Questo è il racconto di Federica, che dopo 3 cesarei e un'esperienza di parto naturale in casa in Italia, piena di colpi di scena, si trasferisce in Nuova Zelanda, lì nasce il suo Giovanni, in casa "in tranquillità"...

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Ti guardo dormire, appoggiato al petto del papà. Hai un’aria così serena e siete così belli insieme. Eppure quanto è stato difficile lasciarti andare... E allora ti voglio raccontare come sei nato..

Un commevente racconto della nascita di una bimba in modo naturale, dopo due cesarei e nonostante l'incredulità del personale dell'ospedale che aveva già sentenziato "sarà il quarto cesareo della giornata"... che bello quando le donne recuperano la fiducia nel loro corpo.

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Una luce abbagliante, puntata sul viso sofferente, mi accecava gli occhi, amplificava il dolore, ormai insopportabile: la distrazione di un’ ostetrica svogliata, rendeva il mio compito più difficile. Tre ore prima, mi ero presentata al blocco ostetrico, dichiarando le doglie di un parto che si presentava delicato, e con la voce piena d’orgoglio avevo comunicato di essere  una precesarizzata, due volte precesarizzata.

Il Ministero dell Salute rende noto il VII Rapporto sull'evento nascita in Italia, riguardante l'analisi dei dati rilevati dall'analisi del Certificato di Assistenza al Parto (CeDAP). Si tratta della più ricca fonte a livello nazionale su questo tema, sia per dati di carattere sanitario che sociologico.
La rilevazione (nel 2010 è disponibile l'analisi del 2008) copre un totale di 551 punti nascita che rappresentano quasi il 97% delle nascite ospedaliere. Ecco la sintesi più significativa dei risultati.

Oggi Federica T. ci ha regalato il suo meraviglioso racconto della nascita di Sarah, un parto naturalissimo, avvenuto dopo 3 cesarei, l'ultimo un vbac (parto vaginale dopo cesareo) falllito a causa della paura dei medici e del cedimento del sostegno intorno a lei. Come sempre arriverete alla fine con le lacrime agli occhi...

Storia della nascita di Nicolò, bimbo “Martiano”, e del suo parto naturale, in casa, dopo 1 cesareo e mezzo! (1 cesareo e un'operazione all'utero), in gergo: VHBA1,5C (vaginal home birth after 1,5 cesareans). di Katia Micheletti.

Ibu Robin Lim è un'autorità a livello internazionale quando si parla di nascita. E' un'ostetrica di origine statunitense-filippina, che si è distinta per il suo apporto umanitario nei paesi colpiti dallo Tsunami alcuni anni fa, tanto da essere insignita del premio Alexander Lange 2006.
E' una donna di grande dolcezza e saggezza, di lei vi proponiamo una video-intervista inedita nella quale, in modo molto bello e toccante, parla delle mamme che hanno partorito con il cesareo.

Ieri abbiamo pubblicato su Genitori Channel un articolo dal titolo Il taglio cesareo: prendersi cura delle cicatrici anche dopo anni. L’articolo, scritto da un’osteopata, parlava di una modalità per trattare la cicatrice del cesareo e superare oltre che eventuali fastidi fisici, anche un vissuto emotivo in cui il cesareo non era stato accettato o elaborato dalla mamma, generando quindi un impatto anche su altri aspetti della vita della donna, come quello sessuale o relazionale.

L’articolo ha suscitato diverse reazioni: donne che si sono riconosciute nello scritto, donne che hanno trovato a tratti termini dogmatici non condivisibili, soprattutto relativamente alla globalità dell’interazione con il figlio o con il compagno.

Sono molto grata alle mamme che hanno commentato (sulla nostra pagina di Face Book), perché hanno fatto emergere delle spunti importanti, sia per riflettere insieme, sia per approfondire e consentire a me di esprimere ciò in cui credo. Sono grata anche all'autore dell'articolo che io ho trovato molto interessante.

di David Kanner -  Osteopata

La cicatrice da taglio cesareo, come tutte le altre cicatrici, e’ una entita’ particolare e complessa. Pero’ una cicatrice da cesareo non e’ una cicatrice come tutte le altre. E’ la testimonianza dell’arresto o dell’assenza dei movimenti della vita (quel passaggio iniziatico che e’ il parto). Il taglio cesareo salva la vita delle donne e dei neonati, ma nello stesso tempo modifica l’ordine ontologico (metafisico).

Otto anni fa, ho imparato una tecnica sulle cicatrici che mi ha dato la possibilita’ di aiutare donne post-cesareo, anche quarant’anni dopo! Ogni taglio cesareo e’ diverso perche’ ogni donna lo vive in modo diverso, perche’ ha un vissuto personale e familiare diverso. Quindi l’impatto con il taglio cesareo sara’ diverso.

 

libro, cesareoUna riflessione sull'emergenza cesarei in Italia e su sull'informazione superficiale e fuorviante che fa perdere di vista le reali cause di un problema enorme e finisce per colpevolizzare le donne, in realtà vittime. La riflessione è di Tiziana Valpiana, Presidente Onoraria dell'Associazione Nazionale ‘Il Melograno’: Centri Informazione Maternità e Nascita, ed ex senatrice.

Per cominciare vi proponiamo lo spot a cui si riferisce la lettera:

 

In giorni in cui la malasanità sembra accanirsi drammaticamente contro puerpere e neonati dal Sud al Nord Italia, stride l’imperversare sulle reti televisive nazionali uno spot superficiale e fuorviante.

 

Rachele Bertozzi, ostetrica, condivide con noi quali sono, a suo avviso, alcuni temi da affrontare con le donne in gravidanza in un corso di accompagnamento al parto.

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Nella preparazione delle ostetriche la parola “cesareo” rappresenta due cose:

la prima è quella dell’imparare a strumentare (cioè di porgere gli strumenti chirurgici al medico) e tutto ciò che è annesso e connesso all’intervento chirurgico;

la seconda riguarda le patologie che portano all’esecuzione dell’operazione.

Per quello che riguarda il primo fattore, quello che inerisce prettamente la pratica infermieristica (imparare a comportarsi in un certo modo in una sala operatoria), nulla serve di più che la pratica. In effetti credo che, chi prima chi dopo, tutti sarebbero in grado d’imparare meccanicamente ad assistere un intervento chirurgico: lo fece mia nonna durante la guerra poco prima di passare alla facoltà di Lettere e in alcuni ospedali in paesi in via di sviluppo non è necessario avere una laurea per assistere il chirurgo mentre opera.

 

Sicuramente è più ostico, invece, imparare quando e perché si esegue un cesareo, o meglio, quando e perché la fisiologia devia dal suo corso,

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