Neonato ad alto bisogno... che fare?

Sono la mamma di un bambino, che è stato un neonato ad alto bisogno. Avevo letto tanto di questi “neonati ad alto bisogno”, ma prima di esserci passata non realizzavo quanto potesse essere stressante ed impegnativo il loro accudimento. E, riflettendo, credo che la cosa più stressante ed impegnativa sia la costante mancanza di un feed back positivo su cui poggiare la propria autostima di madre.

Chi sono i neonati "alto bisogno"

I neonai ad alto bisogno sono soprattutto bimbi fragili.
Piangono pressochè di continuo (ma non sono le coliche),
dormono poco,
anche crescendo chiedono la mamma sempre - ma non è detto che la mamma li consoli, anzi, piangono inconsolabilmente anche quando li prendi in braccio.

...almeno questo era il mio neonato ad alto bisogno.

Bambini ad alto bisogno e il nostro senso di fallimento

Io la vedo così: davanti ad una situazione, anche oggettivamente difficile, se la madre percepisce che il proprio sforzo sta andando a buon fine, che sta realmente aiutando il proprio bambino ed agendo in modo corretto, la fatica si sente lo stesso ma innesca un circolo virtuoso fatto anche di gratificazione, di positiva immagine di sé (anche di se stessa affaticata), di motivazione.
Ma una delle difficoltà dell’accudire un bambino ad alto bisogno è che, per quanto la madre si prodighi nel coccolare, allattare a richiesta, dormire accanto al bambino di notte e portarlo in braccio di giorno, potrebbe non riuscire a vedere immediatamente un sollievo nel proprio piccolo, e riportare da questo la frustrante sensazione di non riuscire a stabilire un contatto ed un rapporto, di sbagliare tutto, di danneggiare addirittura il bambino con atteggiamenti scorretti (perché se il bimbo non riesce a smettere di piangere, ad addormentarsi quieto, la percezione è quella di un malessere di cui giustamente la mamma cerca le cause a 360 gradi).

Questa era la mia situazione: mio figlio è nato piccolo (ma non patologico), dopo una gravidanza difficile e purtroppo per lui in una difficile congiuntura famigliare, sin dalla sua prima ora di vita è stato un neonato irrequieto, ipersensibile al tatto, con pochissime ore di sonno (lo so che lo dicono tutti, ma davvero pochissime. A 12 mesi, arrivava a dormire si e no 6 ore al giorno, non continuative. Un evidente disturbo che non sono stata lucida abbastanza da presentare al medico, anche perché temevo mi proponesse goccine che non volevo dargli).

Niente sembrava andare bene. Niente tranne l’allattamento, il piccolo mangiava per ore e ore in effetti cresceva velocemente.

Non mi pesava che il bambino volesse sempre stare in braccio: ho sempre pensato che quello fosse il posto dei neonati. Ma mi pesava che, per quanto costantemente il braccio e lunghissimamente al seno, continuasse a piangere disperatamente e divincolarsi dal mio abbraccio non appena aveva “la bocca libera”. Era tranquillo solo quando poppava , tutto il resto era un disastro, ed io ero ogni giorno più insicura.

Ecco, tutto questo per dire che la più grande difficoltà, credo, per una mamma con un bimbo ad alto bisogno sia che, nonostante si prodighi in sforzi, non ne ottiene facilmente una ricompensa ed una rassicurazione: non subito.

Perchè sono ad alto bisogno

Per quanto dicevo sopra diventa importante capire perché certi neonati sono così.

  • La maturazione del sistema nervoso centrale: questa è la chiave.
  • Ma anche la sensibilità a livello dell’epidermide: sembra strano, ma ciò che può apparire un contatto lieve, può essere uno strofinare di carta vetrata per un bambino ipersensibile.
  • Il contatto con l’acqua tiepida lo può disturbare, può essere doloroso (purtroppo sì, anche il magico momento del bagnetto era un incubo, credo soprattutto per lui).
  • Il bambino può avere difficoltà di regolazione termica, sentire freddo o caldo anche in modo non automaticamente simile al nostro.
  • Può avere difficoltà di integrazione sensoriale, ovvero non riuscire a costruire un’immagine affidabile del mondo circostante perché percepisce dai vari sensi una realtà scoordinata e non concomitante.
  • E ovviamente, ha difficoltà nella regolazione delle proprie emozioni (la progressiva capacità di attendere, provare l’alternanza di desiderio e gratificazione).
  • Infine, ho capito che l’emozione dominante per un bambino ipersensibile può essere la PAURA.

