Bimbi e svezzamento: cura, attenzione, rispetto ed esperienza

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Durante il periodo di svezzamento dei bambini: scegliere bene, fidarsi di loro e aiutarli a sperimentare.

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Sabato, 01 Aprile 2017 00:19

Bimbi adottati: l'acqua per favorire l'integrazione in famiglia

Sei arrivato tu progetto famiglie adottive Sei arrivato tu progetto famiglie adottive Fondazione DeAgostini

Sostenere le famiglie nel post adozione consente di prevenire i rischi del fallimento adottivo.

L'arrivo di un bambino in una famiglia adottiva

Nei primi mesi di arrivo di un bambino in una famiglia adottiva, in un momento in cui il legame affettivo è ancora molto fragile, è necessario che i genitori comprendano pienamente il bisogno di protezione, di vicinanza e di tenerezza del bambino e che il bambino stesso riviva le tappe evolutive in un’esperienza condivisa di gioco corporeo capace di valorizzare quella dei sensi.

Il progetto “Sei arrivato tu, totalmente finanziato dalla Fondazione De Agostini, nasce dalla collaborazione tra la "Cooperativa Sociale della Pallacorda-Centro Alcarotti" e l’"Associazione Attivalamente… e il corpo", con il patrocinio del Comune di Novara e si rivolge alle famiglie che hanno da poco adottato un bambino o che sono in attesa di adozione.

La peculiarità di questa iniziativa consiste nel promuovere, attraverso l’esperienza senso-motoria in acqua, la sintonizzazione emotiva e affettiva, l’incontro e il recupero di esperienze primarie mancate. Il lavoro di confronto e studio con un’équipe pluridisciplinare si rivela la strategia migliore per sostenere lo sviluppo armonico del bambino, nel benessere della famiglia adottiva.

Il progetto "Sei arrivato tu" - l'esperienza raccontata dai genitori

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“Siamo molto riconoscenti per questa esperienza – dicono due genitori coinvolti nel progetto –, che ci fa sentire meno soli e che ci regala momenti di gioia profonda e condivisa.
È un privilegio e un’opportunità preziosa poter condividere un momento così esclusivo, solo nostro e a suo modo unico.

L’esperienza in acqua è speciale, toccante e rilassante: una magia di coccole e di abbandono totale degli schemi che utilizziamo nel quotidiano.
Stare insieme, in un ambiente ovattato e intimo è un’esperienza di grande intimità, di serenità e di benessere. Sono emozioni che rimangono dentro. Sarà il calore dell’acqua che ci consente di recuperare un po’ dell’esperienza che non abbiamo potuto vivere insieme, come quelle della gestazione e del parto.

L’acqua, con il suo cullare, aiuta l’instaurarsi di un rapporto di fiducia e di abbandono nei nostri confronti e ci fa sentire punto di riferimento per il nostro bambino; forse è per questo che ogni incontro in acqua porta nel quotidiano una maggior richiesta di coccole e di contatto fisico.

Il momento del gioco corporeo condiviso è per noi un’esperienza ‘correttiva’ e accelera il percorso di avvicinamento e di costruzione di un legame stabile e forte, perché crea unione nella famiglia e ci consente di lasciar spazio alla nostra spontaneità e creatività.
In acqua viviamo momenti in cui i confini tra noi e il nostro bambino cominciano a svanire.
La presenza dell’operatrice, con la sua professionalità, è fondamentale: la nostra insicurezza trova sostegno e lei ci guida e ci facilita nella relazione”.

La storia che porta con sé il bambino adottivo può includere esperienze di traumi e perdite, di privazioni affettive in cui, spesso, nei primi mesi di vita è mancata la stimolazione corporea. È per questo che il contatto fisico è un atto di comunicazione pieno di significato, in cui l’acqua diventa un amplificatore delle emozioni.
Permettere al bambino di crescere in una buona relazione è prima di tutto creare le basi per un buon “attaccamento”, fondamentale per poter affrontare in modo armonico le tappe fisiologiche della crescita.

