E' nata Easymamma, un'associazione e uno spazio che si propone come punto di incontro per le mamme del territorio di Segrate, nell'hinterland milanese, per ascoltare le loro voci, le loro idee, le loro esigenze.

Easymamma nasce da un gruppo di mamme del territorio con il sostegno del Comune di Segrate e l'adesione di tanti gruppi associativi e lo zampino dell'amica blogger Antonella Pfeiffer. Nasce per rendere la vita delle mamme più semplice, visto che di cose difficili ce ne sono già tante! e anche perché un punto di aggregazione fisico è una cosa utilissima quando sei mamma: per informarti, incontrare altre persone con le tue esigenze e attese, per proporre iniziative e per vitalizzare il territorio.

Come quasi tutte le festività che celebriamo ai giorni nostri, anche la festa della mamma sembra avere origine in antichi rituali pagani.
E non è difficile crederlo, poiché maggio è il mese in cui il risveglio delle fioriture e l'arrivo del caldo e delle abbondanze di frutti e vegetali cominciano finalmente forti e pieni di vita.
Sembra quindi probabile che popolazioni che ritualizzavano con forza i passaggi di stagione e di condizioni naturali festeggiassero anche in questo periodo, proprio sotto il segno della fertilità e dell'inizio: la figura della madre.

Capita di cucinare troppo risotto e trovarsi con un avanzo di cui non si sa cosa fare. Capita che la quantità di riso pre-cottura sia stata scelta con cura e che, dopo la cottura, il risotto sia gonfiato molto.

Come riutilizzare il riso per presentare dei piatti sfiziosi e nuovi? Facciamo affidamento sulla nostra creatività e andiamo in cucina!

I muffin di riso

Mettiamo il riso avanzato in una teglia per muffin, schiaciando bene e cospargiamo la superficie con parmigiano grattugiato. Grigliamo in forno (con la funzione grill) a 200° per 5 minuti. Togliamo i muffin dalla forma facendo attenzione a non romperli e li serviamo caldi.

Eccoci arrivati alla fine dell'anno. In questo periodo su Genitori Channel avete trovato un'abbondanza di ricette, ma si sa, il periodo e' quello delle grandi abbuffate!
Per l'ultimo dell'anno in tavola non possono mancare le lenticchie, da mangiare alla mezzanotte per propiziare un anno ricco e prospero.

Ecco dunque una ricetta veloce per cuocere questo delizioso legume, in genere molto apprezzato anche dai bambini. La cottura può avvenire in pentola a pressione o in microonde per velocizzare i tempi. La mia zuppa di lenticchie, poi, è adatta ad ogni età, a partire dai 9 mesi circa.

Madri in carcere

Ottobre 11, 2012

Realtà nascoste, tenute nell’ombra e non prese in considerazione.
Oggi vi voglio parlare delle mamme che vivono in carcere, che sono tenute lontane dai propri figli o che dividono la pena con i propri bambini fino ai 3 anni di età.

Una “maternità interrotta”, come la definisce Silvia Girotti dell’Associazione AVOC (Associazione Volontari del Carcere), un’esperienza che segnerà per sempre la vita di bambini e mamme. 

Ci risiamo. Ogni tanto un nuovo studio “benedice” le teorie drastiche sulle nanna di Eduardo Estivill, l'autore del Best Seller "fate la nanna", il libro che sostiene che pianti disperati e vomito dei bambini siano un metodo escogitato dai "piccoli demoni" per intenerirci e cedere alle loro reticenze a dormire da soli, dunque vadano ignorati per non farci mettere nel sacco.

Questa volta è dall’Australia che un gruppo di studiosi ci rassicura sul fatto che i neonati sotto i sei mesi di vita possano essere lasciati da soli a piangere fino ad addormentarsi senza che ciò provochi danni psicologici nel bambino.
Gli specialisti della Melbourne University sostengono addirittura che questa strategia aiuti la mamma a superare la depressione post-partum.

Solo e pensoso a passi tardi e lenti..”

Caro il mio Boccaccio, mi spiace per te, ma io i passi tardi e lenti li ho fatti per piacere e non per tristezza o per eccesso di pensieri in testa. Oltretutto, non li ho fatti mica da sola!

