Lunedì, 10 Settembre 2012 07:29

Scuola montessori... va bene finché si gioca, ma poi!

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Scuola Montessori. Va' bene fino a quando è un gioco, ma poi...

Questa frase è una sintesi di alcuni tra i pensieri più comuni, anche tra i genitori che iscrivono i propri figli presso le scuole Montessori.

Questa frase può essere tradotta, per maggior chiarezza, in questo modo: Il metodo Montessori è ottimo fino al completamento della Casa dei Bambini (Scuola Materna), ma poi, quando si passa alla Scuola Primaria, non và più bene o, quanto meno, perde di efficacia.

A pensarla in questo modo non sono solo genitori che non conoscono il metodo, ma anche  coloro che si sono documentati in modo approfondito, leggendo diversi libri e/o partecipando a conferenze con esperti della materia.

Faccio delle riflessioni da padre che ha scelto la  scuola Montessori per sua figlia.

E quindi, è possibile che queste affermazioni siano vere?
Sì, se non si comprende che il metodo Montessori è un sistema educativo completo.

Il metodo non è solo un sistema ludico o di istruzione ma un sistema educativo che si pone come obiettivo quello di accompagnare la crescita e lo sviluppo del bambino, ponendolo al centro del progetto educativo. Uno dei capisaldi del metodo prevede che al bambino venga garantito tutto lo spazio e il rispetto necessari perchè egli possa sperimentare se stesso nella più ampia autonomia e nell'assenza di giudizio.

Sperimentare se stesso attraverso il gioco, le attività manuali e fisiche, le relazioni interpersonali (coetanei e adulti ovvero compagni di scuola e educatori), ma anche attraverso l'apprendimento di nozioni einformazioni.

Chi non comprende questo concetto, non riesce a fidarsi delle qualità e potenzialità insite nel metodo Montessori. Coloro che hanno bisogno di parametri fissi (giudizi e voti scolastici) per valutare il livello di sviluppo e apprendimento del proprio figlio, non troveranno nella Scuola Montessori l'ambiente adatto.

Chi ha paura che il proprio figlio possa “rimanere indietro” rispetto agli altri, non è riuscito a comprendere quanto sia importante permettere che egli possa crearsi una solida base personale prima di quella culturale.

L'istruzione e la cultura sono elementi importantissimi per la formazione dell'uomo contemporaneo, ma questi elementi perdono valore se la base su cui poggiano è traballante.

La società odierna impone ritmi elevati. Sembra sia obbligatorio fare tutto il prima possibile, per rimanere al passo o per essere addirittura “un passo avanti” agli altri. Molti di noi, adulti, si sentono spronati nel cercare di fare più cose possibili nel minor tempo possibile.

Beh, più mi immergo nell'esperienza montessoriana e più ho la fortuna di osservare bambini che crescono secondo quello che è il ritmo naturale di ciascuno di essi, forse nei primi anni della loro vita non saranno dei “pozzi di scienza”, ma credo saranno più sereni e capaci di “reggersi sulle proprie gambe” anche di fronte alle prove che la vita vorrà presentare loro.

Vorrei concludere condividendo un ultimo pensiero personale. Penso con dispiacere a tutti gli adulti e al sempre maggior numero di bambini che, in questi ultimi anni, dichiara o manifesta inconsapevolmente il proprio stress. Credo che il metodo Montessori possa contribuire alla crescita di bambini e futuri adulti più sereni, calmi e capaci di vivere le tensione attingendo con più facilità e prontezza alle proprie risorse.

Grazie a tutti.

Matteo Manzini
papà,
insegnante di Rebirthing e Meditazione, 
riceve a Milano e Varese, www.ilrebirthing.itQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo."  347-8702112

 

immagine: Vita dell'infanzia, rivista on line dell'opera nazionale Montessori

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Commenti   

Cecilia
0 # Cecilia 2014-07-25 19:26
Leggo ora questa testimonianza e concordo sulla riflessione fatta da questo papà.
Come mamma di un bimbo che faticosamente procede sulla strada dell'adattament o al suo ambiente e ancora non parla, posso dire che solo la scuola Montessori - tra quelle sperimentate finora - consente a mio figlio la libertà di tenersi ai margini in osservazione delle attività altrui.
Per mesi e mesi ha rifiutato il lavoro scolastico propriamente detto. E le insegnanti, serene, l'hanno lasciato stare con me, quasi ignorandolo.
A maggio, quasi d'improvviso, come colpito da un pensiero proprio, ha cominciato a lavorare, a fare delle piccole attività, immergendovisi completamente.
Non l'avrebbe mai fatto (e non l'ha mai fatto), se forzato in un programma, in uno schema, non solo di lavoro, ma di approccio sociale.
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bs GenitoriChannel
0 # bs GenitoriChannel 2014-07-29 09:03
Grazie Cecilia per la tua condivisione, è davvero importante scoprire che i nostri bambini spesso hanno solo bisogno di un approccio diverso per poter dare il meglio di sè
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