Martedì, 26 Febbraio 2013 00:00

La comunicazione assertiva con i figli

By

Come comunicare con i figli in modo efficace: le tecniche di comunicazione assertiva.
L’assertività è la capacità di difendere i propri diritti quando necessario e di esprimere i propri sentimenti con coerenza e lealtà. È uno stile comunicativo e di relazione che porta ad un incremento della propria autostima.
Nasce dall’armonia tra abilità sociali, emozioni e razionalità, senza modificare la personalità del soggetto.Chi adotta un comportamento assertivo tende a collaborare con gli altri, stabilendo relazioni paritarie.

Il comportamento assertivo: vincere insieme

Il comportamento assertivo si basa sulla gestione del conflitto, cercando di individuare soluzioni condivise, e sulla valorizzazione di sé e dell’altro

L’ obiettivo della persona assertiva è cooperare: vincere insieme ed entrambi. Non sacrificare la propria personalità, né prevaricare quella dell’altro.

La comunicazione non verbale è caratterizzata da: tono di voce fermo, caldo, ben modulato, sguardo diretto, aperto, franco, atteggiamento rilassato.
La comunicazione assertiva stabilisce una relazione paritaria e permette di comprendersi, valorizzando i reciproci punti di vista. È uno stile comunicativo che permette all’individuo di esprimere le sue opinioni in modo affermativo: si pone come terza opzione tra la modalità passiva e quella aggressiva (entrambe modalità NON affermative).

Aggressività e passività: strategie di breve periodo

Nella vita quotidiana,spesso i nostri comportamenti comunicativi non sono assertivi, ma sono caratterizzati da passività oppure da aggressività.
La persona passiva tende a subire gli altri e questo le provoca disagio. Ha difficoltà ad affermare i propri diritti, tende a compiacere gli altri, “catastrofizza” le conseguenze”, si colpevolizza per i suoi errori, ha paura della disapprovazione, ha un’elevata ansia sociale.

La persona aggressiva è attenta solo a sé, prevarica gli altri, ha reazioni eccessive ed esplosive, utilizza metodi coercitivi e distruttivi e mortifica la dignità altrui.
A breve termine, sia la modalità passiva che quella aggressiva hanno benefici, ma a lungo termine comportano molti costi.

La modalità comunicativa migliore, ovvero quella assertiva, non è una modalità naturale per le persone e quindi bisogna esercitarsi e fare in modo che alcune tecniche diventino per noi naturali e consuete.

Assertività e Ascolto Attivo

Due tecniche della comunicazione assertiva sono l’ascolto attivo e il linguaggio dell’Io.
L’ascolto attivo è una modalità d’ascolto che comunica il nostro interesse e la nostra accettazione verso una persona. Promuove lo sviluppo dell’autodisciplina e dell’indipendenza. È indicato per aiutare i bambini a esprimere le loro emozioni e ad accettarle.

Suggerimenti per i genitori per mettere in atto questa modalità di relazione:

  • Stare in silenzio, ascoltare senza interrompere;
  • Fare domande aperte, chiare, esplicite;
  • Riassumere cosa il bambino ha detto per avere conferma di avere capito;
  • Mettersi a disposizione solo se è davvero il momento giusto per noi, altrimenti rimandare fornendo le proprie ragioni;
  • Accettare sentimenti ed emozioni del bambino anche se inaspettati e diversi da quello che vorremmo;
  • Avere fiducia nella capacità del bambino di gestire le emozioni forti, che comunque sono transitorie;
  • Incoraggiare il bambino dicendo: “hai voglia di parlarmene?”, “Ah sì”, “raccontami”, “interessante”;
  • Osservare il bambino e calarsi nei suoi panni, pur mantenendo i propri;
  • Essere pronto ad ascoltare, anche per essere ascoltato, incoraggiando il bambino a esprimere quello che pensa in quel momento in modo che la situazione acquisti una nuova luce.

 

Assertività e Linguaggio dell'io

I genitori, coi i bambini, tendono a usare il linguaggio del tu, dando colpa all’altro per ciò che sentono o provano.
Con il linguaggio dell’Io, invece, si inverte la dinamica e si comunicano gli effetti che i comportamenti del figlio hanno sul genitore.

