Libri per bambini: Cappuccetto rosso secondo Bruno Munari

By Giugno 07, 2011

Come ormai è noto e come ci ricordano un po' da tutte le parti, la lettura ad alta voce è fondamentale per la crescita e lo sviluppo non solo intellettuale ma anche emotivo del bambino, fin dalla più tenera età. Le favole della buonanotte sono rassicuranti e confortanti e accompagnano dolcemente i bambini tra le braccia di Morfeo augurando loro (si spera) sogni soavi e sonni tranquilli.

Però... c'è un però.

Accanto alle storie rassicuranti di cui sopra, ho ricordi molto vividi di sessioni di lettura terrificanti dominate da sinistre figure come Barbablù, la strega di Hansel e Gretel e i genitori sadici di Pollicino. Fino ad arrivare alla figura più Bù di tutte, il simbolo per eccellenza della paura formato bambino: il lupo di Cappuccetto Rosso.

Premetto subito una cosa. Io credo nel potere salvifico della parola, credo che le fiabe per bambini abbiano lo scopo e il dovere di esorcizzare paure, consolidare propositi e buoni principi, aiutare nei momenti di sconforto, radicare sani valori. Credo che il modo assolutamente naturale e totalizzante con cui un bambino si identifica nelle storie che legge lo aiuti a dare voce alle proprie emozioni e, nel caso della paura, a dare nomi e volti concreti a ciò che più lo spaventa. E grazie alla forza dell'immaginazione, sconfiggerli.

Tuttavia, lasciatemelo dire, Cappuccetto Rosso è un campionario di crudeltà e sadismo. Il lupo si magna la nonna, bella intera con la camicia da notte, poi si sgagna la bambina con tanto di cestino e mantellina, poi bello pieno e soddisfatto si addormenta finché non lo becca il Cacciatore che lo apre in due come una salamella senza nemmeno un minimo di anestesia locale. Agghiacciante!

Se ne dev'essere accorto anche Bruno Munari, che da bravo amico dei bambini qual è, interprete delle loro esigenze emotive più profonde, ha sfornato per loro non una, ma tre versioni diverse della suddetta favola: Cappuccetto Verde, Cappuccetto Giallo e Cappuccetto Bianco, tutti pubblicati  da Corraini Edizioni. Nelle prime due il lupo esiste, ma viene neutralizzato prima che possa nuocere a chiunque non da un intervento ex machina di un Cacciatore qualsiasi, ma dagli amici di Cappuccetto, la ranaVerdocchia del bosco Verde, e i pennuti metropolitani della città Gialla. L'amicizia come valore supremo quindi. Affidati alle persone che ami e non sarai mai solo. In Cappuccetto Bianco la storia è un po' diversa. Il lupo c'è ma non si vede, ricoperto da una soffice coltre bianca purificatrice che nasconde agli occhi di un lettore disattento quasi tutto. Ma non a un bambino: il bambino sotto tutta quella neve intravede gli occhi di Cappuccetto, intravede la panchina di pietra, intravede i contorni dell'aiola. Sente la presenza del lupo, ma non lo vede, sepolto da tanta neve. Povero lupo! E adesso cosa farà? Nemmeno il lupo vede Cappuccetto Bianco, che arriva a casa della nonna ma non la trova. C'è solo un cartello: Partita per l'Africa Nera. Non piangere.
Mai vista tanta neve!
Anche la paura del lupo cattivo è stata spazzata via da tutto quel bagliore. E dalla forza dell'immaginazione.

Benedetta Vassallo
Sono mamma, ma non solo. Lavoro con i libri, e la parola in tutte le sue declinazioni è la mia grande passione. La musica, il mio motore...

I
l cesto dei tesori rappresenta la curiosità e la scoperta. Questo blog vuole coniugare la passione per la letteratura a quella per il design, la fotografia e la musica, considerando questi diversi ambiti come elementi costituenti dell’universo dei bambini.

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    Sono una mamma, ho due bambini e sono felicemente sposata da più di vent’anni. Ho un lavoro part-time e nel tempo “libero” assisto mia madre invalida e faccio la mamma, oltre a gestire un’attività lasciata alla famiglia da mio padre, deceduto qualche anno fa.  

    Questo è il tuo primo romanzo, che hai autopubblicato con Amazon Kindle. Quando hai trovato il tempo di scriverlo, visto i tuoi numerosi impegni?

