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Martedì, 24 Giugno 2014 00:00

#sceltedivita: lasciare tutto per stare con i propri figli

Una famiglia che ha scelto come vuole vivere.

Essere genitori significa cambiare le proprie priorità, significa diventare una famiglia, avere qualcuno di cui prendersi cura e a cui dedicare tempo e energia. Purtroppo nella nostra società riuscire a dedicare abbastanza tempo ai propri figli è quasi un lusso.
Per cambiare le cose a volte è necessario un atto di coraggio, cambiare le proprie #sceltedivita per avvicinarsi alla vita che desideriamo. Questo è proprio ciò che hanno fatto Giorgia e Stefano quando hanno lasciato la metropoli di Roma per approdare in un maso in Alto Adige, alla ricerca dell'essenziale.

La loro storia, insieme a tante altre, la potete trovare su #storiedavivere, il portale dedicato alle storie di persone, luoghi e progetti dell’Alto Adige. In primo piano ci sono storie dall’Alto Adige riguardanti il nostro domani: come possiamo vivere in modo sostenibile e costruire in armonia con il paesaggio? Che cosa dovremmo proteggere e conservare per avere nuovi progetti in futuro? Come alimentarci in modo sano e consapevole? In breve: cosa significa vivere bene ai giorni nostri?

Noi abbiamo conosciuto di persona la famiglia Barbini al completo: Stefano, Giorgia e i loro tre figli. La loro vita era fatta di viaggi di lavoro, baby-sitter e pochissimo tempo da passare insieme ma un giorno hanno scelto di cambiare tutto, trasferirsi in Alto Adige e aprirsi all'ospitalità di chi, come loro è alla ricerca della qualità delle cose semplici, anche solo per qualche giorno.
La loro storia ci ha ispirato talmente tanto che abbiamo voluto porre loro alcune domande per comprendere meglio il percorso che li ha portati ad una scelta così radicale.

Quanto ha contato nella vostra scelta di cambiare vita il fatto di avere tre figli?

I nostri figli e la volontà di costruire una vera e propria famiglia su fondamenta solide, dopo aver passato anni esclusivamente focalizzati sul business e sulla carriera, sono stati gli elementi scatenanti per la realizzazione del nostro progetto. Ci hanno fatto capire che, ad un certo punto della nostra vita, se volevamo lasciare qualcosa di solido e concreto ai nostri figli, dovevamo modificare le nostre priorità.

Quali erano i dubbi e le paure più grosse che avevate prima di trasferirvi?

L’incoscienza e l’entusiasmo ci hanno aiutato a mitigare dubbi e paure. Sinceramente eravamo sicuri della decisione presa per cui abbiamo affrontato problematiche e difficoltà con lo spirito di chi vuole raggiungere a tutti I costi la meta.

Come avete comunicato la vostra idea ai vostri figli? C'è stato subito entusiasmo da parte loro?

Il Lodge era nato come nostra casa per le vacanze. Eravamo talmente innamorati di quel posto magico che, nonostante la distanza (700 Km. da Roma) molto spesso passavamo anche solo i weekend.
L’organizzazione era la seguente: Giorgia preparava I bambini già “pigiamati” in macchina e veniva a a prendermi all’aeroporto di Fiumicino. Io arrivavo in aereo da Parigi intorno alle 7 di sera, prendevo la macchina e via verso il Lodge. Arrivavamo a destinazione verso la 1:00 con I bambini che dormivano già dal raccordo di Roma. Li mettevamo a letto e si svegliavano il giorno dopo senza capire molto bene dove fossero e come fossero arrivati. Da quel momento iniziava la loro e la nostra gioia di vivere la libertà di un posto privo dei pericoli tipici della città. Quando  abbiamo comunicato loro la nostra decisione di spostarci definitivamente al Lodge, c’è stato un urlo di entusiasmo!! Potevano finalmente dare il via al nostro sogno.

Che cosa significa essere una famiglia che vive sperduta nei monti dell’Alto Adige?

