7 parole per sopravvivere ai terrible two

I terrible two si riferiscono a quel periodo che di solito avviene intorno ai due anni in cui i bambini sembrano improvvisamente diventare dei piccoli diavoletti che si buttano a terra piangendo, distruggono gli oggetti e urlano ogni qualvolta qualcosa non gli va bene.

"No" è la parola che chi ha avuto un bambino di due anni per casa ha sentito pronunciare più spesso nell'arco di quell'anno. No a qualsiasi proposta, con annesse crisi di pianto e musi lunghi. Tutti i bambini ci passano: è la fase della loro autodeterminazione, in cui hanno compreso fin troppo bene di essere un individuo a sé rispetto alla loro mamma. E vogliono affermare la propria personalità, il proprio io, facendoci capire che ormai non sono più dei neonati. Messaggio ricevuto, forte e chiaro!

D'altro canto però il loro bisogno di affetto e di certezze è ancora forte e oscillano continuamente tra l'autonomia e l'insicurezza, in una danza ipnotica che farebbe uscire di testa chiunque.

Ecco cosa sono i terrible two, un anno complicato e affascinante che può mettere davvero alla prova la nostra pazienza. Raccolgo alcune parole chiave che ci possono aiutare a sopravvivere a questo passaggio quasi obbligato dell'infanzia.

Ironia

Come abbiamo detto i terrible two sono una fase impegnativa, ecco perché è importante la capacità di creare un diversivo, trovare il lato comico di una situazione e proporre un punto di vista diverso al bambino.

Quando è in preda a una crisi di pianto, l'ironia aiuta a superare l'empasse, strappando una risata al piccolo e anche a noi. Prenderla sul ridere - senza mai ridere di lui - offre una nuova visione al bambino, che ad una sana risata non saprà resistere. E così anche i capricci saranno presto dimenticati.

 

Flessibilità

Spesso le crisi avvengono nei momenti in cui noi vorremmo un certo comportamento da parte loro, per esempio quando siamo al parco e vogliamo che smettano di giorcare per tornare a casa oppure quando abbiamo bisogno di uscire di casa e vogliamo che si mettano il giubbotto.

Il problema è che imporre una nostra scelta ad un bambino di due anni può innescare un braccio di ferro che ci sfinirebbe.

Offrire due alternative, invece, senza imporre scelte, ha un duplice vantaggio: stimola il bambino a sviluppare la sua capacità critica e allo stesso tempo pone dei limiti che lo aiutano a non perdersi tra troppe scelte. Un buon compormesso per genitori e bambino!

Molte crisi isteriche dei bambini possono essere evitate semplicemente proponendo una seconda alternativa ad una cosa che il bambino non vuole assolutamente fare.

 

Gioco

Il gioco è il primo veicolo di apprendimento per i bambini ed è anche un ottimo canale di comunicazione per passare messaggi e instaurare delle routine che potrebbero essere altrimenti noiose per esempio lavarsi i denti, vestirsi o andare a dormire. Normalmente se chiediamo a nostro figlio "vieni in bagno così ti lavi i denti" la risposta sarà quasi certamente "No" con annesso capriccio infinito e crisi di pianto.

Se invece gli diciamo "presto corriamo in bagno, ci sono dei folletti dentro la bocca che hanno bisogno di aiuto per tenerla pulita dai batteri" forse sarà più invogliato a seguirci e poi a lavare i denti.

Trasformare in gioco anche le attività meno amate dal bambino forse farà sì che non dobbiate passare la vostra serata a riordinare i giochi lasciati in giro mentre il diavoletto si diletterà in una crisi - finta - di pianto da teatro dell'opera.

 

Via i sensi di colpa

Non si è cattivi genitori perché i bambini sono diventati improvvisamente testardi e capricciosi. Non ce l'hanno con noi perché abbiamo fatto loro qualcosa di sbagliato. E' una naturale - e difficile - fase di crescita.

Le crisi di pianto sono una cosa normale tra i due e i tre anni e chiunque abbia figli ne ha attraversate centinaia, oggi li chiamiamo terrible two, una volta si chiamavano capricci ma il significato non cambia. I bambini piangono e si oppongono alle nostre richieste, facciamocene una ragione e pensiamo che in qualche mese, al messimo un anno le crisi vere e proprie passeranno.

 

Incentivi positivi

I premi e le punizioni sono da sempre stati utilizzati per far fare ai bambini ciò che vogliamo noi adulti, oggi si è finalmente capito il limite di questo tipo di strumenti educativi ma possiamo utilizzarli con consapevolezza nel momento in cui ne abbiamo bisogno.

I capricci sono un modo per rivendicare la propria identità ma il bambino a due anni è ancora piccolo e ciò che desidera di più è l'apprezzamento e l'amore dei propri genitori.

Sottolineare tutto ciò che di buono il bambino fa è un grande sostegno alla sua autostima e un incentivo a continuare su quella strada. Ricordiamocelo!

 

Regole

Per i nostri genitori era normale dare delle regole e per i nostri nonni ancora di più il mondo del bambino si basava su regole che i genitori decidevano e i bambini seguivano. Oggi invece abbiamo quasi paura di mettere delle regole ai nostri figli ma alcune regole sono necessarie, non solo per la loro sicurezza ma anche per riuscire a gestire bene tutto ciò che dobbiamo fare. Se per esempio bisogna andare a prenedere un fratello più grande a scuola sarà necessario uscire di casa ad una certa ora e, pur prendendoci se possiamo dei tempi comodi, è importante che sia una cosa fissa per il bambino, una cosa che non si può negoziare.

Poche regole, chiare, mai in contraddizione tra loro. Una volta stabilite le priorità, rendere quelle regole fisse e non discutibili darà dei paletti chiari ai bambini, senza allo stesso tempo fornire loro troppi divieti.

 

Pazienza

Questa è la cosa più importante, c'è un motivo se si chiamano "terribili" due, non siamo abituati ad un bambino che punta i piedi, ora ce l'abbiamo e vorremmo tornare indietro a quando potevamo semplicemente portarlo in braccio e allattarlo ma la pazienza è la dote dei forti e se sei un genitore è una dote indispensabile perché i bambini, a tutte le età, mettono alla prova la nostra pazienza in modo nuovo.

E' una fase, ricordiamocelo spesso. Facciamo appello a tutta la pazienza che abbiamo e, se ogni tanto ci capiterà di sbottare, sarà comprensibile.

 

 

Di Cristiana Calilli

Credit immagine: portrait of a crying baby girl on Shutterstock.com

Cristiana Calilli

Blogger ed esperta di social media, creatrice di www.Centopercentomamma.it, innamorata della vita, del marito Andrea, delle sue figlie Sofia e Cecilia, entusiasta per natura, ottimista fino al midollo e testarda come un mulo.

www.centopercentomamma.it

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