Sono emozioni distruttive, che purtroppo possono influire a livello psicologico, possono lasciare strascichi. Nel mio caso, è amaro dire che qualche strascico questa primissima infanzia così difficile l’ha lasciato.

A 4 anni compiuti, nonostante enormi progressi, mio figlio fa fatica a comunicare, è inesperto del mondo perché ha cominciato ad esplorarlo solo quando (per fortuna non troppo tardi, verso i 2 anni) ha preso ad essere un bambino contento.

La sua ipersensibilità è rientrata parzialmente, per fortuna, e ha iniziato ad imparare e progredire da quando sua mamma è riuscita a capire alcune cose e a strutturare di più i suo ambiente e la sua giornata, fornirgli dei limiti di cui aveva bisogno per arginare la sua disgregazione.

Bambini ad alto bisogno e la fascia porta-bebè

Ora so che avrei fatto bene ad usare la fascia portabebè lunga. Il mio bimbo aveva bisogno di provare, per più tempo, la protezione del grembo. La fascia contiene e mima la pressione dei tessuti uterini, dà una forma all’esperienza dello spazio circostante, limita la disgregazione e i disorientamento fisico, aiuta la regolazione termica.
La pressione sul bambino (in fascia il bambino va legato “stretto”), il contatto ”tonico” con il corpo materno e i suoi movimenti aiutano enormemente la maturazione a livello di sistema nervoso centrale.
Il mio piccolo era ipotonico: non è una questione di muscoli, è una questione di sistema nervoso. 

La cute e la sua sollecitazione attraverso la pressione è fondamentale per calmare la tensione: lo sperimentiamo quando un abbraccio stretto ci placa. La pressione ed il dondolio, applicati sincronicamente, aiutano i bambini con problematiche di integrazione sensoriale ad armonizzare la loro percezione del mondo esterno.
Mio figlio sembrava soffrire nella fascia, io non ho avuto il cuore e la consapevolezza di insistere. Lo tenevo in braccio, sempre, ma purtroppo le braccia materne non potevano dare l’effetto compressivo della fascia.
Avrei dovuto farmi aiutare, specie quando la mia stanchezza e frustrazione ha cominciato a montare e il mio abbraccio esprimeva più rassegnazione e rabbia repressa che emozioni positive (perchè purtroppo capita).

Oggi scrivo perché forse queste righe possono aiutare qualche altra mamma. Non è facile capire che cosa non va fino a quando non comprendiamo che cosa c’è dietro "l’alto bisogno”. Non ci sono capricci, c’è profondo disagio fisico (ove in un neonato disagio fisico vuole dire “disagio esistenziale”, perché non esiste una barriera tra fisico e psicologico, ma il disagio riguarda ogni particella del suo essere), e la paura derivata da percezioni sensoriale distorte e violente.
Posso forse paragonarla alla perdita della vista (il senso con cui ci orientiamo prevalentemente) per un adulto. Tutto ciò che orientava il bimbo nel grembo, ovvero il contenimento e i soffusi rumori della vita intrauterina, vengono sostituiti con sollecitazioni incomprensibili e violente.

L'allattamento e il bambino ad alto bisogno

E mi permetto di dire qualcos’altro. Io sono per l’allattamento materno, sempre e dovunque. ma dopo la mia dolorosa esperienza, l’ho “relativizzato”. Non perché non sia importante il seno. Ma perché la tetta è importante solo se associata alla testa.

Non mi piacciono più le foto, di vago sapore “femminista”, delle mamme che allattano lavorando, facendo altro. Io sono stata una mamma che lo ha fatto (“fuggivo” con la testa dalla mia esperienza difficile, e mi rassicuravo sul fatto che stavo facendo il mio dovere dando la tetta) e che ha notato troppo tardi che, nonostante l’accrescimento, l’allattamento non stava andando bene. Non perché il bimbo non poppasse bene, o che io avessi ragadi, o cosa. No: l’allattamento andava benissimo. Ma il bambino non comunicava affettivamente con me durante l’allattamento, era una mera consolazione meccanica.