Perché il bambino possa decodificare il messaggio, i genitori possono esprimersi così:
“Quando tu...”, descrivendo oggettivamente il comportamento del bambino,
“Gli effetti sono...”, sottolineando come il comportamento del bambino influisce sul proprio; aggiungendo, in tutte quelle situazioni nella quali hanno difficoltà ad esprimere sentimenti o pensieri negativi, anche:
io sento...”, descrivendo ciò che provano in quel momento, e…
preferirei...”, cioè quello che desiderano, per far sapere al bambino i propri sentimenti e le proprie opinioni.
È necessario però evitare frasi che comincino con “Io…”, ma che mascherano in realtà un “Tu..”(ad es. “Sono arrabbiato”, ma in realtà sarebbe:”sei tu che mi hai fatto arrabbiare”).

di Martina Berta
Psicologa e psicoterapeuta
www.martinaberta.it
Riceve a Milano, tel. 338 1459608, e-mail  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Incontro sulla comunicazione assertiva

Martina Berta tiene un incontro formativo per i genitori dal titolo "Come facilitare le comunicazioni con i nostri figli: le tecniche di comunicazione assertiva" il mercoledì 3 aprile2013 a Milano presso Spazio Culturale My G, Via Antonio da Saluzzo 27, Milano
il calendario completo degli incontri per i genitori sul suo sito: www.martinaberta.it

 

immagine: AngerBoy su Flikr

Martina Berta

psicologa psicoterapeuta

www.martinaberta.it/

Articoli correlati (da tag)

  • Perché coccole e contatto rendono i bambini più intelligenti Perché coccole e contatto rendono i bambini più intelligenti

    Coccole e contatto rendono i bambini più intelligenti e aiutano lo sviluppo cerebrale.

  • La comunicazione empatica e non violenta La comunicazione empatica e non violenta

    La Comunicazione NonViolenta (chiamata anche CNV o comunicazione empatica) è un processo di comunicazione assertiva sviluppato da Marshall Rosemberg a partire dagli anni '60 e  ci aiuta a esprimere il nostro sentire sospendendo il giudizio su di sè e sugli altri. Anche nella comunicazione con i nostri figli, piccoli o grandi che siano, possiamo mettere in pratica piccoli o grandi cambiamente che miglioreranno la relazione con loro .

    In questo articolo Luana De Falco, Mediatrice Relazionale e Studiosa e divulgatrice di Comunicazione Empatica/ NonViolenta, ci introduce a questo argomento portandoci anche qualche esempio pratico.

    Se vi interessa l'argomento, il 26 e 27 Maggio Luana sarà vicino a Torino con Maria Grazia Lia per un corso dedicato a "Homeschooling e comunicazione empatica", tutte le informazioni a fine articolo.

     ***

    Nel suo libro….”Le parole sono finestre (oppure muri)”, Marshall Rosenberg scrive:“ La CNV (Comunicazione NonViolenta) è un linguaggio di processo che scoraggia le generalizzazioni statiche….”.

    Ho voglia di dirvi tantissime cose sulla CNV, oggi ho pensato di condividere con voi questo passaggio, che ci parla di quanto la staticità nel pensiero e nel lessico, bloccano la possibilità di incontrarci. 

    Cos'è la CNV?

    Quando diciamo sei così, è giusto questo o quello, devi fare la tal cosa, non ci si comporta in questo modo, …. velocissimamente ci pietrifichiamo in una posizione (statica) e in questa staticità non c’è più spazio per un dialogo fluido, curioso, creativo.
    Quello che ci propone la Comunicazione NonViolenta è di appropriarci di un linguaggio in cui parliamo di come ci sentiamo noi, in relazione a quello che accade e portare la nostra curiosità per cosa prova l’altro.

    Usciamo dalla staticità dei luoghi comuni, di definizioni generiche, di convinzioni culturali e sociali, per parlare di cosa proviamo ed ha valore per noi, proprio in quel momento ed interessarci all’altro per quello che è vivo in lui.

    Mettiamo in scena una danza, un dialogo ricco di scambi, in cui non sentiamo più il bisogno di dimostrare, attaccare o difenderci ma spiccano la voglia di farci conoscere e la curiosità di conoscere.
    Ogni volta che appiccichiamo un etichetta o diamo un giudizio su qualcuno: “Sei pigro e svogliato” (o sei geniale) … o facciamo una profezia: “Non combinerai mai nulla, se continui così!” ci fissiamo in una posizione di distanza con altro, rigidità, a volte ostilità e risentimento, forse impotenza e rassegnazione e dall’altra parte potremmo incontrare vergogna, senso di colpa o rabbia e insofferenza… tutto questo ci allontana, non ci permette di vederci ed ascoltarci, potrebbe creare dei muri molto faticosi da tirar giù o oltrepassare.



