Osservare i nostri figli per migliorare l'interazione con loro

Come reagisce il mio bambino agli stimoli sin dai primissimi giorni?
Che informazioni posso trarre da questo per conoscerlo meglio?
Cosa posso sapere di più sulle mie azioni-reazioni nel ruolo di genitore? 

Ci sono bambini che si agitano molto quando si lavano loro i capelli o che smettono di mangiare quando qualcuno si muove o parla, bambini che rifiutano le attività caotiche, altri invece che fanno chiasso per puro piacere o che mettono in bocca gli oggetti più degli altri e bambini che non sembrano accorgersi che i vestiti sono attorcigliati al corpo o che non reagiscono al cibo o alla saliva sulla faccia.

Allo stesso modo ci sono genitori che possono non notare i segnali del bambino così velocemente come fanno altri, genitori interessati ad interagire molto con i loro figli, altri che sono molto vigili rispetto alla condizione del bambino in ogni momento e genitori che sono più cauti nell’interazione con il figlio e che si affidano ad una gestione piuttosto routinaria.

Queste due descrizioni considerano il modo in cui i bambini ma anche gli adulti percepiscono e reagiscono agli stimoli in base a quella che viene chiamata una bassa o alta registrazione degli stimoli o in base alla ricerca o all’evitamento degli stessi. In psicologia si parla di modello dell’elaborazione sensoriale e si configura come una delle strategie possibili a sostegno della relazione genitore-bambino.

Già dalle prime interazioni le risposte del bambino agli stimoli sensoriali (per esempio agitazione dovuta a fastidio per il rumore) iniziano ad influenzare anche le risposte emotive del genitore (consideriamo quali e quante possono essere le ripercussioni emotive per il genitore nel caso in cui il tentativo fallito di calmare il bambino agitato di cui sopra viene interpretato come una propria incapacità ad offrire cure).

Il modo di reagire agli stimoli è personale e dipende da fattori genetici e ambientali ed è intrinsecamente legato al temperamento che possiamo osservare sin dalla nascita.
I bambini così come i genitori, pur facendo parte della stessa famiglia, rispondono diversamente agli stimoli sensoriali.

Quando il genitore comprende sia il significato del comportamento del bambino sia le proprie risposte agli stimoli sensoriali presenti nella vita quotidiana diventa capace di prevedere quali saranno le attività più efficaci nell’interazione con il proprio bambino, si sente più competente e soprattutto ha maggiore interesse e piacere nell’interazione.

Allo stesso tempo quando i bambini ricevono una stimolazione sensoriale della giusta intensità nelle attività quotidiane (bagnetto, movimento, gioco, uscite…) possono essere più partecipi ed interagire in modo più positivo perché non si sentono sopraffatti da una stimolazione eccessiva né inattivi a causa di una stimolazione troppo debole.

Facciamo un esempio.
Consideriamo un bambino caratterizzato dalla “ricerca della sensazione”.
Parliamo quindi di bambini che si agitano, si strofinano sugli abiti, che trovano cose alternative da fare con giocattoli e cibo. Quando cominciano a camminare e si muovono più liberamente si interessano di più oggetti e spesso si mettono anche in situazioni di pericolo perché mossi dall’obiettivo di raggiungere l’oggetto senza considerare la pericolosità del percorso per raggiungerlo.

Le mamme e i papà di questi bambini sperimenteranno risorse e limiti nell’accudimento anche in relazione al proprio modello di “elaborazione sensoriale”.
Se anche i genitori sono caratterizzati dalla ricerca della sensazione considereranno l’atteggiamento del proprio figlio come creativo ed intelligente se invece sono persone sensibili agli stimoli (il bambino alla ricerca della sensazione fornisce tanti stimoli!) sentiranno i propri figli come troppo impegnativi e vivranno momenti in cui sentiranno il desiderio di allontanarsi.

Vediamo in pratica cosa ci suggerisce il modello dell’elaborazione sensoriale per sostenere i bambini del nostro esempio caratterizzati dalla “ricerca della sensazione”. Innanzitutto l’obiettivo è quello di trarre profitto da maggiori opportunità. (Fonte: Dunn 2000a). 

E’ il momento di giocare. Quanto stimoli offre questa attività!
Nel gioco con questi bambini è possibile utilizzare colori per dita aggiungendovi consistenze diverse, incoraggiare il gioco a piedi scalzi su superfici diverse, fare la lotta, mettere i giochi preferiti in posti difficili da raggiungere per incoraggiare l’arrampicarsi, ecc (avendo cura di verificare l’assenza di pericoli), scegliere giocattoli con colori brillanti e di contrasto, offrire un sottofondo musicale vivace…

In un simile contesto il bambino sarà soddisfatto nella sua ricerca di stimoli nuovi e variegati e il genitori si sentirà sintonizzato sulla sua lunghezza d’onda.

Proviamo ad osservare il nostro bambino e facciamoci un’idea di lui come persona anche rispetto al modello dell’elaborazione sensoriale. Avremo un’informazione preziosa da utilizzare per interagire meglio con lui. Ovviamente è necessario aver fatto prima questa riflessione su noi stessi!

di Emanuela Cioccolanti

Psicologa Psicoterapeuta individuale familiare e di coppia.
Riceve a Roma e si occupa prevalentemente di preparazione all'evento nascita e al post partum con un'attenzione particolare al rischio di depressione post partum.
Effettua incontri individuali con le future o neo mamme e con le coppie.

Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 349 3687039

 

immagine: Shardayyy su Flikr

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole. Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

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