Cercate di capirmi, non intendo dire che si può dare il seno solo guardando fissamente il bambino , per ore e ore! Sto dicendo che, nella promozione fotografica dell’allattamento, forse si sorvola che la parte più necessaria dell’allattamento è la relazione .

Nonostante alle volte mi sia mancata la dovuta attenzione (ero anche stanchissima), l'allattamento è fondamentale per questi bambini.
Il mio piccolo si divincolava dall'allbraccio se non quando poppava. Quindi se non lo avessi allattato forse gli sarebbe mancato il contatto fisico (fondamentale incoraggiare i pelle a pelle) che è necessario per un corretto sviluppo dei neonati.
Quindi, anche se può essere faticoso, il bambino ipersensibile va allattato.

Daniel Tammet, autistico, scrive che se lui è riuscito a convivere con la sua patologia e "vincerla" in qualche modo, lo deve alla cura enorme dei suoi genitori e, anche, al fatto che sua madre abbia scelto, nonostante l'enorme fatica, di allattarlo fino a 18 mesi. Gli ha così "imposto" un precoce contatto ravvicinato, dandogli così un imprinting che ha forse smorzato la drammaticità della sua condizione.

Se una mamma ha un bambino ad alto bisogno

Lo scopo di questa mia lettera è offrire ad altre mamme che possono trovarsi nella mia situazione qualche spunto. Se capiamo che cosa può provare il nostro piccolo, le origini del suo “alto bisogno” (che non sono strettamente mediche! Intendo dire, che non si risolvono con medicine) , possiamo aiutarlo enormemente:

strutturando lo spazio intorno a lui, rimpicciolendolo (con la fascia per portarlo, poi quando è più grandicello con spazi per giocare contenuti e strutturati, ritmi chiari e prevedibili, routines rassicuranti, stimoli luminosi e acustici calibrati),

possiamo aiutarlo con piccoli esercizi psicomotori e l’assistenza di una persona qualificata, possiamo fare per lui moltissimo.

Io mi rimprovero di non avere capito subito le sue difficoltà, ma è anche vero che i bambini ci sanno soprendere con le loro capacità di recupero e la nostra, ancorchè non ancora vinta, è stata una prova difficile ma che probabilmente, insieme, supereremo.

 

Questa è la condivisione di una mamma che pubblicando la sua esperienza desidera aiutare altre mamme che si trovino a vivere l'esperienza di un neonato ad alto bisogno.

 

immagine: Heather Williams

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole. Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

