Quello del sole è un tema delicato. Riguarda la salute in primis, ma anche le abitudini, le possibilità ed il modo di vivere il tempo estivo con i nostri figli.
Vi propongo per condividerle le mie riflessioni e l’esito delle mie ricerche di mamma (e non addetto ai lavori!!), in una materia che definire complessa è poco, in cui le ricerche scientifiche divergono ed in cui non esiste una soluzione perfetta, ma solo un possibile equilibrio, molto personale.

Come spiegare la morte ai bambini? In questo articolo Barbara Motolese racconta come ha mosso i primi passi in questo difficile argomento con sua figlia di 5 anni.

Ogni giorno qualcosa ci arriva in dono, sta a noi scegliere come prenderlo e in cosa trasformarlo. Questo concetto è spiegato benissimo nel film Cast Away che ho visto tempo fa, un uomo naufraga su un'isola e cerca di sopravvivere, il mare ogni giorno gli restituisce qualche dono finchè lui riesce a metterli insieme e costruisce una zattera, si avventura in mare e viene recuperato da una nave. Tornato a casa scopre che sua moglie nel frattempo si è risposata e si è costruita una famiglia e lui è diventato un po' un disadattato ma sa che il giorno dopo il mare gli porterà qualche altro dono.

Ecco un crafty-gioco semplice semplice, uno dei preferiti dei miei bambini, per queste belle giornate sulla spiaggia. Non servono colla, forbici, colori. Serve una spiaggia e immaginazione quanto basta.

Il gioco l’ha inventato Martina e l’ha chiamato “Vetrini”.

Fastidiose, irritanti, onnipresenti, è cominciata la stagione delle zanzare!

Quale mamma non fa di tutto per proteggere il proprio bambino dalle odiose punture?
Attenzione però che la soluzione non sia peggiore del problema … proviamo a dare un’occhiata consapevole (e non ;-) ) ai rimedi di cui avvalerci.

Per cominciare mi sento di suggerire molta cautela nella valutazione dei dispositivi commerciali più diffusi.

Ci sono svariati momenti in cui è possibile introdurre l’inglese nelle routines del bambino piccolo, legandoli alla pappa, alla pulizia, al sonno....tuttavia si può utilizzare l’inglese anche solo per giocare insieme e coccolarsi.

Tra i giochi che io e i miei bambini preferiamo ci sono quelli che prevedono il solletico e le dita (classicamente, indice e medio) che come due gambette corrono sulla pancia e le braccine. Una delle filastrocche tradizionali inglesi che si possono introdurre con questi giochi è “Round and round the garden”, le cui parole sono:

Come ormai è noto e come ci ricordano un po' da tutte le parti, la lettura ad alta voce è fondamentale per la crescita e lo sviluppo non solo intellettuale ma anche emotivo del bambino, fin dalla più tenera età. Le favole della buonanotte sono rassicuranti e confortanti e accompagnano dolcemente i bambini tra le braccia di Morfeo augurando loro (si spera) sogni soavi e sonni tranquilli.

In questo post non voglio fare alcuna riflessione sulla notizia tragica del bambino morto perchè dimenticato in auto. Sono certa che il padre e tutta la famiglia, ma il padre in particolare, stiano vivendo una tragedia e un inferno, se potessi vorrei solo far giungere a loro un abbraccio e molto amore.

La mia riflessione è su un tema che sta appassionando molto sui blog: l'idea di pensare ad un seggiolino salva vita non solo rispetto agli incidenti d'auto, ma anche agli incidenti di dimenticanza... ne parlano The Talking Village, Machedavvero, e molti altri.

In questo articolo uno studioso e appassionato di Rudolf Steiner, ma anche un nonno, che ci racconta il punto di vista antroposofico su approvazione, regole e fasi di crescita, nonchè su come il genitore può affiancare il figlio facendo da solido riferimento in una prima fase della sua vita, e avendo la maturità di consentirgli di agire libero di sbagliare, quando è ora.

L'essere umano è un animale straordinario, e la cosa più straordinaria che abbiamo è la capacità di imitare, imparare e comunicare. Il bambino piccolo, anche neonato, ha possiede in sommo grado queste capacità. la capacità di comunicare, verbalmente e non, è ciò che ha decretato il successo della nostra specie, pertanto non deve stupire che sin dalle nostre prime settimane siamo "programmati" per assorbire i rudimenti della comunicazione.

Quando acquistate o scegliete un giocattolo, avete la sensazione che quel gioco finirà presto in pattumiera, o rotto, oppure avete comprato un gioco che pensavate indovinato e che vostro figlio ignora o viceversa, uno che non vi piaceva diventa invece il gioco preferito. Non sarebbe male avere un decalogo di criteri per giudicare un giocattolo, perché non stilarlo insieme? Barbara Motolese in questo articolo ci suggerisce questa nuova iniziativa.

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