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Sabato, 17 Aprile 2010 21:04

Elimination communication: senza il pannolino da subito

By bs

Elimination communication significa la comunicazione dei bisogni di fare pipì e cacca da parte di un neonato.

I bambini possono stare senza pannolino, da subito. Sì avete capito bene, non mettono il pannolino e si scaricano sul vasino fin dal primo giorno di vita.

In "occidente" (per indicare quei posti dove i ritmi sono dettati dall'orologio, non dal sole o dalle stagioni), si parla di EC: ELIMINATION COMMUNICATION, cioè comunicazione fra mamma e bambino su come eliminare cacca e pipì. La prima a scrivere estensivamente di questo è stata Laurie L. Boucke, americana. Laurie aveva una tata indiana che tolse il pannolino ai suoi figli e un giorno le chiese come mai gli occidentali, che si considerano persone molto attente all'igiene e alla pulizia, potessero tollerare che i bambini vivessero impacchettati nei loro escrementi per anni... cosa che da loro, in India, era inconcepibile.

Per me il pannolino è apparso a lungo una delle più grandi conquiste del nostro tempo, anzi, proprio un accessorio connaturato al bambino. Si può concepire un neonato senza ciuccio (anche se per molti a fatica), senza sonaglini, senza tutine di ciniglia, ma non senza pannolino! 

Però quello che mi ha sempre inquietato era l'impronta ecologica che con ogni figlio avrei lasciato sul pianeta: ad ogni bambino corrispondeva una montagna fatta di almeno 4.500 pannolini, e questo cercando di usarne proprio pochi...

Ma come si faceva con la cacca e la pipì dei neonati prima che inventassero i pannolini? Come si fa oggi in posti dove i pannolini non esistono (cioè la maggior parte del mondo)?

Io ci misi alcune migliaia di pannolini a scoprirlo, e purtroppo anche numerose dermatiti che riducevano il sederino di mia figlia a sangue. Ma non osavo abbandonarne l'uso. Avevo un po' l'idea che i bimbi fossero una specie di rubinetto che perde... 

Che aiutare i bambini sin da piccolissimi a fare cacca e pipi' senza sporcarsi fosse il modo in cui le mamme di tutto il mondo affrontano da sempre il problema, mi convinceva fino ad un certo punto, in fondo le africane e le amazzoni, tanto per dire, sanno anche accendere un fuoco senza accendino... ma scoprire che c'era chi cresceva i figli senza usare i pannolini nel mondo occidentale, addirittura in Italia, fu una scoperta che non riuscii a farmi semplicemente scivolare addosso.

 

L'elimination communication non è un "metodo" è più un modo. Parte dal concetto che i bambini vengono al mondo coscienti dei loro bisogni e con la capacità di esprimerli in modo che possiamo aiutarli a soddisfarli. Vale per il bisogno di cibo, di contatto e per pipì e cacca. Con attenzione, tempo e molto amore si impara (ma non lo sapevamo già ??....) che comprendere il proprio bambino anche sulle necessità di.... eliminazione e aiutarlo a soddisfarle é un modo per offrirgli del rispetto.

L'uso dei pannolini non ha niente di universale ed è una introduzione recente dei paesi occidentali. E' una abitudine che fa si che i bambini perdano il contatto con il propio corpo, che insegna loro a fare pipì e cacca nel pannolino e non fa altro che spostare nel tempo la comunicazione che si stabilisce su questo particolare argomento. 

Quando si comincia l'elimination communication

I primi sei mesi sono il periodo d'oro dell'elimination communication, i bambini hanno una "finestra di apprendimento" aperta ed associano molto velocemente una posizione alla necessità di fare pipì o cacca. E' sufficiente quindi cominciare a tenergli aperte le gambette (appoggiando la testa sul braccio nei primi mesi) sopra un lavandino, un vasino o un contenitore di qualsiasi tipo, meglio ancora se riusciamo ad associare un suono da usare per facilitare il rilassamento e quindi l'evacuazione (il classico psss).