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Commenti   

Marta
0 # Marta 2013-04-01 11:22
da quasi tre mesi sono la mamma di un bimbo molto molto esigente. grazie a Dio la notte dorme (nel nostro letto), ma le giornate sono in pratica delle maratone a non farlo piangere, cosa che lui comunque fa, anche in braccio, anche in fascia :) grazie per il post, è veramente importante sapere che non si è sole e che tu mamma non stai facendo qualcosa di sbagliato, semplicemente il bimbo ha tanto bisogno.
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bs GenitoriChannel
0 # bs GenitoriChannel 2013-04-04 16:06
Grazie Marta di questa condivisione, un abbraccio a te e al tuo bimbo
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giusi
0 # giusi 2014-01-06 00:38
Come mamma di un bambino ad alto bisogno, che ahimè lo ha saputo troppo tardi, mi riconosco in pieno . oltre a ciò il mio soffriva di reflusso ed assumeva una postura inarcata, difficile da capire, e nonmangiava.un' esperienza che tutt'ora è tremenda nonostante i suoi 14mesi.spero che altre mamme trovino conforto e spiegazione a quanto stanno vivendo senza sentirsi colpevoli.
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mia
-1 # mia 2014-05-20 16:36
Mi aiutate a capire se il mio bimbo è ad alto bisogno? fin dalla nascita il mio bimbo è apparso molto tranquillo, troppo; ci sono stati problemi con l'allattamento ed ora a 16 giorni dalla nascita il piccolo passa le giornate in braccio, ricerca il contato, ma se lo tocco spesso ha dei sussulti, allunga le manine come se cercasse qualcosa, ma non sempre si calma con me, nè con il padre! poi però per dormire e rilassarsi davvero vuole il contatto pelle a pelle! ho passato la mia gravidanza con l'incubo che qualcosa non andasse nella sua salute e ora questa sua iper sensibilità mi sta preoccupando! temo che sia un sintomo di qualche patologia, specie di un autismo! stasera proverò la fascia, spero ci stia, ma in genere alle novità non reagisce bene! gli piace uscire e sta molto buono fuori, sembra che i rumori neanche li senta all'aperto, anche se forti, ma in casa capita che piccoli suoni lo facciano sussultare ed io non so cosa fare! a volte piange disperato mentre un attimo prima è in braccio tranquillo! questa sua sensibilità anche in ospedale mi è stata fatta passare come un problema ed io ora sono molto confusa; vivo una situazione difficile e cerco di fare il meglio per il mio piccolo, pur essendo un soggetto a rischio depressivo, mi sforzo di convincermi che tutto va bene, che il mio bambino è sano, ma alcune sue reazioni mi preoccupano! ora allatto, ma sembra usare la puppa solo per consolarsi e il grosso dell'alimentazi one la devo fare con l'artificiale! sognavo di allattare, di fare massaggi al mio bimbo, ma lui urla come un dannato se lo cambio, lo spoglio! cerco di imporgli il contatto anche con l'allattamento, cerco di cantare canzoni, di farlo attivare, sembra quasi ipotonico! insomma sono molto preoccupata! mi aiutate a capire? grazie!
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Barbara Lamhita
0 # Barbara Lamhita 2014-05-20 17:26
Cara Mia,
è difficile da quello che dici farsi un'idea precisa della situazione, se hai dubbi che il bambino possa avere qualche problema ricolgiti al pediatra o al consultorio di zona.
In linea generale è normale che i neonati siano sensibili poichè devono ancora adattarsi alla vita fuori dalla pancia, ed è altrettanto normale che ricerchino il contatto continuo.
Per quanto riguarda l'allattamento puoi rivolgerti alle consulenti della Leche League che sono volontarie e possono aiutarti a capire come arrivare ad eliminare le aggiunte di latte artificiale se è quello che desideri.
www.lllitalia.it

