lenore Skenazy si chiede “E’ possibile che i genitori debbano fare da chiocce ai figli finchè questi non vanno al college? Assolutamente no.” E aggiunge “Una volta ho incontrato un ragazzo di seconda liceo, ad un campo estivo, che non sapeva far funzionare una lavatrice…. Incredibile!”

A noi italiani questo commento fa sorridere, quando pensiamo che pochissimi dei nostri figli lasceranno il nido in età da universitari. E che è rarissimo trovare un quarantenne che sia in grado di mettere in funzione una lavatrice, figuriamoci un ragazzo di 16 anni :-D.

La blogger continua dicendo che la verità sta nel mezzo, e quindi se da un lato lei ha stabilito una serie di compiti per suo figlio di 5 anni, così che a 16 anni sarà in grado di pulire, fare una lavatrice e cucinarsi del cibo. Dall’altro lato non trova così oppressivo che i genitori possano passare la giornata al parco con i ragazzi, magari tra loro e in disparte.

In fondo siamo d’accordo con lei, ma soprattutto ci salgono spontanei alcuni pensieri che fanno riflettere sulla nostra condizione di donne, di madri e di figli in Italia…

Lei si preoccupa di assicurarsi che suo figlio 5enne sia in grado di svolgere dei lavori dentro casa che lo aiutino ad imparare a fare cose di vita quotidiana che gli serviranno…. Quanti di noi danno dei compiti ai bimbi per dare una mano in casa?...

Poi dice che suo figlio sarà in grado di cucinarsi da mangiare…. E qui mi sovvengono 2 considerazioni.

Una è che su questo punto soprassederei volentieri, perché il cibo che un cinquenne è in grado di prepararsi è una scatoletta che passa dal freezer (o dalla dispensa) al microonde. Il che in America è perfettamente normale, e fa parte della dieta quotidiana, ma su quello preferisco tenermi le mie sane, tradizionali abitudini mediterranee, che anzi stanno sparendo a favore di preparazioni precotte di dubbie proprietà nutrizionali.

L’altra è che negli Stati Uniti, dove il tema di genere (femmina-uomo) non è affatto risolto, si dà però per scontato che saper fare una lavatrice, o prepararsi da mangiare non sono temi di genere…. (da noi non v'e' dubbio che su 100 quarant'enni, se contiamo chi sa far la lavatrice troviamo che tra le donne è una rarità chi non e' in grado, tra gli uomini è una rarità trovare chi sa azionarne una....)

Torniamo al tema della Lenore : i sostenitori della “genitorialità ruspante” citano statistiche che dicono che il mondo non è oggi più pericoloso di quanto fosse in passato, e che i pedofili non sono in agguato dietro ogni angolo.

Potrebbe dunque essere tutto solo un prodotto della cultura della paura? Oggi abbiamo imparato ad avere paura un po’ di tutto, e questo fa parte di una cultura che vede in tutte le abitudini che una volta erano normali, delle fonti di pericolo (il parto naturale, le mani sporche dei bambini, il contatto con la terra, tutto e’ potenziale fonte di malattie, pericoli, etc.), e certe volte viene davvero da chiedersi se sia nato prima l’uovo o la gallina…

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