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Martedì, 27 Aprile 2010 21:20

Se vuoi salvare il mondo comincia con: un pannolino

Pannolini lavabili Pannolini lavabili simplyla su Flikr

Diventare mamma mi ha cambiata fuori e soprattutto dentro, e questo non sono né la prima né l'ultima a dirlo, ma la maternità ha cambiato anche un'altra cosa: il mio modo di guardare il

mondo.
Dopo la nascita del mio primo bimbo ho indossato occhiali nuovi e tutto quello che avevo intorno è diventato salutare o nocivo rispetto a un unico punto di paragone: mio figlio.

Allora anche buttare una bottiglia di plastica nella spazzatura, anche fosse quella del riciclo, mi faceva pensare che quei pochi grammi sarebbero sopravvissuti a me, a mio figlio e ai figli dei mie figli, e sarebbero rimasti ingombranti ospiti di questa terra per circa 500 anni.
Stesso ciclo vitale hanno i pannolini. Parliamo proprio di quegli utilissimi oggetti che hanno rappresentato una vera rivoluzione negli anni '80, finalmente le mamme non dovevano stare a grattar via sporco, ma potevano mettere ai loro bimbi gli usa e getta. Proprio come dice il nome li usi e li getti, ma il particolare non irrilevante è che li butti nel futuro di tuo figlio, questo cercavamo di non pensarlo forse perché erano troppo comodi. Poi è arrivata l'emergenza ambiente, le discariche si sono riempite e qualcuno ha iniziato a farci notare che le risorse energetiche non sono infinite e che questa bella terra la stavamo riempiendo di spazzatura.

 Avevo cercato i pannolini lavabili con il mio primo figlio, ma la pediatra me li aveva sconsigliati perché quelli di cotone rimanevano umidi addosso e la pelle delicata del mio bimbo non lo avrebbe sopportato. La molla che mi ha fatta ripartire nella ricerca è stata quando un amico che lavora all'APAT (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente), oggi ISPRA, mi ha detto che una delle cose con maggiore impatto ambientale sono proprio i pannolini. E così, grazie anche all'entusiasmo di mio marito, ho scoperto un mondo parallelo fatto di mamme che si battevano, come solo una mamma sa fare, per lasciare più pulito questo mondo ai loro figli. Non parlo di persone integraliste e ideologizzate che scelgono di adottare stili di vita a dir poco “estremi”. Parlo di genitori come noi che ogni giorno si barcamenano come meglio possono tra famiglia, lavoro, casa e tutti gli impegni che potete ben immaginare e i soldi che sembrano non essere mai abbastanza. E ho scoperto anche che non esistevano solo pannolini di puro cotone che rimanevano bagnati sulla pelle, ma pannolini cosiddetti “tecnici” fatti con tessuti, come il pile che trattengono l'umidità e lasciano la pelle asciutta, provare per credere.

I pannolini lavabili hanno traghettato il mio primo figlio Tommaso all'uso del vasino prima dei due anni, e sono stati pronti ad accogliere Anna che di pannolini usa e getta ne ha visti ben pochi.
Green Planet ha calcolato che in tre anni di vita di un bambino si usano almeno 4500 pannolini, per produrre i quali è necessaria la cellulosa di circa 20 alberi di grandi dimensioni. Una tonnellata di spazzatura da moltiplicare per tutti i bambini dei paesi industrializzati.
La società di consulenza Landbank ha condotto uno studio qualche anno fa calcolando che per produrre gli usa e getta si consumano circa 90 volte più materie prime rinnovabili, 3,5 volte più energia, 2,3 volte più acque di scarico e 8 volte più materie prime non rinnovabili.
Questi sono i dati, i freddi numeri che vorrei scaldare con la mia esperienza diretta. Comincio con il dire una cosa: si può fare. È la mia personale garanzia di mamma imbranata e a volte goffa, che come tante mamme ha sempre la sensazione di non arrivare a fare tutto ed è ben lungi dal poter essere considerata una massaia perfetta. All'inizio sembra un carico di lavoro enorme, ma come tutto il resto è questione di organizzazione, si tolgono i rifiuti solidi, si strofina con una spazzolina per unghie e un po' di sapone e poi si mettono tutti i pannolini in lavatrice (questa sì è stata una vera rivoluzione per le donne) per fare più o meno un bucato ogni 2-3 giorni, poi ci pensa lei. A me solo stendere e rimettere nei cassetti.

Anche l'uso è facile, tutto sta orientarsi tra le varie offerte e riuscire a capire cosa fa più al caso nostro. I pannolini, infatti hanno diversa vestibilità a seconda del fisico del bimbo e sono fatti di diversi materiali, cotone, bambù, canapa o microfibra. E, visto che anche l'occhio vuole la sua parte, se pensate che siano esteticamente squallidi, come gli usa e getta, potreste rimanere a bocca aperta

Se tutto questo non vi sembrasse abbastanza convincente, non bisogna trascurare il fatto che c'è un considerevole risparmio economico (200-800 euro di spesa a seconda del tipo, a fronte degli almeno 2000 euro per gli usa e getta), che aumenta se si considera che in situazioni di normalità non c'è bisogno di mettere creme per proteggere la pelle ed è ancor maggiore se gli stessi pannolini vengono passati a fratelli, parenti e amici.

Qualcuno vi dirà che siete matti, ma non è più da matti mettere sul sederino del proprio bimbo un mix esplosivo di sbiancanti, gel superassorbenti, antimuffa, polipropilene e polietilene che rimarranno a fare “compagnia” al nostro bel mondo per i prossimi 500 anni?

di Valeria Corti - versione integrale dell'articolo pubblicato su UPPA (Un pediatra per amico, Maggio-Giugno 2009)

 

immagine: simplyla su Flikr

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Commenti   

0 # Ecobebè 2010-10-16 10:44
io ho scelto i lavabili per mia figlia e uso solo quelli da quando è nata, ne sono entusiasta e mi trovo benissimo, non tornerei mai indietro e non vedo motivi per non usarli, mentro trovo un'infinità di motivi per non usare gli usa e getta!

Sono talmente entusiasta dell'uso che ho aperto da poco un negozio nella mia città, Lecce, un negozio dove vendo pannolini lavabili di diverse marche e dove ne promuovo l'utilizzo e aiuto altre mamme a scegliere quello più adatto alle proprie esigenze!!!!

Se volete anche solo vedere di cosa si tratta potete passare a trovarmi da Ecobebè in via T. Minniti, 35 - Lecce!

W I LAVABILI!!!
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