Ti consiglio anche questo video dove parla prorpio del bambino sonnolento
synapsespa.it/.../...
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Mia
0 # Mia 2014-05-21 08:02
Grazie, la ringrazio davvero! Purtroppo dalla gravidanza ho avuto molti brutti presagi ed ora, dopo varie constatazioni mediche sulla tranquillità eccessiva del mio bambino, sono preoccupata per la salute del mio bambino! Il pediatra dice di attendere, ma anche di verificare meglio la cosa! Non capisco come poter compensare questa immaturità neurologica del mio bambino, ad esempio con l'uso della fascia, ammesso che il mio bimbo l'accetti! Ma poi, come fargli passare la necessità costante di stare in braccio? Come fargli passare questa specie di spasmi ai rumori? Certo di contenerlo fisicamente con abbracci, coperte, ma non serve! Ho contattato la lega del latte e grazie anche ai loro consigli ora attacco al seno il mio bimbo, ma più per una sorta di legame psichico, per cercare di instaurarlo almeno, che per finì alimentari! Il mio piccolo è assai pigro e fatica tanto a succhiare anche dal biberon, nonostante sia un mangione, ci mette tanto a mangiare, con costanti richieste di latte da seno o artificiale. Secondo lei dovrei sentire altri medici? Sono piuttosto preoccupata!
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Barbara Motolese
0 # Barbara Motolese 2014-05-21 08:09
Io credo fortemente che le mamme abbiano un istinto speciale per comprendere i loro bambini e ho esperienza diretta e indiretta di parecchie situazioni in cui le mamme hanno capito prima dei medici che i loro bambini avevano qualcosa che non andava.
E' anche vero però che le mamme sono spesso preda di ansie e di paure, soprattutto all'inizio quando non conoscono ancora bene il loro bambino e ancor di più quando è il loro primo bambino senza aver avuto esperienza di fratellini o nipotini da osservare prima di diventare mamma.
La cosa più importante è che trovi un modo per rasserenarti, se avere un altro parere medico ti rassicurerebbe puoi rivolgerti ad un pediatra privato che ti viene consigliato da altre mamme, anche perchè sicuramente la tua agitazione viene percepita dal tuo bambino e potrebbe essere una con-causa della sua sensibilità.
La cosa che mi sembra strana sono gli spasmi ai rumori che descrivi poichè il bambino così piccolo non ha un udito così sviluppato, infatti i neonati spesso dormono in mezzo al frastuono senza problemi.
Mi viene in mente anche questo video in cui si parla di bambini sensibili
synapsespa.it/.../...
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Mia
0 # Mia 2014-05-28 09:02
le scrivo ancora perché, cercando il video da lei indicato, ho trovato altri articoli sull’alto contatto. Il video era in inglese e non del tutto sono riuscita a capirlo, ma gli articoli mi hanno fatto nascere tanti dubbi: il mio bambino è sicuramente un bambino bisognoso di tantissimo contatto fisico, ma io non so come farlo, se lo sto facendo bene! purtroppo a parte il mio compagno, io non ho nessun aiuto, nessuna madre, suocera ( donna che mi ha fatto vivere una gravidanza infernale) , nessun familiare o amico stretto: sono destinata per questo a non reggere bene l’accudimento del mio bimbo? come si realizza un alto contatto valido? come si cresce un neonato non insicuro, un bimbo equilibrato? il mio bambino a tratti ho l’impressione che mi rifiuti e ciò mi ferisce, io cerco di tenerlo a contatto con me sempre, a pelle se posso, dorme nel lettone e il mio compagno è molto tenero con lui e cerca di esserlo con me, anche se n passato abbiamo avuto problemi e non pochi, ora è decisamente più attento e dolce! però mi chiedo dove sbaglio io, forse non sono partecipe davvero al contatto con il mio bimbo? può indicarmi delle strategie per realizzare un contatto positivo? non riesco ad allattare solo al seno, ma cerco di attaccarlo sempre, ma il mio bambino si è attaccato poco emale al seno fin dalla nascita e riuscire ad attaccarlo ora ad un unico seno è un successo immenso per me, visto che tutti dicevano che non avrei mai allattato... però il fatto di non allattarlo del tutto al seno mi fa sentire sbagliata ed evito i contatti con chi ha un figlio sempre attaccato e mi fa sentire ancora peggio! sento che qualcosa non va nel rapporto con il mio bimbo, mi viene da pensare che non mi voglia bene, so che è una mia responsabilità, ma non so come migliorare e consultori dove sono stata hanno fatto peggio, mi hanno ancora più demoralizzata e il mio piccolo ha solo 22 giorni, eppure io mi sento già così perduta.. mi può aiutare? grazie!
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Lamhita
0 # Lamhita 2014-05-28 09:15
Il video è sottotitolato in italiano, per attivare i sottotitoli devi cliccare sul simbolo "sottotitoli" che ha la forma di una busta in basso (vicino al simbolo orologio).