“Sei arrivato tu”: l’idrochinesiologia come sostegno alla genitorialità adottiva

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A Novara, da oltre dieci anni l’Associazione “Attivalamente… e il corpo” e la Cooperativa Sociale della Pallacorda, all’interno delle loro specifiche aree di intervento, attuano progetti a sostegno delle famiglie adottive del territorio, con finanziamenti della Regione Piemonte, attraverso l’Equipe Sovrazonale per le adozioni nazionali e internazionali della provincia.

Da queste precedenti esperienze è nato il progetto “Sei arrivato tu”, finanziato dalla Fondazione DeAgostini, con l’intento di accompagnare la famiglia adottiva nel delicato periodo che segue l’arrivo del bambino alla ricerca di nuovi equilibri e pratiche che favoriscano la relazione e la conoscenza reciproca.

Si tratta di un progetto biennale, attivato a Marzo 2017, che coinvolgerà una ventina di famiglie adottive del territorio novarese che vivranno l’attesa e l’arrivo del loro bambino ed è pensato per bambini dai 3 mesi ai 6 anni.

In un momento in cui il legame affettivo tra genitore e bambino adottivo è ancora molto fragile, è necessario che i genitori vengano in contatto con il bisogno di protezione, di vicinanza e di tenerezza del bambino, e che il bambino stesso riviva le tappe evolutive precoci di relazione, in un’esperienza condivisa di gioco corporeo capace di valorizzare l’esperienza dei sensi. L’obiettivo generale del progetto è infatti la promozione del benessere della famiglia adottiva e dello sviluppo armonico del bambino, per facilitare la creazione di un solido legame e promuovere la sintonizzazione emotiva ed affettiva nella relazione genitore-figlio, al fine di prevenire i rischi dei fallimenti adottivi.

Il Centro Inacqua offre uno spazio particolarmente ricco di stimoli in un ambiente a misura di bambino dove i genitori possono condividere esperienze ludiche con il proprio figlio in un contesto in cui l’acqua facilita la relazione perché consente di esprimersi con spontaneità, di sviluppare sentimenti di fiducia e sicurezza e di comunicare attraverso il corpo le proprie emozioni.

Il percorso, che coinvolge ogni singola famiglia, prevede tre fasi:

  1. la fase di presa in carico con due incontri presso la struttura dell’Associazione, al fine di preparare le condizioni iniziali rispetto all’esperienza in acqua e costruire un percorso funzionale alle caratteristiche del nucleo famigliare;
  2. la fase dell’esperienza in acqua con cinque incontri presso il Centro Inacqua Alcarotti, in una vasca e in uno spazio a misura di bambino, in un contesto privilegiato di intimità famigliare;
  3. infine la fase conclusiva che prevede un incontro di restituzione dell’esperienza in acqua.

Al termine del progetto è previsto un evento pubblico di presentazione dei risultati della ricerca riferiti ai dati raccolti negli incontri pre-attività, alle osservazioni svolte durante l’esperienza in acqua e ai racconti delle famiglie stesse.

Fondazione De Agostini sosterrà integralmente i costi del progetto per tutta la durata, che comprende anche la formazione di un’équipe di dieci operatori di Inacqua, responsabili delle attività in piscina. Il Comune di Novara ha dato il proprio patrocinio all’iniziativa, riconoscendo il valore della proposta progettuale rivolta alle famiglie adottive.

 

Per maggiori informazioni:

Associazione Attivalamente …e il corpo
Fabiola De Paoli, viale Dante, 20 – Novara
M. 349 8766066 | fdepaoli AT libero.it

Cooperativa Sociale della Pallacorda
Anna Pigatto | Referente del servizio di Idrochinesiologia prima infanzia | M. 3351268557
Centro Inacqua Alcarotti, via Alcarotti, 2B – Novara | T. 0321 628628

Fondazione De Agostini S.p.A.
Elena Dalle Rive | Capo Ufficio Stampa | De Agostini S.p.A.
T. +39 02 62499592 - M. +39 335 7835912 | elena.dallerive AT deagostini.it
Pasquale Martinelli
T. +39 02 62499587 – M. +39 3355725067 | pasquale.martinelli AT deagostini.it

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole.
Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

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