L’Alto Adige può essere considerata, a mio avviso, una delle provincie più ad alto profilo civico in tutta Europa. Il  pensiero Alto Atesino è che, chi vive in montagna, deve essere sostenuto ed aiutato al fine di farlo rimanere e non costringerlo a migrare per i disagi che uno potrebbe immaginare. Per questo motivo, avendo tre figli e vivendo sperduti nelle montagne, ogni mattina lo scuolabus arriva davanti a casa per prenderli e, successivamente, riportarli a casa. E parliamo di scuola pubblica!!!
La nostra strada, d’inverno innevata, è regolarmente pulita perfettamente per consentire allo scuolabus di arrivare in sicurezza dove noi abitiamo!! Quando abbiamo deciso di iscrivere i bambini alla scuola elementare di Mantana, di lingua tedesca, I nostri figli non sapevano una sola parola. Beh, la scuola ha deciso di affiancarli con un tutor sino a quando potevano essere considerati padroni della lingua: ogni giorno venivano prelevati dalle singole classi da un insegnante di sostegno che aveva il compito di accelerare l’apprendimento del Tedesco. A Natale del primo anno, sapevano già parlare in modo basico e capire a sommi capi ciò che le maestre e i loro compagni di classe dicevano. Oggi parlano perfettamente il Tedesco ed il Pusterese (un dialetto difficilissimo da capire!!!). Potrei continuare con mille esempi, tutti a favore di questo bellissimo e remoto angolo d’Italia.

Come è cambiato il vostro rapporto con i vostri figli?

Ci sentiamo dei veri genitori ed educatori!! Io dico spesso che stiamo vivendo nel lusso più sfrenato: tutti i giorni pranziamo con I nostri figli!! Riesco ad accompagnarli agli sport!! Abbiamo un rapporto bellissimo e li vediamo crescere giorno dopo giorno. Adesso sentiamo il bisogno, ogni tanto, di “scappare”  da loro per ritagliarci qualche momento di pace e di intimità di coppia.  

Cosa pensate ora della vita che facevate prima? Avete qualche nostalgia?

Non abbiamo nessun rimpianto o nostalgia. Quando uno prende una decisione così radicale, tutti i ripensamenti non hanno senso. Devono essere già stati analizzati e risolti prima della decisione stessa. La nostra vita di prima, a nostro avviso non è compatibile con quella di avere una famiglia con tre figli. Troppi compromessi, troppe rinunce da entrambe le parti, troppo stress e poca qualità di vita.

Se doveste scegliere tra qualità del tempo che passate con i vostri figli e quantità, cosa scegliereste?

Per noi non ha mai avuto un significato particolare il concetto di quantità di tempo trascorsa con i figli. Abbiamo sempre dato importanza solo alla qualità. Ma la qualità di un rapporto si costruisce stando insieme più a lungo e scoprendo elementi qualitativi di un apporto che altrimenti sfuggirebbero. I bambini sono molto complessi e, a volte, il tempo che gli si dedica si traduce in qualità del rapporto. I nostri tre figli hanno tre caratteri completamente diversi. È solo frequentandoli quotidianamente che possiamo scoprire le loro diversità e possiamo impostare un rapporto ed un’educazione più personale.

Che accoglienza hanno i vostri figli nei confronti degli ospiti?

Il loro comportamento è completamente diverso e rispecchia il loro carattere. Giulia oltre ad essere iper attiva, ha una grande capacità di relazione. Immediatamente fa amicizia con i figli degli ospiti, indipendentemente dalla lingua che parlano. Insegna loro a fare il burro, andare nel bosco a raccogliere I frutti selvatici, a visitare il nostro contadino per vedere gli animali. Pietro, introverso e solitario di natura, se ne sta da parte e solo spronato dalla sorella (gemella) si lancia in seconda battuta a conoscere gli ospiti. Francesco sta iniziando la fase dell’adolescenza per cui alterna momenti di grande espansività con altri di decisa timidezza. Preferisce fare conoscenza con gli adulti, aiutare noi per mostrarsi servizievole. Se poi c’è una ragazzina della sua età sparisce!!!

Tre parole per descrivere l'Alto Adige

Genuinità, lusso civico, forte senso di appartenenza, paesaggi unici al mondo, poca attenzione a ciò che succede fuori dal territorio, incapacità di apprezzare il valore del vero bilinguismo.

Tre parole per descrivere il San Lorenzo Mountain Lodge

Un luogo magico dove, avvolti nelle coccole e nell’esclusività più assoluta, gli ospiti possono vivere esperienze indimenticabili. Dove far riemergere il valore per le cose semplici ma vere, dove I bambini riescono ad esprimere la loro voglia di libertà e dove i genitori riescono a dimenticarsi di loro (in senso buono).

 

Barbara Lamhita Motolese

Amo l'innovazione in tutti i campi, e come mamma mi sono scoperta innovativa facendo scelte del passato!
Vivere la mia genitorialità ricercando la coerenza con il mio sentire e con il mio pensiero, mi ha portato a esperienze poco comuni e molto felici: il parto in casa, il co-sleeping, il babywearing, e l'homeschooling... per citarne alcune.
Sono un'appassionata custode della nascita e una meditatrice assidua.
Ho dato vita a GenitoriChannel.it per coniugare la mia passione dei temi genitoriali con quella per il web.

Sito web: www.genitorichannel.it

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