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Giovedì, 13 Novembre 2014 00:00

La grande fregatura del tempo di qualità‏

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Il valore di scelte di vita "costose".

 Anche se ognuno lo fa a suo modo, trascorrere del tempo con i nostri figli è molto importante, è importante dedicare loro del tempo di “qualità”, ma anche tempo in “quantità”. Nel bellissimo libro di Carlos Gonzalez “Besalo mucho” fa un esempio molto chiaro su questo: provate a dire al vostro datore di lavoro che da domani lavorerete la metà delle ore, ma dedicando al lavoro del tempo di qualità...

...ecco. Se il tempo con i figli è poco, ma di qualità, beh, meglio di niente, ma teniamo presente che la quantità ha il suo perché.

Mi rendo conto che oggi è difficile fare scelte che ci consentono di stare del tempo con i nostri figli, di sicuro il farlo in molti casi comporta che uno dei due genitori dedichi al lavoro un tempo limitato, con la conseguenza di ridurre la disponibilità economica della famiglia.

...Ve beh, ora ve lo confesso: questo articolo lo scrivo per me stessa: a casa nostra abbiamo fatto una scelta di "downshifting economico", dopo anni in azienda, ben pagata, ho scelto un lavoro in proprio, che mi impegna meno ore, mi consente di lavorare spesso da casa, mi piace, in famiglia entrano molti meno soldi, ma sto scoprendo che siamo molto più ricchi.
Solo da poco sono in grado di riconoscere questa maggiore ricchezza e quindi di riconoscere il valore elevato della mia scelta. Mi sono accorta che mettiamo così tanto a fuoco la monetizzazione delle attività. che spesso fatichiamo a riconoscere il valore non monetario che produciamo. Di riconoscerlo anche a noi stessi e di esserne orgogliosi, al pari di quando possiamo guadagnare uno stipendio che altri si sognano.

Ho capito che è importante riflettere sul fatto che ci siamo abituati a pensare che assolvere ai bisogni di sicurezza e stabilità economica sia l'unico parametro che ha senso misurare: vivere comodamente, in case grandi, dotati di tutti gli eletrodomestici di supporto, di device tecnologici, cercando di non rinunciare ad acquistare servizi o oggetti che possono tornarci utili, per noi assume un valore chiaro, mentre non siamo abituati a misurare come un valore: la stabilità emotiva, la sicurezza e il piacere che i nostri figli traggono dalla nostra presenza.
Perché è così: dati noi stessi, il fatto che che siamo più presenti con i figli o meno presenti (spesso per portare a casa la pagnotta), non ha lo stesso impatto su di loro. E parlo proprio di "quantità" di presenza.

Con questo non intendo scoraggiare nessuno dal tenersi un buon lavoro, pagato, per stare a casa con i figli. Nè dirvi di rinunciare a case belle, comode, dotate di tutti i comfort (io non l'ho fatto, tra l'altro).
Voglio piuttosto porre l'accento sulla ricchezza che producono coloro che fanno una scelta di “downshifting”. Cioè quelle famiglie dove uno dei genitori rinuncia ad un lavoro, più o meno ben pagato che lo tiene fuori di casa da mattina a sera, per un'attività meno remunerativa, ma che consente maggiore flessibilità e disponibilità di tempo per i figli, o per dedicarsi solo al menage familiare, oppure quelle famiglie (rare!) dove entrambi riescono a lavorare meno per dedicare più tempo a stare bene insieme.

Per evidenti ragioni di parte, quello di valorizzare l'apporto di una coppia di genitori che sceglie di rimodulare il proprio impegno lavorativo a favore di un maggiore impegno familiare è un concetto che mi è caro. Ho scoperto che è una scelta che magari non produce reddito, ma produce ricchezza.

Parlo di coppia di genitori, perché questo “rimodulare” vede entrambi molto attivi sia nella decisione delle responsabilità da prendersi, sia nel lato pratico: uno dei due genitori si fa carico di essere il perno sul fronte della stabilità economica, l'altro genitore si fa carico di essere il perno sul fronte affettivo relazionale e sulle cose pratiche che richiede la gestione familiare.
Non sono comparti stagni, ovviamente. ...Anche perché a volte chi si fa carico della gestione affettivo relazionale, mette in campo tali energie che, senza un sostegno e una pausa, soccombe.

Se chi si occupa del menage familiare è quello che produce meno reddito monetario o un reddito monetario nullo, non si dimentichi di quanto valore sta producendo per la famiglia: per i bambini trovare un genitore ad aspettarli fuori da scuola, o a casa, godersi dei momenti di famiglia una volta a casa, per il genitore che lavora fuori casa, sapere che i bambini sono con l'altro genitore, che se ci sono imprevisti, malanni, urgenze, "cose di famiglia" c'è l'altro genitore ad occuparsene è una ricchezza...

E difficile concettualizzare l'apporto che la nostra presenza costante ha per i bambini, perché non siamo abituati a farlo.

Stabilità, sensazione di sicurezza, sapere che si può chiedere aiuto, inconscia conferma di essere visti, di essere importanti, compagnia, sensazione di casa e di famiglia, condivisione, complicità, salute (spesso il genitore che sta a casa si occupa meglio della qualità del cibo, ad esempio, o può ricorrere a meno medicine avendo più tempo a disposizione per far fare ad una malattia il suo naturale decorso). Sono cose che la maggiore presenza di un genitore a casa può garantire come apporto di ricchezza in più ad un figlio e alla famiglia.
Siamo abituati a considerare importante la formazione scolastica, lo sport, la musica, l'attivazione di competenze e per queste siamo disposti a riconoscere un valore economico, dovremmo imparare a contemplare il valore della ricchezza prodotta da un genitore che sta a casa. 

Non è una scelta per tutti, ognuno di noi compie costantemente delle scelte sulla vita sua e della sua famiglia, ognuno secondo la sua sensibilità, ma mi preme dire che scegliere di rinunciare a delle "cose", delle esperienze, delle spese, delle serenità economiche, può avere una contropartita che non è monetizzabile, ma che potrebbe valere molto di più.

Che ne pensate? Il ragionamento vi torna?

di Barbara Siliquini

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole. Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

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