Una nota che desideriamo ricordare in questo speciale sulle scelte sostenibili per lasciare un pianeta meno rovinato ai nosti figli, è legata all'igiene intima dei bimbi.

Noi siamo abituati a crescere i bimbi utilizzando i pannolini. Nella nostra occidentale visione di igiene, il fatto che cacca e pipì non sfuggano dal pannolino è uno standard adeguato. In realtà occorre sempre riflettere  sul fatto che il vostro bimbo indosserà 24 ore su 24 per 2-3 anni un pannolino. 

Che esso sia di materiale sintetico, biologico, o di stoffa servirà a trattenere pipì e cacca nell’attesa del successivo cambio, a trattenerla bene a contatto del bimbo.

Diventare mamma mi ha cambiata fuori e soprattutto dentro, e questo non sono né la prima né l'ultima a dirlo, ma la maternità ha cambiato anche un'altra cosa: il mio modo di guardare il

mondo.
Dopo la nascita del mio primo bimbo ho indossato occhiali nuovi e tutto quello che avevo intorno è diventato salutare o nocivo rispetto a un unico punto di paragone: mio figlio.

Allora anche buttare una bottiglia di plastica nella spazzatura, anche fosse quella del riciclo, mi faceva pensare che quei pochi grammi sarebbero sopravvissuti a me, a mio figlio e ai figli dei mie figli, e sarebbero rimasti ingombranti ospiti di questa terra per circa 500 anni.
Stesso ciclo vitale hanno i pannolini. Parliamo proprio di quegli utilissimi oggetti che hanno rappresentato una vera rivoluzione negli anni '80, finalmente le mamme non dovevano stare a grattar via sporco, ma potevano mettere ai loro bimbi gli usa e getta. Proprio come dice il nome li usi e li getti, ma il particolare non irrilevante è che li butti nel futuro di tuo figlio, questo cercavamo di non pensarlo forse perché erano troppo comodi. Poi è arrivata l'emergenza ambiente, le discariche si sono riempite e qualcuno ha iniziato a farci notare che le risorse energetiche non sono infinite e che questa bella terra la stavamo riempiendo di spazzatura.

Ecco le risorse online sui pannolini lavabili:

Ecco la testimonianza di Sara Letardi, già autrice del libro "il mio bambino non mi dorme" e ora di "il mio bambino non mi fa la cacca nel vasino" (Bonomi editore) dedicato a come togliere il pannolino. Sara ha utilizzato i lavabili con i suoi 3 figli e ha dedicato al tema un appendice nel suo nuovo libro.
 
Qualche settimana fa una mia amica mi ha detto: “Ma ora che hai la terza figlia mica userai ancora i pannolini lavabili… non hai già dato abbastanza?”
Nell’immaginario comune una mamma che usa i lavabili è vista come una wonder woman dell’ecologia, una martire del verde. Ci si immagina un carico di lavoro esorbitante, magari nottate passate a stendere e stirare… qualcuno mi ha anche chiesto se li faccio bollire, non si sa mai con i germi...
Invece proprio al terzo giro posso dire che l’impatto sul nostro menage familiare è veramente irrisorio mentre i vantaggi sono notevoli. Essendomi documentata anche per la stesura del mio secondo libro, posso affermare che, anche in termini di salute e rispetto ambientale, la bilancia pende decisamente a favore dei lavabili.
Pannolini lavabili
Vantaggi:

ecologici (1): non producono rifiuti difficili da smaltire; una volta finiti di utilizzare, si possono passare ad altre mamme o centri di raccolta abiti usati

ecologici (2): consentono risparmio di foreste, evitano la generazione di sostanze chimiche tossiche

salute(1): essendo costituiti da tessuti traspiranti, evitano il surriscaldamento genitale e le patologie che ne derivano

salute(2): la pelle del bambino rimane a contatto del tessuto e non di composti chimici

salute(3): le dimensioni del pannolino mantengono le gambe dei neonati ben divaricate, favorendo il corretto sviluppo dell'articolazione dell'anca

indipendenza dal pannolino: in media, viene conquistata piu' rapidamente rispetto ai bambini fasciati con gli usa e getta

estetica: molti modelli hanno fantasie accattivanti e/o colori sgargianti

assorbimento pipi': variabile, a seconda dei tessuti e dei modelli. Le prestazioni di assorbimento possono essere migliorate inserendo uno-due inserti assorbenti

risparmio (1): la spesa complessiva si aggira intorno alla meta' della spesa necessaria per gli usa e getta.

risparmio (2): il costo complessivo si riduce ulteriormente se i pannolini vengono riutilizzati per altri figli o rivenduti ad altre mamme.

