Lunedì, 12 Gennaio 2015 00:00

Una fiaba per scacciare l'ansia

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 Una fiaba è uno strumento per aiutare i bambini a esprimere le emozioni e capire la realtà.

 Ti racconto un’emozione...

Quante volte davanti agli interrogativi dei bimbi ci troviamo senza risposte?
Socchiudere gli occhi e ripercorrere le domande a cui noi grandi fatichiamo a trovare risposta è un esercizio interessante.

Perché devo studiare?
Chi l’ha detto che per diventare bravi bisogna fare bene a scuola?
E se la maestra avesse sbagliato?
Perché studio e non mi ricordo nulla quando mi interroga?

Piccoli aneddoti quotidiani che raccontano molto delle giornate di ciascuno di noi.
Trovare le risposte, a volte, non è compito dei grandi.
Talvolta può essere d'aiuto, invece, promuovere la riflessione nei piccoli ed accompagnarli in un percorso di scoperta e condivisione.
Una fiaba, in tal caso, si offre come spunto di incontro e di scambio.

Leggere con i bambini, leggere per i bambini e scoprire che tutto, insieme a loro, si può costruire.
Per affrontare l’ansia dei piccoli davanti a una prova o ad una verifica, una fiaba che racconta di un mondo dove le emozioni non si negano, ma si condividono un passo alla volta.

La redazione di “Fiabe per crescere

La fiaba che scaccia l’ansia!    

C’era una volta una bambina di cui nessuno ricorda molto bene il nome, che viveva in luogo lontano, tanto tempo fa.
Era una splendida ragazzina con i capelli lunghi e castani, spesso raccolti in due buffi codini che le davano un’aria spiritosa.
Guardava tutti con i suoi occhioni chiari e sinceri e un nasino all’insù sempre pronto a sottolineare le domande poste dalla sua bocca arguta. Insomma, una bambina di dieci anni, simpatica, dolce, sensibile, e molto amata da genitori, amici e maestri.


E allora? Perché questa storia? Perché raccontare di questa bimbetta?
Semplicemente perché con la sua astuzia era riuscita a risolvere il suo più grande problema e proprio in quinta elementare: l’ansia!

Ogni giorno terminata la scuola se ne tornava a casa felice, ma la sua testa in un attimo cancellava i bei ricordi della giornata trascorsa con gli amici, i fantastici risultati ottenuti, le chiacchierate con le compagne e tutto diventava grigio e cupo.
La sua testa si riempiva di un sacco di pensieri:
“Devi fare i compiti!”
“Inizia subito, domani arriva in fretta!”
“Tutto il tempo che hai usalo e impegnati per studiare!”
“Scrivi tanto, studia con costanza, colora tutto e tieniti impegnata!”
Così per senso del dovere e per tenere sotto controllo questi pensieri, la piccola trascorreva tutto il suo tempo libero affaccendata nei compiti. Dai quaderni sbucava solo il suo nasino.

«Tesoro, stai ancora ripassando la lezione di scienze? Conosci a memoria il nucleo, i ribosomi e i mitocondri! Adesso chiudi il libro ed esci a fare una corsa in cortile», esclamava preoccupata la mamma della giudiziosa bambina, asciugandosi le mani in uno straccio a quadretti bianco e blu.
Per un po’ allora nella casa regnava il silenzio, ma qualche attimo dopo si sentiva di nuovo il vocino della ragazzina che ripeteva in continuazione la lezione.
«Ci risiamo! Un’altra volta senza la cena in tavola!», esclamava scuotendo la testa il papà, entrando in cucina la sera. Effettivamente era piuttosto complicato sistemare tovaglia, piatti e bicchieri, fra le montagne di libri, quaderni, righe, squadre e goniomentri.
La mamma e il papà, desolati, si erano quasi rassegnati a non poter più utilizzare il tavolo perché era sempre occupato dai libri e dalle matite colorate della loro bambina.
«Papà ti dispiacerebbe fare il giro lungo del quartiere per andare a scuola?», chiedeva gentile la ragazzina.
Non era certo per ammirare il panorama dal finestrino dell’auto! La bimba, tra uno spostamento e l’altro, in macchina trascorreva il tempo leggendo e studiando!

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Quella responsabile e saggia ragazzina stava poco a poco perdendo il controllo delle sue giornate.
Come si poteva rinunciare alla sua meravigliosa quotidianità ricca di fratelli, sorelle, amici e affetti?
Pensandoci bene, la piccola si accorse di non aver più tempo per loro, ma solo per la scuola. Quello di cui non si accorgeva, però, era che più studiava, più si stancava. Il risultato, così, era che le verifiche andavano sempre peggio.
Più cercava di controllare lo studio, più lo studio controllava lei!
Finché una sera, presa dall’ansia, scoppiò in un pianto inconsolabile…
«Basta, non ne posso più!», esclamò sconsolata la piccina.
Mamma, papà, le sue due sorelle minori e suo fratello maggiore sentendola singhiozzare interruppero le loro attività e corsero in soggiorno.

Guardandosi negli occhi tutti i membri della famiglia capirono che era arrivato il momento tanto atteso e tanto temuto: il tracollo!
Solo una soluzione poteva esserci a tante lacrime: coccole!
Corsero verso di lei e la strinsero forte.
In un attimo la bimba sentì un’esplosione di sensazioni davvero piacevoli!
Abbracci, baci e carezze a non finire… tutto era caldo, confortevole e rassicurante. Si lasciò piano piano calmare e invadere da quell’amore che in un attimo le ricordò la magia di tutto ciò che si era persa.
«Le verifiche, i voti e le interrogazioni sono parte della vita, ma non sono la vita intera!», disse rassicurante la mamma alla sua piccola, che piano piano cominciava a rimettere ogni cosa al posto giusto.
Nella sua mente tutto fu più chiaro: la scuola era importante, si doveva studiare con costanza ed era un impegno che andava rispettato e onorato ma… non era tutto!
Lei era molto di più di un voto, non era un semplice numerino in pagella!
Da allora tutto andò meglio e ogni volta che sentiva arrivare un po’ d’ansia correva da qualcuno della sua famiglia a… farsi abbracciare!

La redazione di Fiabe per crescere

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 immagine in cc: tim & annette su sxc.hu

Barbara Lamhita Motolese

Amo l'innovazione in tutti i campi, e come mamma mi sono scoperta innovativa facendo scelte del passato!
Vivere la mia genitorialità ricercando la coerenza con il mio sentire e con il mio pensiero, mi ha portato a esperienze poco comuni e molto felici: il parto in casa, il co-sleeping, il babywearing, e l'homeschooling... per citarne alcune.
Sono un'appassionata custode della nascita e una meditatrice assidua.
Ho dato vita a GenitoriChannel.it per coniugare la mia passione dei temi genitoriali con quella per il web.

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