Chi continua a giocare vive più a lungo

“Non smettete di giocare e vivrete più a lungo”. Questo era il consiglio che il grande pediatra americano Glenn Austin dava ai genitori dei suoi piccoli pazienti.

Per celebrare i suoi 40 anni, Città del sole presenta insieme a ActionAid “i giochi che non finiscono mai”, una serie di iniziative per rendere omaggio alla voglia di continuare a giocare, impulso vitale che aiuta tutti ad affrontare le sfide della vita, perché "Giocare è una cosa seria" tanto che in questo caso l'iniziativa si fonde con un progetto umanitario...

E voi? Vi ricordate i vostri giocattoli preferiti? E i vostri figli hanno gli stessi gusti? 

I miei preferiti...

La lavagna con i chiodini, un cagnolino finto che un guinzaglio che mi consentiva di tirarmelo dietro da per tutto, i 3 pupazzi che hanno dormito con me fino a che non sono andata alle medie. Poi le Barbie, con un guardaroba di vestiti fantastici che mia mamma, una creativa vera, cuciva e sferruzzava: abiti da sera unici e cappottini di lana identici il mio. Cicciobello aveva delle babbucce di lana, con i pon pon e il fondo il feltro, identiche alle mie, sempre opera di mia mamma. ...Che nostalgia, andrei avanti ad elencare per ore...
E i materiali di riciclo? Come il mitico fustino del detersivo dei panni, quello a cilindro, fatto con un cartone straresistente e il coperchio in plastica. Si ricopriva con la carta da parati della stanza e diventava il contenitore delle costruzioni; opportunamente tagliato, invece, una splendida culla a dondolo per Cicciobello, con copertina di lana fatta da me...

Questi sono i giochi che io ricordo con affetto. Certo se avessi avuto una macchina del tempo per farmi un giro in un negozio di giocattoli di ora…. Sarei impazzita davanti ai mini set da cucina in ceramica infrangibile, alle cucine e le lavatrici in legno come quelle vere, agli utensili in miniatura…. Ok, ok, non ero per nulla maschiaccio, i miei giochi parlano chiaro.

Ma i figli non sempre seguono le orme...

Appena avuti bimbi in giro, ecco arrivare subito set di lavagne con i chiodini, pentoline, cani di legno con le ruote e il guinzaglio e gli altri giochi che amavo.

Ma ognuno ha i suoi gusti e ad Aylin, la mia prima figlia, non sono mai andate a genio le Barbie e le bambole in genere, e non sono troppo amate neanche le lavagnette con i chiodini che, confesso, io mi ci rimetterei a giocare anche ora!

La mia grande, Aylin, è sempre stata attratta di più da trucchi e monili e dai giochi in scatola, il mio secondo, l’unico maschio, ha scoperto da poco una passione per le costruzioni. Mentre l’ultima, Giada Lien è l’unica con uno spiccato senso materno per le bambole.

Il gioco è importantissimo per i bambini perché è il loro strumento di sperimentazione e crescita, e mi ha divertito sentire un amichetto di mio figlio un giorno entrare in casa e chiedere a Samuel: “Che giochi hai?” con una luce negli occhi come a dire “dai che scopriamo qualcosa di divertente”.

Un cruccio e un esame di coscienza...

Il mio cruccio devo dire è che mentre ricordo che noi avevamo una grande cura dei nostri giochi, tanto che sia i miei che quelli di mio marito sono arrivati sino ai giorni nostri, i miei figli sembrano non riservare nessuna cura ai loro. Se ci penso credo che in fondo ciò che loro sono è frutto di ciò che abbiamo insegnato loro …e allora su questo fronte ho fatto un pessimo lavoro. Voglio però dire, a mia discolpa, che 35 anni fa i giocattoli erano di meno ed erano più cari. Che una parte di questa incuria venga dalla cultura del consumismo, che più di tanto io non sono riuscita ad arginare?…
In effetti scegliere con cura i giochi e concentrarsi sui "pochi ma buoni" dovrebbe essere il tem che ci guida. 