risparmio (3): fanno risparmiare non solo singole famiglie, ma anche amministrazioni locali sui costi di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti

Svantaggi:

lavaggio: richiedono impegno da parte dei genitori

impatto ambientale: richiedono impiego di energia e detergenti per il lavaggio in lavatrice, ma in quantita' mediamente non superiori a quelle utilizzate nel processo produttivo degli usa e getta.

estetica: sono ingombranti, quindi impediscono l'utilizzo di abitini aderenti

acquisto: non sempre facilmente reperibili; si trovano in alcuni negozi di articoli per bimbo, farmacie, erboristerie o negozi di alimentazione biologica, oppure in internet

costo: la spesa-pannolini non e' diluita nel tempo, per procurarsi l'assortimento necessario e' necessario un immediato investimento di qualche centinaia di euro

 

immagine: Sepehr Ehsani su flikr

Usare i pannolini tutti giorni e' un'impresa impossibile? e l'asilo? e fuori?...

“Ma non avevi proprio altro da fare???”

Con queste parole mia mamma ha accolto la nostra decisione di passare ai pannolini lavabili...

quando poi la cosa si seppe in giro, chiunque si sentì in diritto di raccontarci anedotti raccapriccianti sull'uso dei ciripà...dai lacci che avvolgevano chi tentava di avvicinarsi, ai culetti dei bimbi trasformatisi improvvisamente in babbuini, alle notti passate insonni per cambiare le lenzuola perennemente fradice...insomma, non incontrammo molti pareri favorevoli, ma ormai era deciso: i nostri figli (Luca di 20 mesi ed Elisa in pancia) avrebbero avuto pannolini di stoffa!

Già...ma dove trovarli?

Proviamo a rivolgerci ad un negozio per bambini, uno di quelli ben forniti...con sorpresa troviamo i pannolini lavabili ma nessuno sa spiegarci come si usano anzi, non sanno neanche come ordinarli!

Tentiamo ugualmente di mettere insieme un ordine (per fortuna non arriverà mai...) e, durante l'attesa, iniziamo a girare in rete, nella speranza di ricevere qualche informazione in più...

Scopriamo, con grande gioia, che la scelta dei lavabili non è poi così assurda...c'è un evidente risparmio economico...calcolando approssimativamente (se volete il calcolo esatto leggete qui),nei primi 3 anni di vitaper ogni bambino spendiamo quasi 2.000 euro in pannolini, e produciamo circa 1 tonnellata di rifiuti...PER OGNI BAMBINO!

per l'acquisto dei lavabili invece, la spesa può arrivare ad 800 euro (ma anche molto meno) per il primo figlio...e 0 per il secondo! Inoltre anche i rifiuti sono pressochè azzerati...e persino l'ambiente ringrazia!

Ma c'è anche un altro aspetto importante che ci ha spinto verso i lavabili: la salute dei bimbi. Vivere circa 3 anni col culetto chiuso nella plastica non dev'essere tanto piacevole (ehm...5 giorni al mese sono spiacevolissimi...) e l'alternativa del pannolino di stoffa ci è sembrata ottima.

Insomma...tra peripezie varie...diffidenze e critiche iniziali...da 16 mesi Elisa usa felicemente dei coloratissimi pannolini lavabili...a casa come al nido (comunale!!!!) grazie alle splendide educatrici e all'educatore che ha!

Tre semplici mosse per gestire i lavabili in un video realizzato da www.nonsolociripa.it

 

 

PANNOLINI LAVABILI: LA RESA DEI CONTI!

Assorbimento pipì

L'assorbimento nei pannolini lavabili varia a seconda del modello, del tessuto e del livello di mantenimento del pannolino stesso. Può essere quindi inferiore, paragonabile, o anche superiore all'assorbenza di un pannolino usa e getta. Va però ricordato che l'assorbenza di tutti i pannolini lavabili può essere regolata e aumentata, con l'aggiunta di appositi inserti assorbenti, fino a trovare l'assetto idoneo per il proprio figlio e per i diversi momenti della giornata. Cosa non possibile con i pannolini usa e getta, la cui assorbenza è costante e non controllabile.

 

come conciliare la vita di tutti i giorni coi lavabili?

Le indicazioni sono diverse anche in questo caso, e ognuno può liberamente sperimentare i vari consigli...ci sono però degli accorgimenti comuni da prendere, per poter utilizzare al meglio i nostri pannolini:

1) lavarli almeno 3 volte solo con acqua, prima di utilizzarli;

2) evitare candeggianti e ammorbidenti;

3) prediligere il bicarbonato al posto del detersivo:

4) NON stirare assolutamente la parte in pul.