 

Inizio d'agosto, caldo umido e soffocante durante tutta la giornata fatto salvo per il mattino presto, per quelle ore romantiche che ti regalano una luce diafana che aspetta di esplodere e un soffio di vento come il sussurro di un innamorato.

Nemmeno Cyrano de Bergerac avrebbe potuto suggerire poesia migliore a quell'imbranato di Cristiano!

 

Proprio in quel tempo così breve e forse anche per questo così prezioso, sistemavo l'erede nella carrozzina e imboccavo il viale alberato distante solo qualche centinaio di metri da casa nostra. La navicella della carrozzina non poteva essere definita meglio di così: condurre quell'aggeggio era più complicato che guidare la mia seicento, la verdina a tre porte, col retro schiacciato come il muso di un pechinese, quella su cui ti avrei accompagnato all'asilo nido meno di due anni dopo.

 

Durante le nostre passeggiate sotto le foglie dei lecci il piccino non ha mai chiuso un occhio; non erano camminate propedeutiche al sonno, erano i primi momenti rubati al mondo per stare da soli, io e lui. Il fatto è che una giovane mamma con carrozzina, che contiene un frugolo in tutina a righe con due tartarughe blu sul pancino non passa inosservata, almeno non in un quartiere così tranquillo e residenziale da sembrare un paesino dentro una grande città.

Ben presto abbiamo avuto il primo tentativo di “abbordaggio” da parte di una nonnina che ha guardato dentro la carrozzina come se fosse il pozzo di San Patrizio; da come le si sono inumiditi gli occhi ho capito subito che, per un motivo o per l'altro, sentiva la mancanza dei nipoti, perché lontani o forse ormai troppo cresciuti. Così, con un'accondiscendenza che non mi è usuale, mi sono fatta abbordare e per almeno un paio di giorni alla settimana ho avuto una scorta durante i “miei passi tardi e lenti”.

Il resto dei giorni, però, per tutte le settimane d'estate fino al malinconico settembre, mi sono ritagliata dei momenti semplici, senza alcun significato particolare se non quello di condividerli col mio bambino. E forse camminando tanto mentre vegliavo sui suoi occhi vispi, ho iniziato, non solo metaforicamente, a percorrere la mia strada di mamma.

di Monia Scarpelli, blogger, scrittrice e autrice di “Mani di vaniglia: nascita di una mamma in 40 settimane

 

imagin: http://www.sxc.hu/photo/815331

"Le tasche piene di sassi". Quando ho sentito per la prima volta questa canzone di Jovanotti – Lorenzo Cherubini, come si fa chiamare ormai da diversi anni, ossia da quando ha smesso di dare il cinque e ha iniziato a regalare molte emozioni in più – non sapevo esattamente di cosa parlasse. Però la sensazione era forte, profonda, inequivocabile.

Solo alla mamma puoi dire che “ti ha lasciato solo” e che deve “venirti a prendere”. E' lei, chi altro?, che ti ha portato su questa terra e poi d'un tratto ti lascia solo.

La solitudine che lascia la mamma non ha fondo, è un buco nero in cui puoi gettare monete per esprimere un desiderio, ma il rumore metallico di un rimbalzo o quello di un tuffo nell'acqua non lo sentirai mai per quanto tu tenda le orecchie.

Eccoci a maggio, il mese delle mamme e della festa della mamma…  

Prendendo spunto da qui abbiamo deciso di rendere permanente la "campagna" Io sono una mamma e tu che superpoteri hai? Un modo per celebrare tutto l'anno la straordinarietà delle mamme. Tutte, ognuna a suo modo, sono dei super eroi, ognuna con i suoi superpoteri diversi! 

Per ringraziare le proprie mamme di esserci i modi sono infiniti, qui vogliamo riportare solo alcune idee originali per dimostrare alle mamme la nostra gratitudine:

1. Save the children propone la lista dei desideri, un elenco di regali ai bambini bisognosi, che va da 100 vaccini a 40 polli fino a un kit per il parto. Una cartolina personalizzata e stampabile spiegherà il regalo alla mamma che lo riceverà.

2. Una canzone dedicata, questa è la proposta di P&G Italia: con l’applicazione Facebook e una webcam è possibile interpretare Viva la mamma di Bennato generando una video dedica alla propria mamma e il 13

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