     

    Cosa succede quando usiamo la CNV

    Quando ci liberiamo di questi macigni “culturali” e “abituali”, per sperimentare un linguaggio (Rosenberg… sostiene) “Naturale”, in cui parliamo delle nostre sensazioni e bisogni e ci incuriosiamo ai quelli dell’altro..

    “Sono un po’ preoccupata e inquieta nel vedere che non finisci la tua relazione, vorrei sentirmi tranquilla che ti stai prendendo cura dei tuoi progetti”

    ...e facciamo delle richieste chiare...

    “ti andrebbe di dirmi come ti senti a riguardo?”

    ...entriamo in un linguaggio che incoraggia lo scambio, l’apertura e l’incontro alla ricerca di soluzioni condivise.

    Quando impostiamo un linguaggio di questo tipo con i nostri figli, quello che si sviluppa è il desiderio di contribuire al benessere reciproco, poiché, invece di insegnare com’è “bene” comportarsi, a livello intellettuale…. accompagniamo i bambini nella scoperta di quanto e piacevole quando le nostre azioni contribuiscono a rendere la vita, nostra e altrui, più bella (meravigliosa).

    Questo lo facciamo affiancandoli con l’osservazione, notando insieme a loro quali sentimenti ed emozioni provano in relazione al loro agire e porgendogli i nostri con delicatezza.

     

    Un esempio di Comunicazione empatica

    Invece di dire:

    “Bravo, sei proprio un bravo bambino, è così che ci si comporta!”

    portandogli una valutazione dall’esterno, gli potremmo dire:

    “ ho visto che è spuntato un grande sorriso sulla tua bocca, quando hai sollevato Giacomo da terra e lui ti ha ringraziato ed abbracciato”

    Ci riferiamo a quello che è successo specificatamente e poi lo accompagnamo nell’esplorazione…

    “com’è stato per te?"

    …e gli potremmo anche parlare di noi..

    “io mi sono emozionata, ho provato gioia e leggerezza, mi piace quando vedo che vi sostenete tra di voi”

    .. e potremmo anche esprimere la nostra gratitudine e spiegare il perché..

    “grazie per questo tuo gesto, mi sento al sicuro e nella collaborazione quando ci penso”.

    Che ne dite? … Sì lo so, può sembrare complicato!… quello che ho scoperto io e che è una specie di droga, quando sto in questa qualità di dialogo, quando ci riesco… liberandomi da zavorre, convinzioni e smania di insegnamento e sto semplicemente lì, in quello che c’è in me e nell’altro, con tenerezza, stupore e gratitudine…. questo Nettare è talmente Buono ( Come dice il mio caro amico Eduardo Montoya) che non vedi l’ora di assaggiarne ancora un po’.



     

    Corso Homeschooling e comunicazione empatica, Pino Torinese (To), 26 e 27 Maggio 2018

    L'homeschooling è una strada possibile per la vostra famiglia?
    Per partire con consapevolezza e con le informazioni efficaci. Maria Grazia Lia e Luana De Falco, due mamme homeschoolers, conduranno questo intenso fine settimana attraverso testimonianze, decreti legislativi, vari stili e approcci, verso quella che potrà essere la strada percorribile della vostra famiglia.
    Inoltre verranno condivisi gli strumenti per una comunicazione che arriva dal cuore.

    Per tutte le informazioni consultate l'evento su Facebook

    31282235 1735726356510376 1705750629588140032 o

     


    di Luana De Falco
    Studiosa e divulgatrice di Comunicazione Empatica/ NonViolenta
    Mediatrice Relazionale

     

    Credit immagine principale: Side view of handsome father...stock photo di George Rudy su Shutterstock

  • Giochi cooperativi: l’alternativa al gioco competitivo Giochi cooperativi: l’alternativa al gioco competitivo

     Cos'è il gioco cooperativo e come si differenzia dal gioco competitivo? come impararne di più?

  • 5 modi per aiutare i nostri figli a dare il meglio di sé 5 modi per aiutare i nostri figli a dare il meglio di sé

    Come aumentare la comunicazione e migliorare la relazione con i figli

  • 4 comportamenti che aumentano l'autostima dei bambini 4 comportamenti che aumentano l'autostima dei bambini

    I quattro bisogni da soddisfare per l'autostima dei bambini

Aggiungi commento


© 2018 Your Company. All Rights Reserved. Designed By Tripples

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, gestire la pubblicità e compiere analisi statistica del sito. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.