Dopo queste precauzioni, ecco cosa faccio io.

Partendo dal presupposto che la mia vita di tutti i giorni è composta da un lavoro, due figli, un marito con turni di 12 ore, la casa, internet, il gas e gli amici (e magari una doccia ogni tanto...), io di solito metto quelli usati, a secco in un bidoncino di plastica con coperchio (prima pulisco quelli sporchi), in attesa di buttarli nella prima lavatrice utile...alla prima occasione li metto in lavatrice a 50°, 1200 giri, con bicarbonato, aceto e a volte un goccio di detersivo. Al termine li stendo, se è possibile al sole, altrimenti in casa, mettendo gli inserti di spugna sui caloriferi...ho anche l'asciugatrice, ma la uso solo in casi estremi.

Una volta asciutti, li sistemo già “farciti”, con l'inserto nella tasca...ed eccoli pronti!

Per le uscite...

uso la wet-bag, una borsa di pul con cerniera, dove metto i pannoli sporchi, in attesa di rientrare a casa...in viaggio...beh se sono viaggi di due o tre giorni ho pannolini a sufficienza per evitare di lavarli...se stiamo via di più, m'informo...l'anno scorso, ad esempio, siamo andati in viaggio di nozze in un family hotel austriaco...e prima di confermare, mandai una mail per chiedere se avevano la lavatrice a disposizione!

Al nido...

... invece, funziona così...al lunedì porto una borsa di stoffa piena di pannolini (piena piena...circa 14-15) e una wet-bag, che vengono appese nel bagno...e al pomeriggio riporto a casa la wet-bag piena! La mattina dopo, se ho pannoli disponibili, reintegro quelli usati...e via andare.

 

di Mamma Flavia

Articolo messo a disposizione di Genitori Channel da una mamma di www.nonsolociripa.it

 

immagine: MyHappyCrazyLife su flikr

PANNOLINI LAVABILI: L'EVOLUZIONE DEL CIRIPÀ!

...una volta deciso di passare ai lavabili, pensavamo di dover solo scegliere quale marca usare ma, a differenza degli usa e getta che si somigliano più o meno tutti per forma e modalità d'uso, l'antenato degli odierni pannolini, il famigerato ciripà, si è “riprodotto” e sono nati i moderni e pratici pannolini lavabili!

Siccome ne esistono davvero tanti e tutti diversi, per orientarci meglio possiamo suddividerli in tre gruppi:


Mia mamma, che non è neanche poi tanto vecchia, mi fa sempre sbellicare dalle risate quando mi racconta la gestione dei bambini di 30 anni fa o quella addirittura di 60 anni fa quando era bambina.

Uno degli aneddoti migliori è la "lavatrice portatile" per quando andavamo in vacanza, una piccola lavatrice da viaggio che serviva soprattutto per lavare i pannolini miei e di mio fratello. Una decina di anni fa, ma ho la sensazione che sia preistoria, pensavo che i pannolini usa e getta fossero davvero una grande invenzione, immaginavo che per quando avrei avuto io dei figli avrebbero inventato i pannolini "autopulenti" in modo da non dover avere a che fare con escrementi di nessun tipo, in fondo se mi disgustano i miei non doveva poi essere tanto diverso con quelli dei miei figli. Non immaginavo di certo che mi sarei trovata a lavare i pannolini come faceva mia mamma!

I primi sei mesi sono il periodo d'oro dell'ec, i bambini hanno una "finestra di apprendimento" aperta ed associano molto velocemente una posizione alla necessità di fare pipì o cacca. E' sufficiente quindi cominciare a tenergli aperte le gambette (appoggiando la testa sul braccio nei primi mesi) sopra un lavandino, un vasino o un contenitore di qualsiasi tipo, meglio ancora se riusciamo ad associare un suono da usare per facilitare il rilassamento e quindi l'evacuazione (il classico psss).

di Alessandra Bortolotti - Psicologa specialista del periodo perinatale (www.psicologiaperinatale.it)

Diciamolo forte e chiaro: molti psicologi hanno di che riflettere ultimamente. Soprattutto coloro che si occupano di psicologia perinatale, cioè del periodo intorno alla nascita.

Già negli anni Sessanta del secolo scorso Bowlby mandò in crisi gli psicoanalisti affermando che per il bambino il bisogno di attaccamento era primario e addirittura più importante di quello di essere nutrito. Oggi, finalmente, stanno diventando di patrimonio comune, conoscenze approfondite circa la fisiologia di sonno e allattamento dei bimbi.

Assistiamo, così, allo stravolgimento di ciò che finora era stato affermato con sicurezza dalla maggior parte

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