Giovedì, 03 Novembre 2011 10:07

Non voglio andare a scuola!!!

By

“Una scuola a misura di bambino” è lo slogan che viene ripetuto e scritto in tutte le comunicazioni che la nostra scuola materna fa ai genitori quando si accingono ad inserire i bambini in questo nuovo mondo… ho fatto 3° inserimenti in 6 anni, purtroppo mi sono accorta subito che lo slogan era incompleto, quello giusto è "Una scuola a misura di bambino… Purchè il bambino sia quadrato!"

L’unica cosa in cui l’affermazione calza a pennello, quando guardo questa materna di un paese satellite di Milano, sono gli spazi: quelli sì sono davvero piccoli, a dimensione di bambino, perché gli adulti si pesterebbero i piedi, invece loro c’entrano lo stesso tutti e 25 in piccole aule, proprio loro che, anche se sono piccoli, hanno energia e voglia di scorrazzare e muoversi… ma quella è una scuola a misura di bambino: spazi piccoli come loro.

Fosse quello il problema maggiore…

imparare, stare con altri bambini, fare cose nuove è una cosa che è nel programma genetico dei bambini, proprio come per noi non è l’ozio nel programma genetico, ma il fare. Lo sanno bene i carcerati delle nostre prigioni (sentivo giusto poco fa un’intervista alla radio) che passano le loro giornate senza poter svolgere alcune attività e vanno fuori di testa per questo…

 

Ma allora perché mia figlia a distanza di 1 mese dall’inserimento, deve uscire di casa disperata ripetendo la nota frase “Non voglio andare a scuola!”?…è passato un mese, tanto è bastato per rendersi conto che la scuola non è come se l’era immaginata: un posto creativo, divertente, dove si scoprono cose nuove… piuttosto è un posto dove si sta scomodi, dove tutti i giorni è la stessa solfa: “disegnate, colorate, fate il puzzle, giocate fra voi…” ma quando le tiriamo fuori la pasta di sale, i colori con i pennelli, la colla le forbici, le stoffe, la sabbia, i tappi colorati, e fiabe messe in scena o raccontate ad alta voce...? La scuola sarà pure senza soldi, ma non servono i soldi per trovare delle attività quotidiane di stimolo ai bambini.

Qui a novembre il giardino è off limits… ci sarà la temperatura che c’è in Norvegia in primavera (17 gradi), ma per noi è già il freddo del polo… certo se sei una maestra  che se ne sta impalata in giardino fa freddo, ma i bimbi corrono e saltano, e son tutti dotati di mega giubbotti super tecnici… ma no: tutti in una classe angusta per 8 ore, portarvi ai giardinetti sarà un problema di vostra mamma alle 5 di pomeriggio, quando ormai scende l’umido e va via la luce.

Scusate lo sfogo, ma mi fa rabbia pensare che un luogo come la scuola, che dovrebbe essere per i bambini una fucina di novità e di sorprese, un luogo pieno di opportunità: quella di stare con altri bambini, quella di dedicare tutto il giorno ad attività che in casa non farebbero, quella di sperimentare e di mettersi alla prova, è percepito quasi come un luogo detentivo. Ma questo “percepito” la scuola se lo guadagna, non offrendo altro che piccoli spazi, nel nostro caso anche abbastanza tristi, e adulti poco motivati e poco aggiornati…

Mi fa rabbia che la mia amica che abita a Como e ha la fortuna di una scuola Montessori (privata), mi racconta di suo figlio che nella materna del paese piangeva tutti i giorni, mentre quando si è trasferito alla Montessori vuole andare a scuola anche quando ha la febbre… allora è possibile! Come pensavo! Ma noi la Maria Montessori l’abbiamo relegata alle 1.000 lire, a distanza di sicurezza dalle scuole, dove il concetto “a misura di bambino” è solo un gioco di parole come nelle pubblicità del supermercato, suggerisce che sia proprio studiata per i nostri bambini, ma in verità è da intendersi letteralmente: piccola come loro!

 

mammaoltre

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole. Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

Aggiungi commento


Commenti   

Laurence
+1 # Laurence 2011-11-04 10:37
:sad: Noi invece abbiamo avuto una gran fortuna con la scuola materna... vabbè è crollato il soffitto e gli spazi e le strutture erano da terzo mondo paragonate con quello che c'è in Francia... ma abbiamo avuto la fortuna di incontrare delle persone belle, che sanno stare con i bambini e che sanno stimolare la loro curiosità, persone sensibili e che danno proprio tutto quello che possono dare. Per noi sono stati tre anni veramente bellissimi, e ci è dispiaciuto molto non poterci rimanere un altro anno... ma non era certamente merito del sistema, che anche quello è da terzo mondo...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
© 2018 Your Company. All Rights Reserved. Designed By Tripples
google.com, pub-8711244316083070, RESELLER, f08c47fec0942fa0 pubmatic.com, 73111, RESELLER, 5d62403b186f2ace pubmatic.com, 157436, DIRECT, 5d62403b186f2ace adform.com, 258, RESELLER triplelift.com, 3569, DIRECT, 6c33edb13117fd86 appnexus.com, 1785, RESELLER, f5ab79cb980f11d1 improvedigital.com, 1088, RESELLER rubiconproject.com, 19618, DIRECT, 0bfd66d529a55807 openx.com, 540233840, DIRECT, 6a698e2ec38604c6 indexexchange.com, 188789, DIRECT

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, gestire la pubblicità e compiere analisi statistica del sito. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.