Portare un piccolino addosso a sé può essere un'esperienza unica, di grande emozione, e che al contempo semplifica la vita.

Abbiamo chiesto ad un papà che aveva appena provato una fascia per "indossare" il suo bambino come è stata quest'esperienza.

Video realizzato con Canon Legria HFR16

 

Abbiamo tradotto per voi questa splendida testimonianza scritta da Claire sul sito inglese InCultureParent. Una mamma africana, che vive da anni in inghilterra, racconta la sua esperienza dei primi 6 mesi di vita di sua figlia, alla riscoperta della saggezza dell’intuito nelle sue radici. Una lettura che fa riflettere e che ci lascia con una regola: il bimbo e’ il manuale di cui disponiamo per essere genitori.

Abbiamo raccolto, grazie alla Scuola del Portare, le impressioni di mamme che si sono avvicinate alla fascia e ai concetti del portare introducendoli nella loro vita, anche a seguito dei seminari e dei corsi seguiti, o delle iniziative proposte loro dalla Scuola. Vi proponiamo quelle che ci sono sembrate più belle.

 

 

"Si vedono talvolta in tv o sui giornali donne di altri paesi che portano i bambini in questo modo, ma mai noi donne occidentali pensiamo di poterlo utilizzare, forse perché lo sentiamo come un metodo distante da noi, dalle nostre abitudini e perché sottovalutiamo l’importanza del contatto madre-figlio. La prima volta che ho indossato mia figlia in fascia è stata un’emozione fortissima mi sono commossa."

Un papà e un portabebè

Novembre 02, 2010

Una bella testimonianza di un papà che usa la fascia, grazie al contatto con la Scuola del Portare.

Come papà ho trovato la fascia uno strumento essenziale nel rapporto con mia figlia perché mi ha dato un maggiore senso di partecipazione ed una maggiore interazione con la bambina in quella fase in cui il rapporto privilegiato è con la madre. Con la fascia invece il papaà partecipa in un modo unico e speciale, anche fisicamente, sentendosi addosso la bambina.

bebè in fasciaC'e' chi usa la fascia perché è pratica, chi la usa per moda, chi la usa per filosofia...

e c'e' chi non usa la fascia perché non è pratica, perché non è consueta, o per diversa filosofia...

e tu perché ami o non prediligi la fascia???

Molte mamme in realtà fanno un mix delle ragioni di cui sopra.

Io con la prima figlia non avevo idea dell'esistenza delle fasce portabebè, conoscevo solo i marsupi classici, che già 8 anni fa non erano così consueti. Ne ho usato molto uno per portarla a passeggio, ma arrivata verso i 6 mesi il marsupio era scomodo e deleterio per la schiena. Con lei portavo un po' per moda e un po' per intuizione: mi piaceva molto l'idea che stesse così vicina a me mentre scopriva il mondo.

 

“Portare addosso i neonati e i bambini” non vuol dire divulgare qualcosa di hippy o importare pratiche di accudimento di altre culture, né vuol dire solo “trasportare” il bambino,  ma rappresenta una modalità unica di sostegno emotivo nella relazione nascente con il proprio bebè.

“Portare il proprio bambino “VUOL DIRE:

  1. Riflettere profondamente sulle sue necessità e su quelle dei genitori.
  2. Rispettare un giusto ordine d’amore: io sono grande… tu sei piccolo… io mi prendo cura di te fino a quando non sei in grado di farlo da solo.

 dollaro d'oro americanoCom'è decaduta la cultura del portare in occidente? Da quando si è smesso di portare?

Una volta il portare era un metodo indispensabile per accudire i bambini.

Pensiamo alle nostre origini: eravamo dei nomadi, il cibo era di origine vegetale. I bambini venivano portati con sé ovunque. Rimanere soli voleva dire essere esposti a morte sicura.

Si tratta, quindi,  di una delle  forme più spontanee di comportamento materno in molti mammiferi.

Noi siamo dei mammiferi!

Se osserviamo i piccoli di scimmia notiamo che si afferrano al pelo del ventre della madre e vengono portati. L’evoluzione ha  portato l’uomo alla posizione eretta,  alla scomparsa dei peli… e (ahimè!) alla perdita della fiducia nella bontà delle sue scelte. Con il tempo i vari “Dott. Spock” hanno preso il sopravvento!

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