Per quanto riguarda la domanda "come si cresce un bambino equilibrato?" da mamma ti posso rispondere che è un percorso e non un punto di arrivo poichè anche se siamo mamme siamo comunque esseri umani con le nostre difficoltà e le nostre personali situazioni di vita non sempre facili.
Non allattare non è una tua colpa, non è proprio una colpa, nessuno ce lo ha insegnato, forse nessuno ce lo ha neanche mai mostrato, partorire non è sufficiente per diventare improvvisamente mamma a tutti gli effetti, tu e il tuo bambino vi state ancora conoscendo, ci vuole tempo perchè tu possa riuscire a decifrare i suoi messaggi, anche se non hai aiuti familiari puoi benissimo prenderti cura del tuo bambino, se hai il tuo compagno vicino è ottimo, lui è una parte importante anche se ora ha un ruolo più di supporto verso di te che verso il bambino.
Ultima cosa, è decisamente impossibile che il tuo bambino non ti voglia bene, i bambini sono privi di giudizio, non hanno simpatie o antipatie, sono creature d'amore, sei sua mamma e sei con lui, questo è sufficiente per lui, non ti fa l'esame ogni volta che ti vede.
Non conosco la tua storia ma traspare una tua insicurezza magari legata alla tua personale esperienza di figlia, se hai amiche o qualcuno che ti può accogliere in questo momento di fragilità chiamalo, non c'è nulla di male nel farsi aiutare in un momento tanto delicato e impegnativo come quello di diventare mamma.
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silvia
0 # silvia 2014-05-28 22:00
cara Mia, da autrice di alcuni articoli che hai letto, mi permetto di risponderti. Credo che tu abbia davvero bisogno di un confronto reale con qualcuno che possa sostenerti davvero. non c'è nulla che non va in te . qualsiasi mamma a 20 giorni dal parto è confusa e ha bisogno di conferme o quantomeno di informazioni corrette, sostegno emotivo, eventuali aiuti concreti. Hai tirato fuori molti dubbi e molte "problematiche" . Varrebbe la pena approfondirle una per una. intanto la situazione allattamento si può assolutamente recuperare. prima intervieni meglio è. in questi casi è bene contattare una persona davvero esperta in allattamento come sono le IBCLC . insieme potrai recuperare un allattamento esclusivo o quantomeno provarci, potrai ricondurre il bimbo al seno in modo attivo , aiutarlo nel mantenere la posizione e la presa corretta, o stimolarne la tonicità del viso con massaggi periorali specifici... nello stesso tempo, sempre con adeguato supporto emotivo e qualche incontro domiciliare, potresti anche provare a recuperare un po' di quel contatto che non sai bene come gestire... magari usando appunto la fascia, il massaggio, o altre strategie per recuperare fiducia e serenità di entrambi. a queste si abbineranno momenti di stimolazione e di "gioco" che verranno man mano con i mesi a venire. predisporre un buon ambiente per poter interagire attivamente con lui, viso a viso, oppure per poter fargli toccare, manipolare, conoscere, adeguatamente oggetti e il mondo intorno a lui. infine, contemporaneame nte a tutto questo, con tutta calma, si può pensare anche di rivolgersi a qualche centro specializzato in situazioni di ipotonia reale e di disturbi neurologici, in modo da fare esami e valutazioni precise e non semplici congetture che mettono solo in ansia. sapere se e come intervenire in caso di reale patologia è fondamentale, avere poi invece la certezza che tutto va bene, ti solleva ovviamente da ogni pensiero negativo . credo che sia il caso che tu prenda seriamente in mano la situazione. Vale la pena intervenire subito sia sul fronte allattamento, relazione affettiva e visite mediche. non per paura di qualcosa di grave (non pensare subito all'autismo!!) , ma semplicemente per confrontarti, evitare pensieri negativi inutili ed iniziare finalmente a fare qualcosa di concreto per migliorare la situazione e farti sentire meglio! il primo passo è il più difficile da fare, ma quando trovi la persona giusta ed inizi a lavorare sul tuo disagio, questo è già iniziare a stare meglio! ti auguro il meglio!
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silvia
0 # silvia 2014-05-28 22:03
Mia, dove abiti? magari ti aiutiamo a trovare qualcuno che possa aiutarti...
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Mia
0 # Mia 2014-05-29 12:14
vi ringrazio di cuore! Purtroppo la mia è una storia fatta di solitudine. Non ho una famiglia e molte delle mie amicizie sono sparite per tanti motivi. Mi chiedo se questa mia solitudine può rendere ogni mio sforzo vano! Inoltre non ho molta facilità a crearmi amicizie, unite alla perdita del lavoro, rende il tutto complesso! Tuttavia cerco in ogni modo di non crollare! Vi scrivo, oltre per ringraziarvi, per dirvi che oggi è stata una buona giornata. Non so cosa sia cambiato, ma le coliche si sono ridotte, solo alcune rispetto alle costanti presenti negli altri giorni, ma non è solo questo. Mi sono sentita più vicina al mio bambino, mi è sembrato molto più calmo, sereno, mi Sentivo più sicura e il rapporto con il mio bimbo è stato molto più disteso! Non so davvero cosa sia stato a rendere questa giornata diversa, vorrei saperlo per ricreare le condizioni in altre giornate, ma di fatto è stupendo sentirsi vicine alla propria creatura, vicinanza che per alcune di noi non è affatto scontata! Grazie di cuore dell'ascolto, mi faceva piacere scrivervi anche quando le cose vanno meglio!
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Silvia
0 # Silvia 2014-05-29 13:39
Forse é proprio il poter condividere i propri dubbi ha fatto si che tu ti sentissi più serena e tranquilla, e il tuo bimbo ha reagito di conseguenza. Mi preme però ribadire, proprio in virtù di questo, quanto sia importante per te nn essere sempre così sola. La solitudine rischia di farti vedere le cose più buie di quanto magari sono realmente. Il confronto con altre persone può anche darti spunti per trovare nuovi modi per stare bene con il tuo bambino. Sono contenta che oggi ti senti meglio. Il mio consiglio è comunque di cercare qualcuno vicino a te che ti possa supportare. Un gruppo di mamme o una ibclc ...
Un abbraccio
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mia
0 # mia 2014-10-28 07:08
avevo scritto praticamente 6 mesi fa... il mio bimbo è risultato un bimbo ad alto bisogno e tutto,tutto sul serio, è stato un problema... dopo mille incontri e sforzi sono riuscita ad allattare in modo misto, ma non è che il contatto con la mamma nè in braccio, nè durante l'allattamento abbia aiutato! il mio bimbo passa il suo tempo su di me, in braccio, in fascia, nel marsupio, ma sembra sempre in parte scontento... non vi dico le critiche per come vizierei il mio bimbo, su come dovrei farlo piangere stop! purtroppo sono sola nella sua gestione, ho un compagno che non c'è mai, spesso non riesco a fargli il bagnetto perchè dobbiamo essere in due o il mio bambino si affoga dal pianto, non ci si crede, diventa bluastro e da calcio, pugni, tira i capelli, si graffia quando qualcosa lo turba!!!! so che il mio bimbo è perfetto così, che questa sia ipersensibilità potrà diventare un dono, ma quanto è difficile, quanto ci si sente sole ed a volte la rabbia è tanta e non vorrei... non dorme mai, davvero meno di 6 ore al giorno mai consecutive... neanche i pediatri capiscono... anche se è davvero dura questi mesi hanno migliorato il mio modo di amare e spero solo di riuscire a far star bene il mio piccino! scusate scrivoo con lui in braccio e il tempo è scaduto!!!!
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Barbara Motolese
0 # Barbara Motolese 2014-10-30 16:43
Cara Mia,
siamo contente di rileggerti, sicuramente un bambino ad alto bisogno richiede veramente tanto e mi dispiace davvero che tu sia così sola.
So anche cosa significhi essere sempre in debito di sonno, dopo un po' il sistema nervoso va in crisi e rimani sempre con una specie di tensione addosso anche quando potresti rilassarti.
La cosa positiva è che il tempo migliora le cose, sia per il sonno che per tutto il resto, conoscendo sempre meglio il tuo bambino avrai modo di prevenire i suoi disagi, forse già adesso ti capita di ritardare o diminuire il tempo delle sue crisi.
un abbraccio
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Barbara Motolese
0 # Barbara Motolese 2014-11-02 15:39
Mia, forse i medici ti avranno già fatto fare il test ma mi è venuto in mente che potreste avere un problema di parassiti intestinali, noi ne abbiamo avuto esperienza poco tempo fa e anche se mio figlio ha 6 anni ed è quindi in grado di capire dove gli faccia male e di comunicarlo, non ce ne siamo accorti per molti mesi, era sempre nervoso, dormiva male, faceva scenate per nulla...
Ti metto il link ad una esperienza simile che abbiamo pubblicato tempo fa
synapsespa.it/.../...

