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Mercoledì, 17 Dicembre 2014 16:17

600eur al mese per nido e baby-sitter

Culla soldi origami Culla soldi origami Dominik Meissner su Flikr

 Come fare per ottenere il bonus e una riflessione.

L'11 dicembre 2014 è stato pubblicato il decreto per il cosiddetto bonus baby-sitter, e le istruzioni sul sito dell'INPS ci sono solo dal 16 dicembre ma i tempi per richiedere il bonus sono strettissimi in quanto per accedere ai 20 milioni previsti per quest'anno è necessario far pervenire la domanda entro il 31/12.

Importo e modalità del bonus

Il contributo può essere richiesto per due specifici servizi:

  1. Contributo per l'asilo nido (pubblico o privato)
  2. voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting.

L’importo del contributo è di 600,00 euro mensili ed è erogato per un periodo massimo di sei mesi (tre mesi per le lavoratrici iscritte alla gestione separata), in alternativa alla fruizione del congedo parentale, ovvero per usufruire del bonus si fa esplicita rinuncia al congedo parentale.
Per chi lavora part-time è possibile comunque usufruire del bonus ma in misura ridotta.

A chi spetta il contributo

Possono richiedere il bonus:

 

  • le lavoratrici dipendenti (incluse le dipendenti pubbliche);
  • le lavoratrici iscritte alla gestione separata

 

che siano al momento di presentazione della domanda ancora negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità, e non abbiano fruito ancora di tutto il periodo di congedo parentale.

E' possibile accedere al bonus anche per più figli, presentando una domanda per ogni figlio

Non sono ammesse al beneficio:

 

  • le lavoratrici autonome iscritte ad altra gestione
  • le lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati;
  • le lavoratrici che usufruiscono dei benefici di cui al Fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità istituito con l’art.19, comma 3, del decreto legge 4 giugno 2006, n.223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n.248.

 

Modalità per la richiesta

La richiesta per entrambi i bonus va effettuata entro il 31/12/2014 per accedere ai fondi previsti per quest'anno, i termini sono quindi molto stretti anche perchè le domande verranno accolte solo fino all'esaurimento dei fondi.
Se rientrate nelle categorie che possono fare domanda, avete deciso di rinunciare al congedo parentale e usufruite di un asilo nido o di una baby-sitter  collegatevi al sito dell Inps  e compilate la domanda per l' assegnazione del contributo.
Se intendete richiedere il contributo per l'asilo nido verificate prima nell'elenco delle strutture se è presente la scuola a cui è iscritto vostro figlio. Ricordatevi che, da quando fate la domanda, il congedo parentale verrà interrotto.

Per ulteriori informazioni leggete la Circolare n.169 del 16/12

Una riflessione

Per quanto ci faccia piacere che venga data la possibilità a chi ha scelto di lavorare di poter essere sostenuta economicamente nelle spese per asilo nido e baby-sitter, ci rattrista vedere come le politiche a sostegno della famiglia vadano sempre nella direzione della delega del ruolo genitoriale anzichè nel valorizzare la presenza che entrambi i genitori potrebbero (e forse vorrebbero) dare ai propri figli.

Tutte le ricerche scientifiche ci dicono del ruolo fondamentale che la presenza dei genitori ha nella vita dei bambini, di quanto i bambini siano più sereni e equilibrati quando possono contare su un nucleo familiare con genitori presenti e disponibili. I bambini di oggi sono gli adulti di domani, perchè non investiamo sulla loro serenità?

Mi rendo conto che quello che sto dicendo possa risultare impopolare perchè dal femminismo in avanti le donne hanno sempre lottato per il diritto di lavorare e di avere soddisfazioni professionali, concetto su cui io concordo, ma riflettiamo un momento: se decido di dare la mia presenza totale per il primo anno di vita di mio figlio se mi va bene guadagno il 30% del mio stipendio normale, se decido di andare a lavorare e delegare un asilo nido o una baby-sitter guadagno il mio stipendio normale e in più lo Stato mi da 600eur al mese...non si fa fatica a capire che il più delle volte la "scelta" di andare a lavorare non è una scelta.

 di Barbara Motolese

 

immagine: Dominik Meissner su Flikr

Barbara Lamhita Motolese

Amo l'innovazione in tutti i campi, e come mamma mi sono scoperta innovativa facendo scelte del passato!
Vivere la mia genitorialità ricercando la coerenza con il mio sentire e con il mio pensiero, mi ha portato a esperienze poco comuni e molto felici: il parto in casa, il co-sleeping, il babywearing, e l'homeschooling... per citarne alcune.
Sono un'appassionata custode della nascita e una meditatrice assidua.
Ho dato vita a GenitoriChannel.it per coniugare la mia passione dei temi genitoriali con quella per il web.

Sito web: www.genitorichannel.it

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Commenti   

0 # stefano carmine 2015-01-09 10:13
Non c' è da stupirsi è tutto perfettamente ragionevole. La società in cui viviamo, e questo ne è solo uno degli esempi, è basata sulla cosiddetta CRESCITA a sua volta basato sul PIL . E' un modello di società in cui l' elemento economico è al primo posto in ogni scelta. Quello che conta sono gli scambi economici e la monetizzazione delle attività. E tutto cio' che non comporta scambio monetario viene disincentivato. E' un modello, secondo me non il migliore, ma ci hanno fatto credere sia l' unico possibile.

Se una mamma sta a casa ad accudire il proprio figlio nel primo anno di vita il PIL descresce se invece torna a lavorare ed al suo posto lo accudisce una baysitter o un asilo il PIL cresce. E giustamente lo Stato incentiva la seconda opzione. Non importa che cosi' il bimbo non svilupperà quell' attaccamento che si porterà dietro per tutta la vita come sicurezza, al contrario il suo essere precocemente separato dalla madre comporterà svantaggi anche da adulto ormai riconosciuti in ambito psicologico.

Ma di questo lo Stato non si preoccupa, occorre che le singole persone ne prendano coscienza affinchè si possa creare dal basso una società che metta al primo posto il benessere delle persone, in primis dei bambini, e non il vile denaro.
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0 # bs GenitoriChannel 2015-01-09 10:46
Ciao Stefano,
è vero cio' che dici, tuttavia lo Stato siamo noi tutti e in molti abbiamo perso il senso e l'importanza del contatto, della relazione, dell'umanità, e anche dimentichi del PIL spesso scegliamo per il peggio...
In effetti l'Italia è da tempo un Paese che non ha una visione prospettica.
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