Maternage ad alto contatto nella nostra cultura.

Cosa significa genitorialità ad alto contatto?

Continuiamo la rassegna dei vari tipi di supporto per portare i bambini, nuovamente con l'aiuto di Serena Mammacanguro, e parlando del suo portabebè preferito: il mei tai.

Non lo nascondo il mei tai è la mia passione e il supporto sul quale ho sperimentato e approfondito maggiormente in questi ultimi anni.

Portare un piccolino addosso a sé può essere un'esperienza unica, di grande emozione, e che al contempo semplifica la vita.

Abbiamo chiesto ad un papà che aveva appena provato una fascia per "indossare" il suo bambino come è stata quest'esperienza.

Video realizzato con Canon Legria HFR16

 

Abbiamo tradotto per voi questa splendida testimonianza scritta da Claire sul sito inglese InCultureParent. Una mamma africana, che vive da anni in inghilterra, racconta la sua esperienza dei primi 6 mesi di vita di sua figlia, alla riscoperta della saggezza dell’intuito nelle sue radici. Una lettura che fa riflettere e che ci lascia con una regola: il bimbo e’ il manuale di cui disponiamo per essere genitori.

Spesso mi capita di incontrare per strada genitori che usano il marsupio, più di rado le fasce o gli zainetti porta bebè, e spesso noto che c'è un'intuizione che portare sia più che semplicemente "trasportare", ma anche che c'è poca nozione sul fatto che si può portare "male", cioè non curando il corretto posizionamento del bambino, il rispetto della sua fisiologia, facendo errori che andrebbero evitati. Per questa ragione oggi vogliamo raccontarvi, attraverso un'intervista, dell'esistenza di una "Scuola del portare", nata sia per creare una rete di sostegno, sia per dare risposte competenti e qualificate su come portare i bimbi a contatto... in una cultura in cui il contatto non è più cosa usuale, abbiamo bisogno di approfondire anche questo tema.

Intervista ad Antonella Gennatiempo, fondatrice della scuola del portare, esperta e psicologa.

Abbiamo raccolto, grazie alla Scuola del Portare, le impressioni di mamme che si sono avvicinate alla fascia e ai concetti del portare introducendoli nella loro vita, anche a seguito dei seminari e dei corsi seguiti, o delle iniziative proposte loro dalla Scuola. Vi proponiamo quelle che ci sono sembrate più belle.

 

 

"Si vedono talvolta in tv o sui giornali donne di altri paesi che portano i bambini in questo modo, ma mai noi donne occidentali pensiamo di poterlo utilizzare, forse perché lo sentiamo come un metodo distante da noi, dalle nostre abitudini e perché sottovalutiamo l’importanza del contatto madre-figlio. La prima volta che ho indossato mia figlia in fascia è stata un’emozione fortissima mi sono commossa."

Un papà e un portabebè

Novembre 02, 2010

Una bella testimonianza di un papà che usa la fascia, grazie al contatto con la Scuola del Portare.

Come papà ho trovato la fascia uno strumento essenziale nel rapporto con mia figlia perché mi ha dato un maggiore senso di partecipazione ed una maggiore interazione con la bambina in quella fase in cui il rapporto privilegiato è con la madre. Con la fascia invece il papaà partecipa in un modo unico e speciale, anche fisicamente, sentendosi addosso la bambina.

“Portare addosso i neonati e i bambini” non vuol dire divulgare qualcosa di hippy o importare pratiche di accudimento di altre culture, né vuol dire solo “trasportare” il bambino,  ma rappresenta una modalità unica di sostegno emotivo nella relazione nascente con il proprio bebè.

“Portare il proprio bambino “VUOL DIRE:

  1. Riflettere profondamente sulle sue necessità e su quelle dei genitori.
  2. Rispettare un giusto ordine d’amore: io sono grande… tu sei piccolo… io mi prendo cura di te fino a quando non sei in grado di farlo da solo.

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