Ciao
Barbara
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Manuela
0 # Manuela 2015-02-03 12:11
Ciao Mia. La mia piccola (si chiama come te) ha seguito e segue lo stesso percorso del tuo piccolo. Ho bisogno di contattarti. Ho bisogno di capire tante cose. Avrà 5 mesi a fine mese. Ti prego, aiutami.
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lucia
0 # lucia 2015-06-11 20:39
Mia figlia a 5 mesi si e presentata la sindrome west forme di convulsioni sarebbe Una forma di epilessia Che colpisce il primo anno di Vita,ma e la stessa cosa piu o meno di un neonato alto bisogno?
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silvia
0 # silvia 2015-06-11 21:34
Lucia, non sono la stessa cosa. La tua bimba ha una sindrome ben precisa. Ha una patologia, per fortuna tendente alla guarigione nel giro di pochi mesi. I bambini ad alto contatto sono per lo più bimbi con un temperamento molto sensibile ed una ipersensibilità a volte anche sensoriale (eccessiva reattività ai rumori o alla stimolazione tattile ad esempio..). E' anche vero che entrambe queste tipologie di bambini sono indice di bambini fragili che hanno bisogno di tutto il contenimento e la disponibilità fisica ed emotiva possibile. la risposta dell'alto contatto è comunque sempre positiva per qualsiasi bambino.
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