Come scegliere una fascia portabebè

Portare un piccolino addosso a sé può essere un'esperienza unica, di grande emozione, e che al contempo semplifica la vita.

Perchè portare un bambino addosso?

Ho iniziato a portare il mio primo bambino sette anni fa e da allora, e per altri due piccini, i diversi supporti che ho sono stati i miei grandi alleati ed uno dei veicoli della nostra relazione.

Infatti portare un bambino è il modo più semplice di rispondere al suo fisiologico bisogno di contatto fisico ed emotivo, tenendolo strettamente addosso per tutto il tempo che desidera, ed avendo al contempo le braccia libere e la schiena non affaticata.
Via via che il piccino cresce la sua sete di vicinanza si spegne da sé ed anche il tempo da portato diminuisce gradualmente.

Inoltre un supporto portabebè, permettendo lunghi tempi di vicinanza, aiuta la mamma a riconoscere i segnali inviatile dal bambino, ed al bambino di integrarsi nella vita familiare e nelle relazioni con altri adulti, grazie alla posizione elevata e sicura, sopra al corpo del genitore.

Infine, portare è sicuramente una pratica molto antica ed a cui, come specie umana, siamo predisposti.
Dunque dal punto di vista fisico è benefico per il bimbo, che passa lungo tempo in una posizione sana e che vede continuamente stimolato il suo equilibrio. Ed è benefico per la mamma, che, rispetto all'uso delle braccia, si trova in una situazione più favorevole per schiena e spalle.

Questo però a patto che il supporto scelto sia effettivamente fisiologico.

 

Come scegliere un supporto

Negli ultimi anni la pratica del portare si è diffusa, ed in commercio si possono trovare molte offerte diverse, tra le quali orientarsi può non essere facile.

La cosa più importante è che396160 332208483477654 100000655149220 1135112 1850003135 n il bambino mantenga una posizione fisiologica, ovvero:

  • con le gambe divaricate (questo inoltre aiuta nella prevenzione della displasia all'anca)
  • con le ginocchia più in alto rispetto al sederino
  • con la schiena leggermente ricurva
  • con il corpo appoggiato a quello dell'adulto, in modo che il bambino non risulti "appeso" al supporto, ma il suo peso sia distribuito sul portatore.

Bisogna prestare attenzione perché molti marsupi strutturati in vendita NON garantiscono questa postura, ma al contrario hanno sedute strette e poca possibilità di regolazione, per cui il bimbo si trova a poggiare la grande parte del suo peso sui genitali, ad avere una posizione delle anche scorretta (si vede nell'immagine qui a fianco proveniente dall'International hyp dysplasia institute), a tenere una curvatura scorretta della colonna vertebrale.
In generale si tratta anche di una posizione poco confortevole sia per il portato che per il portatore.

I vari tipi di supporto

Ci sono più tipi si supporto che garantiscono la fisiologia, e decidere tra questi è una questione di scelte che hanno a che fare con i tempi di utilizzo, le modalità, i bisogni di ogni famiglia.

Ciascuno ha i suoi pro ed i suoi contro, ed è proprio per aiutare nel districarsi tra queste alternative che abbiamo deciso di dedicare un articolo a ciascuno di loro, per fugare ogni dubbio e farvi scoprire quale (o quali) di questi è fatto per voi.

Lo faremo con l'aiuto di Serena: mamma, istruttrice certificata Portare i Piccoli, presidente dell'Associazione di promozione sociale Mammacanguro, artigiana e blogger.

Ecco, di settimana in settimana, di quali supporti spiegheremo pregi, limiti, utilizzo:

Perchè le esigenze di piccini e genitori possono essere diverse, e così ognuno potrà trovare le sue risposte affinché portare sia semplicemente un atto d'amore e di gioia, da poter compiere in sicurezza e comodità.

 

di Caterina Lazzari

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