In questa fase i bambini stanno prevalentemente in braccio ed è quindi facile gestire eventuali incidenti (un'asciugamano finchè non vi sentirete sicuri) inoltre la pipì dei lattanti è praticamente inodore e la cacca non è sgradevole come quella di un bimbo già svezzato. Questi vantaggi compensano il fatto che il tempo tra un'evacuazione e l'altra è molto poco, circa 10 minuti inizialmente se sono svegli.
Man mano che crescono allungano il tempo tra una pipì e l'altra, inoltre se vengono tenuti senza pannolino imparano ben presto a rimanere asciutti segnalando in vari modi il loro bisogno di evacuare così come segnalano la fame, il sonno e il bisogno di contatto.

In inglese l'igiene naturale dei bambini è chiamata elimination communication, proprio per sottolineare il fatto che esiste una comunicazione molto profonda tra il bambino e sua mamma.
I bambini segnalano in vari modi le loro esigenze primarie e ogni madre impara ben presto con l'esperienza a distinguere i vari tipi di pianto, il modo in cui il bambino si rigira nel letto quando ha fame, lo sguardo soddisfatto quando è pieno, i comportamenti anomali quando non sta bene e tutti gli altri modi in cui il bimbo comunica senza utilizzare le parole.
L'esigenza di fare pipì e pupù non è diversa dalle altre, i segnali classici sono: muovere le gambette, piangere sommessamente, essere agitati, fare degli urletti...ma ogni bimbo utilizza un suo linguaggio e sarà una delle soddisfazioni maggiori imparare a interpretarli.

Tempi e schemi

Non tutti i bambini mandano dei segnali chiari e non tutte le mamme sono sempre disponibili a coglierli quindi è molto utile soprattutto all'inizio tenere conto anche dei tempi e degli schemi, ovvero del tempo che intercorre tra una pipì e l'altra ma anche degli avvenimenti che le precedono come le poppate o i risvegli. Come abbiamo detto un bimbo appena nato fa pipì anche ogni 10 minuti ma già a 3 mesi possono passare 30 minuti da una pipì all'altra. Anche in questo caso ogni bambino ha un suo comportamento personale, può essere molto utile fare qualche giorno di osservazione, prima di iniziare a proporgli di fare pipì o pupù, in cui ci si appuntano i tempi e gli schemi principali.
Questi giorni di osservazione possono essere ripetuti ogni volta che "perdete la sintonia" con il vostro bambino.

Rifiuto del vasino

Ogni mamma che ha fatto elimination communication si ricorda un "periodo nero" in cui non ne prendeva una, questo può dipendere da una fase di sviluppo del bambino, tipicamente quando imparano a gattonare o camminare, o da un periodo particolare legato per esempio ad un trasloco, ad un'inserimento al nido, ad una malattia o ad un periodo di particolare stanchezza della mamma.

In questo caso bisogna ricordarsi che l'elimination communication non è un metodo per insegnare ai bambini ad usare il vasino,  l'obiettivo non deve essere quello di avere le pipì e le popò che finiscono nel water, ma piuttosto il benessere del bambino e il fatto che lui sappia che cerchiamo di stabilire con lui una comunicazione volta a dargli sostegno anche sul bisogno di liberarsi di pipì e popò, come cerchiamo di interpretare o prevenire il fatto che abbia fame, o bisogno di dormire, etc.

Ma è impegnativo? Come lo vesto?

Tenere i bambini senza pannolino porta motissimi vantaggi e soddisfazioni ma è anche molto impegnativo, quindi bisogna cercare di facilitarsi il più possibile il lavoro tenendo a portata di mano dei contenitori in tutte le stanze, e vestendo il bambino in modo da rendere il cambio il più veloce possibile se dovesse bagnarsi.
Sono quindi da abolire i body e le tutine preferendo vestiti spezzati e canottiere con mutandine, potete anche tenere il bimbo senza mutandine in casa, con dei pantaloni di pile in inverno (che si asciugano facilmente e sono caldi) e con delle calze lunghe d'estate.
E' importante anche inserire delle cerate nel letto o sotto il bambino se lo appoggiamo su un tappeto o su un divano.
Quando usciamo possiamo portarci dietro alcuni cambi, un contenitore per le emergenze e alcuni pezzi di cerata se andiamo da amici o parenti.
Man mano che aumenta il tempo tra una pipì e l'altra e man mano che diventate più brave a cogliere i segnali vi sentirete più sicure anche nell'affrontare viaggi o uscite, in ogni caso sappiate che se siete preoccupate per eventuali incidenti perderete la comunicazione e succederà proprio ciò che temete, è molto meglio in questi casi usare una cerata o un pannolino lavabile come "paracadute di salvataggio".
Ma la componente essenziale è...l'ironia!

