Sedentari a 5 anni…

Ci stiamo godendo una meravigliosa vacanza di mare: i bimbi passano la giornata girando in bici l’estensione del comprensorio che delimita una zona di villette che danno sul mare. Corrono avanti e indietro tra casa nostra, delle zie e il mare. Fanno mille bagni, poi scorrazzano in spiaggia, si avventurano come esploratori sulle rocce, al laghetto a pescare o a dar da mangiare alle paperelle; il viso è luminoso per il sorriso sempre stampato e il colorito bronzeo…

poi ripenso a milano, e a come vivono come passerotti in gabbia: escono da scuola, li infilo nella macchina, torniamo a casa (5 min di macchina), di rado trascorrono 20 minuti in giardino, poi si infilano in casa e li’ la lotta e’ tra la tv e un puzzle o qualcosa di analogo…

 

Perche’ prendo la macchina per fare 5 minuti di strada? Perche’ dopo scuola i bimbi si infilano in casa?

Sono interrogativi facili da porre, e non voglio trovarmi scuse, ma…

Ci ho provato ad andare a scuola in bici, ma l’opzione non è certo contemplata dal piano regolatore del luogo, per cui perdo 3 anni di vita, urlando dietro ai miei figli “ferma!!!, accosta alla strada!!! Aspetta che passa la macchina!” etc. Cioè ogni volta rischiamo la vita in 4 (io e i 3 figli), e per me diventa davvero stressante. Senza contare che i 5 minuti in auto, diventano 20 e più in bici, a causa di tutti i ferma, il che, per qualche strana legge della moltiplicazione dei ritardi, diventa sveglia alle 6.50 anziché alle 7.20… va beh, sarò pigra!

Quando ero piccola anche io scorrazzavo per campi il pomeriggio, e non ero la sola, eravamo tutti insieme, i ragazzi, anzi già dalla scuola materna, ricordo che ci si trovava in cortile, in strada (le strade sterrate dei posti dove c’erano solo case, certo, oggi non ci sono più neanche strade sterrate), e poi si andava in giro (dall'età delle elementari): al fiume, in collina, etc. Ma oggi non ci sono bimbi in giro, e, per quanto io non sia una mamma chioccia, il pensiero di aprire il cancello e mandarli in giro a 6 e 8 anni, da soli, mi creerebbe dei problemi, qui a Milano. E poi sarebbero i soli.

Insomma, sta di fatto che proprio in questo periodo i nonni paterni sono stati colpiti entrambi da tumori maligni. E la cosa mi ha dato da pensare non poco: in fondo loro, che oggi hanno meno di 70 anni, fino a 12 anni hanno vissuto una vita più che salubre. Scorrazzavano per i campi tutto il giorno, abitavano davanti al mare, mangiavano la vera dieta mediterranea: prodotti della terra coltivati a regola d’arte, il pesce pescato nel mare pulito davanti casa, la carne solo di rado e solo molto buona, le cose solo di stagione…

E allora penso ai miei figli, che a 5 anni già vivono come polli in batteria.  Insomma, se i miei suoceri, che in fondo hanno vissuto un’infanzia molto piu’ salubre, e a 67 anni si ritrovano a fare i conti con il cancro, cosa succederà a questi bimbi sedentari che mangiano i polli di batteria e la verdura ai pesticidi???

Certo che cerco di comprare carne e verdure bio ogni volta che posso; patatine, snack, coca cola e schifezze sono confinate a pochi episodi ed eccezioni. Li ho iscritti in piscina (un incubo per me portare 3 figli in piscina), per fare un po’ di sport, il nintendo e i giochino elettronici non entrano in casa, la tv è contingentata e quando c'e' il sole si sta fuori, ma nonostante tutto ciò…

 

Voi ve la cavate meglio?

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