Caro il mio uccellino – passerotto è quello che mi viene più spesso di citare e non per il classico di Baglioni, ma perchè era uno dei nomignoli con cui il babbo chiamava me da piccola – che sta imparando a zampettare e che volerà presto per il mondo...
Ho iniziatoa scrivere questa lettera un milione di volte. Ne avevo già scritta una, prima che tu nascessi, ma adesso che sei qui, che vedo ogni giorno le tue piume spuntare e le tue ali sgranchirsi per quello che sarà il tuo volo, è più difficile trovare le parole, più complicato essere obiettiva.

Per la festa della donna, una bella riflessione di Fioly sugli infiniti mondi che ogni donna custdisce in sè e su come, con lo schiocchiare delle dita, attraversarli tutti, in lungo e in largo, per tornare poi ad apprezzare il presente, fatto di giornate che nisiano con dolci manine che ti abbracciano

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Certi giorni penso che non mi spiacerebbe poter utilizzare il teletrasporto. Perché svegliarsi il mattino in mezzo ai tuoi due pupi che ti sommergono con le loro manine e la voglia di latte, i capricci e i versetti è bellissimo. Ma è bello anche immaginarsi a poltrire sotto un sole gigante o nella stanza di un albergo sconosciuto il primo giorno di vacanza, in una città tutta da scoprire. Così ti dici Sarebbe bello: avanti e indietro nel tempo e nello spazio con uno schiocco di dita.

Snap [non mi viene in mente onomatopea che renda meglio lo schiocco di dita] ed eccoti nella Spagna della tua adolescenza. Niente pannolini sporchi o ruttini dopo la poppata. Ma notti di tequila e movida, di spiagge ventose e danze andaluse, di quelle che quando all’alba appoggi la testa sul cuscino, ciò che resta di te si trasforma in sonno profondo e non in quel dormicchiare con l’orecchio teso per evitare che il primo vagito di un pupo si trasformi in inesorabile sveglia per l’altro.

State pensando ad un manuale d'istruzioni, al famoso libricino che si trova dentro alle scatole dei frullatori e dei cellulari (in quest'ultimo caso, alti più o meno come il Devoto Oli) ? No, niente di tutto ciò, anche perchè non esiste un manuale d'istruzioni per mamme (non è un caso che non venga fuori assieme alla placenta).

Quello di cui voglio parlare è un elenco, senza alcuna pretesa che sia plausibile per tutte noi né tantomeno completo, di tutto ciò che non dovremo dimenticare nel passaggio dalla vita “in solitaria” a quella di “mamma”. Eh sì perchè da quel momento in poi sole davvero non lo siamo mai e questo è meraviglioso, ma ci dimentichiamo anche tanti aspetti di noi come “figlie”.

A volte riuscire ad essere coerenti con le proprie scelte è difficile, quando si diventa genitori lo è ancora di più... ecco il racconto e le riflessioni di Donatella.

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La parola d'ordine di mia figlia in questo periodo e' sempre la stessa: "mamma tata'!" che tradotto sarebbe: "mamma cartoni animati!"
E dire che i primi tempi dalla nascita di Giulia ero convinta che: non avrei fatto vedere i cartoni animati a mia figlia prima dei 3/4 anni, dato gelatine gommose alla frutta e accontentato capricci assurdi e invece ho dovuto soccombere a questo e molto altro e in più.

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