I giochi che non finiscono mai

Abbiamo aderito con piacere ad una collaborazione con La Città del sole, perchè loro prendono davvero il gioco sul serio, e pongono grande attenzione alla qualità dei materiali, ma anche del contenuto didattico dei giochi.
Quest'anno, per celebrare i 40 anni della loro storia, hanno ideato una bella iniziativa: I giochi che non finiscono mai. Un viaggio, un libro fotografico con tante storie vere, un sito, un blog e una mostra, per rendere omaggio alla voglia di continuare a giocare, quell’impulso segreto e vitale che aiuta tutti ad affrontare le sfide della vita.

Il libro poi è importantissimo, perché il suo ricavato sosterrà un progetto di ActionAid.

Partecipa al progetto e vinci

Da ottobre a gennaio, un fotografo, Emanuele Bastoni, e uno scrittore, Luca Carlucci, attraverseranno l’Italia per ritrarre e raccontare storie di donne e uomini con il loro giocattolo preferito, quello che ha trasformato le fantasie di bambini in progetti di vita.

Il tour è iniziato ad ottobre e sta toccando quattordici città dove fotografo e scrittore incontreranno le persone che ne faranno richiesta. Siete degli inguaribili giocherelloni? I giocattoli della vostra infanzia hanno segnato il vostro percorso di vita? Allora candidatevi ad essere tra i protagonisti del libro.

Per partecipare al progetto e raccontare la propria storia:

  • basta chiedere informazioni nei negozi Città del sole nelle località toccate dal viaggio,
  • oppure collegarsi al sito www.igiochichenonfinisconomai.it, 
  • o, infine caricate la vostra foto con il giocattolo preferito sul sito con un breve commento. Città del sole premierà le tre foto più belle caricate sul sito, inserendole in una sezione speciale del libro.

 

Citta del Sole e Actionaid a sostegno dei bambini dell'India

Il ricavato della vendita del libro libro “I giochi che non finiscono mai”, edito dalla casa editrice Alinari, distribuito da Città del Sole sarà interamente devoluto alle comunità nomadi Kalbelia, in India, con cui ActionAid sta sviluppando un progetto per la scolarizzazione dei bambini.

Le comunità Kalbelia sono tradizionalmente nomadi e riconosciute
per la loro ricca cultura. Prima dell’abolizione del sistema delle caste questa tribù era considerata intoccabile. Ancora oggi adulti e bambini vivono in condizioni estremamente marginalizzate. Molti bambini non hanno mai frequentato la scuola, i genitori non possiedono terre e vivono nella povertà e precarietà ai margini dei villaggi, senza acqua né elettricità.

ActionAid, insieme al partner Lod Adhikar Network (LAN), è presente nelle comunità Kalbelia del Rajasthan dal 2006 sostenendo i centri Kilkari, che garantiscono educazione e supporto ai bambini e sono il punto di riferimento anche per gli adulti. Grazie a questi centri oggi, oltre 3.000 famiglie hanno migliorato le proprie condizioni di vita accedendo a contributi governativi per la casa e il lavoro.

Gli obiettivi del progetto:
- Garantire un’istruzione di qualità a 400 bambini presso i 10 centri Kilkari, per permettere il loro futuro inserimento con successo nella scuola pubblica.
- Migliorare le condizioni igienico-sanitarie nelle comunità e la situazione nutrizionale dei bambini attraverso l’informazione e sensibilizzazione e la fornitura di un pasto al giorno presso i centri Kilkari.
- Rafforzare la partecipazione civile delle comunità emarginate perché siano maggiormente consapevoli dei propri diritti e reclamino il loro rispetto.
- Costituire e sostenere 10 Comitati di Gestione dei centri Kilkari per monitorarne il funzionamento e per promuovere una maggiore integrazione delle comunità Kalbelia nella società indiana.

 

Abbiamo partecipato a questo progetto in collaborazione con Città del sole e Blogmamma (dove potete trovare l'elenco dei blog partecipanti). Seguite il prossimo racconto il 29 novembre su www.centopercentomamma.it

 

 

immagine Jeff Osborn su sxc.hu

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole. Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

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