    Mi è sempre piaciuto scrivere (oltre a leggere, naturalmente), ma non avrei mai pensato di riuscire a scrivere un romanzo. La cosa è nata e si è sviluppata lentamente, un po’ alla volta e senza troppe aspettative. Ho scritto per il piacere di farlo. I personaggi hanno quasi preso vita da soli. Il lavoro di revisione è stato più duro perché ho dovuto fare tutto da sola. 
    Ho scritto principalmente di notte e nei ritagli di tempo, la revisione l’ho fatta soprattutto durante i viaggi nei mezzi pubblici per recarmi al lavoro, con lo smartphone.

    Perché hai scelto di autopubblicarti?

    Una volta terminato il libro, mi sono guardata attorno e ho scoperto che di neoautori come me ce ne sono a migliaia! Le case editrici scrivono a chiare lettere di non spedir loro manoscritti, in quanto non hanno il tempo di leggerli. A quel punto ho fatto una piccola ricerca ed ho scoperto questa bellissima opportunità di poter predisporre un libro personalmente, sia cartaceo che in formato ebook, in modo completamente gratuito. Ho scelto Amazon perché mi dava maggiori garanzie sul fatto che il prodotto risultasse di buona fattura. Inoltre adoro il programma Kindle, mi piace molto la sua impostazione grafica per gli ebook. Devo dire che sono soddisfatta anche della versione cartacea.

    Il tuo romanzo è un giallo-rosa, sei un’appassionata del genere?

    Fin da piccola ho letto molto, soprattutto autori classici. Con gli anni il mio gusto è virato verso la letteratura romance, che mi aiuta a evadere dalla routine della quotidianità. Mi piacciono anche i gialli, purché non siano troppo cruenti. Per questo ho scelto un mix di rosa e giallo.

    Svegliarsi dentro a un sogno racconta di una mamma single e dei problemi che queste donne devono affrontare. Quindi non è autobiografico?

    No, decisamente. Non mi trovo né mi sono mai trovata nella sfortunata condizione iniziale di Annie, la protagonista del romanzo. Ma ho molte amiche che hanno dovuto affrontare questa situazione, quindi mentre scrivevo il libro sono riuscita ad immedesimarmi nella parte della protagonista.

    Senza svelare troppo della trama, ci ha colpito il fatto che la protagonista per anni abbia rinunciato alla sua sessualità, forse perché scottata dall’esperienza negativa con il marito o forse perché crescere un figlio da sole richiede una quantità di tempo e di energia che soffoca i naturali impulsi di una donna. Ti è mai capitato di attraversare uno di quei momenti?

    Certo. Diventare mamma è già un’esperienza che assorbe moltissime energie. Io ho attraversato un momento molto difficile quando ero incinta della mia secondogenita. Mio padre si è ammalato, ed è morto quando la piccola aveva sette mesi. Mi sono trovata a dover affrontare il lutto, la gestione di un’azienda di cui non sapevo quasi niente, due figli di età molto diverse (all’epoca il primogenito aveva otto anni). In quel periodo la mia sessualità era totalmente assopita, lo stress era troppo e ho seriamente rischiato la depressione. Mio marito mi ha sempre sostenuta e aiutata, è soprattutto grazie a lui e anche alla mia forza di volontà se sono riuscita a venirne fuori e a ritrovarmi anche come donna, oltre che come mamma.

    Hai qualche altro manoscritto in cantiere?

    Ho cominciato il secondo romanzo, questa volta più noir rispetto al primo, ma per ora è troppo presto per anticiparne la trama. Anche perché mentre scrivo i personaggi scelgono di modificare il canovaccio che ho in testa, e non so mai esattamente cosa succederà e dove mi porteranno.

    Come si fa ad acquistare Svegliarsi dentro a un sogno?

    Per ora il romanzo è in esclusiva presso il Kindle store di Amazon in formato ebook e partecipa anche al programma Kindle Unlimited (chi è abbonato lo può leggere gratuitamente). Inoltre chi acquista l’ebook lo può prestare senza costi aggiuntivi per 14 giorni ad altri lettori. La versione cartacea è acquistabile tramite il sito Amazon.it, la spedizione è gratuita per chi aderisce ad Amazon Prime. 



     

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