Rimedi naturali e fitoterapia: come usarli sui bambini

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Martedì, 26 Maggio 2015 00:00

Lasciatemi scarabocchiare

Disegni dei bambini Disegni dei bambini

Come si evolve lo scarabocchio nei primi anni del bambino.

Lo scarabocchio è il primo disegno del bambino, già a partire dai 18 mesi inizia a divertirsi tracciando segni sul foglio. Ma molto presto si accorge che può controllare il suo tratto ed esprime sempre più chiaramente il suo mondo interiore.
Conoscere le tappe dello sviluppo dell'espressione artistica ci aiuta a sapere come accompagnare i nostri bambini in questo nuovo mondo, sostenendoli e incoraggiandoli.

Simona Rao, psicologa e arteterapeuta ci offre i suoi preziosi consigli e se siete a Milano non perdetevi i prossimi incontri Scarabocchi e Paciughi dedicati ai bambini fino a 36 mesi organizzati dall'Associazione La mela e il seme.


Cosa ci sarà mai di tanto importante in uno scarabocchio?

A molti adulti sarà capitato di pensarlo almeno una volta, davanti all’esaltazione di un figlio, nipote o alunno che, correndo verso di noi dall’altra parte della stanza, ce lo piantava dritto sul naso. E noi a pensare cosa dire, che facce fare, e aggiungerlo agli altri 132 nel cassetto.

L’adulto ha un ruolo molto importante, anche nel disegno infantile. Noi possiamo, infatti, trasmettere al bambino che quello che sta facendo è uno dei modi, un buon modo, per esprimersi; che quello che sta facendo è ok.

Come possiamo allora favorire questo aspetto della sua crescita? Come possiamo contribuire noi adulti ad arricchire la sua esperienza, accompagnandolo nella sua spontanea esplorazione?

Come si sviluppa il disegno nel bambino

Sono state identificate alcune fasi del disegno infantile. Qui ci limiteremo alle prime, quelle che appunto prevedono la comparsa e l’evoluzione dello scarabocchio. Il consiglio, come sempre, è di non prenderle alla lettera, ma di tenerle a mente come mappa, all’interno della quale ogni bambino si muove con i suoi specifici tempi, modalità e interessi.

  • Verso i 18 mesi, il bambino può iniziare a mostrare interesse per certi materiali.
    Qui tutto dipende dalla stimolazione ricevuta, dalle proposte che riceve. Generalmente vedrete che il bambino predilige materiali che lasciano un forte segno sul foglio, come i pennarelli. La sua soddisfazione sta nel movimento e nel segno che lascia tracciando i suoi primi scarabocchi. Null’altro conta, al punto che il bambino può non cambiare neppure il colore e “fissarsi” sullo stesso – magari il nero, perché sul bianco si vede bene – per tutto il tempo.
  • Attorno ai 2 anni, e ad ogni modo dopo aver sperimentato un po’, il bambino sembra notare il collegamento tra i movimenti della mano e i segni e dunque si rende conto di poter controllare visivamente le tracce che sta lasciando. È lui che produce quel che vede sul foglio. Prova e usa diversi colori e aumenta il tempo che dedica al disegno. Sperimenta vari modi di usare e impugnare il materiale e tende a riempire tutto il foglio.
  • Dai 3 anni gli scarabocchi si fanno più elaborati, inizia ad affacciarsi nel bambino l’idea che può raffigurare elementi dell’ambiente intorno a lui. La linea diventa limite e contenitore di una forma e compare l’intenzione di disegnare un oggetto. Il bambino lo nomina persino, mentre lo disegna. Dice, comunica, quello che sta facendo. L’intero processo gli dà enorme soddisfazione e aumenta – fino a 20-30’ – il tempo che riesce a dedicare all’esplorazione artistica.

Da questo momento, il disegno assume una grande importanza come mezzo di comunicazione e testimonianza di come il bambino vive il suo ambiente. È importante che noi adulti si assista e si accompagni il bambino in questa esperienza, accogliendo ciò che porta e accettando l’identità (o assenza di identità) che il bambino attribuisce ai suoi scarabocchi: non è importante che il bambino dica cosa ha disegnato se non gli viene spontaneo farlo, o che dia risposte sensate. È l’adulto che pensa che non possa essere un cane visto che è una palla senza zampe: ma questi sono bisogni dell’adulto, appunto, non del bambino.

Come possiamo aiutare i bambini nello sviluppo dell'espressione artistica

Noi, i grandi, possiamo proporre un tempo per lo scarabocchio, fornire materiali e sostegno. Il bambino potrebbe aver bisogno di noi anche per trovare soluzioni, risolvere problemi. Affianchiamolo, aiutandolo come sappiamo. Quando ci rendiamo conto che si sente libero di fare da solo, lasciamolo creare, standogli nei paraggi così che possa rivolgersi a noi se lo desidera, per chiedere aiuto o mostrarci il suo capolavoro, che accoglieremo senza troppe domande (e soprattutto senza dare noi le risposte!).

Non serve essere artisti o spendere centinaia di euro in colorificio. Basteranno alcuni fogli bianchi grandi (30x45cm, ad esempio, o più grandi) e un pennarello o pastello nero o comunque scuro, per cominciare. Evitiamo le matite, troppo leggere sul foglio per dar soddisfazione al bambino. Poi aggiungeremo gli altri colori e magari altri materiali, quali colori a dita, tempere e creta: questi richiedono l’accompagnamento dell’adulto e, prima ancora, che il bambino sia abbastanza grande da non portarseli alla bocca.

Buon lavoro!

di Simona Rao
Psicologa clinica e arteterapeuta. Si occupa di promozione del ben-essere per le diverse fasce d’età e utilizzando diversi strumenti, tra i quali l’espressione artistica e l’arteterapia. Collabora con l’Associazione La Mela e il Seme ed è all’interno dello staff SAS Famiglia della stessa associazione.

Sabato 6 Giugno ore 16,30 – 18.30 a Milano

Scarabocchi e Paciughi, incontro con Simona Rao
dedicato ai piccoli tra i 18 e i 36 mesi, ed uno o entrambi i loro genitori
presso l’atelier Il Punto, via San Glicerio – di fianco al civico 14 – zona Bicocca - Milano

Prezzo promozionale: 10 Euro, per la coppia genitore-bambino.
Per informazioni e prenotazioni rivolgersi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Tel 3341729792
Sito web: www.lamelaeilseme.org


Simona Rao è psicologa clinica e arteterapeuta. Si occupa di promozione del ben-essere per le diverse fasce d’età e utilizzando diversi strumenti, tra i quali l’espressione artistica e l’arteterapia. Collabora con l’Associazione La Mela e il Seme ed è all’interno dello staff SAS Famiglia della stessa associazione.

Barbara Lamhita Motolese

Amo l'innovazione in tutti i campi, e come mamma mi sono scoperta innovativa facendo scelte del passato!
Vivere la mia genitorialità ricercando la coerenza con il mio sentire e con il mio pensiero, mi ha portato a esperienze poco comuni e molto felici: il parto in casa, il co-sleeping, il babywearing, e l'homeschooling... per citarne alcune.
Sono un'appassionata custode della nascita e una meditatrice assidua.
Ho dato vita a GenitoriChannel.it per coniugare la mia passione dei temi genitoriali con quella per il web.

Sito web: www.genitorichannel.it

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