Deve proprio stare sempre senza pannolino perchè funzioni?

La nostra esperienza è che l'elimination communication integrale, cioè dimenticarsi completamente i pannolini, è il sistema migliore per creare la sintonia giusta tra mamma e bambino. Però sappiamo anche che ogni mamma deve confrontarsi  con i suoi limiti di tempo, di energia e di disponibilità e scegliere di conseguenza. Ci sono quindi mamme che decidono di mettere il pannolino di notte per riposare meglio oppure al nido perchè le educatrici non se la sentono di gestirlo oppure ancora in alcune uscite.
Se decidete di stare senza pannolino "part-time" piuttosto che mettere e togliere il pannolino in continuazione decidete quando siete disponibili a dare ascolto a vostro figlio e fatelo tutti i giorni in quell'orario, per esempio la mattina o solo il weekend se lavorate a tempo pieno. Una mamma stanca o stressata non è sicuramente propensa ad ascoltare suo figlio.
Solitamente le mamme che fanno elimination communication utilizzano i pannolini lavabili perchè sono più sensibili al problema ecologico ma anche perchè è più facile accorgersi che il bambino ha appena fatto pipì e facilita l'associazione pipì/bagnato.

 

Il parere della psicologa

di Alessandra Bortolotti - Psicologa specialista del periodo perinatale (www.psicologiaperinatale.it)

Diciamolo forte e chiaro: molti psicologi hanno di che riflettere ultimamente. Soprattutto coloro che si occupano di psicologia perinatale, cioè del periodo intorno alla nascita.

Già negli anni Sessanta del secolo scorso Bowlby mandò in crisi gli psicoanalisti affermando che per il bambino il bisogno di attaccamento era primario e addirittura più importante di quello di essere nutrito. Oggi, finalmente, stanno diventando di patrimonio comune, conoscenze approfondite circa la fisiologia di sonno e allattamento dei bimbi. Assistiamo, così, allo stravolgimento di ciò che finora era stato affermato con sicurezza dalla maggior parte degli psicologi. Infatti, è ormai dimostrato che allattare i bambini al seno a richiesta e nel corso degli anni (non solo dei mesi) è una norma biologica che non solo non li vizia ma anzi, li aiuta ad essere più sicuri di sè. Lo stesso dicasi per il fantomatico lettone dei genitori: off limits, fino a poco tempo fa, luogo di vizi inenarrabili, di figli dipendenti e capricciosi, come di genitori incapaci di dare limiti. Oggi il lettone è riabilitato e la direzione della letteratura psicologica percorre finalmente la strada del valorizzare il necessario bisogno di contatto e di dipendenza fra madre e figlio.

In questo panorama di cambiamento, arriva dagli Stati Uniti una nuova proposta per gestire l’educazione al vasino dei nostri figli. Vi sono ormai varie pubblicazioni, siti internet e autorevoli pareri, che propongono di tenere i bambini senza pannolino già dai primi mesi di vita, illustrandone vantaggi e svantaggi.

Nella mia esperienza, ho conosciuto molte mamme che hanno messo in pratica questo metodo e nei bambini non ho riscontrato alcun tipo di problema nè relazionale, né fisico. Penso, perciò, che dovremmo essere possibilisti circa l’accettare anche questo nuova modalità di accudimento dei piccoli.

È chiaro che tutto dovrà svolgersi nel massimo rispetto del bambino senza forzature, né imposizioni. Mi sembra, inoltre, che siano necessarie ulteriori ricerche per approfondire questo tema anche tenendo conto che ridurre la quantità di pannolini nell’immondizia è di notevole importanza per l’ambiente. 

 

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