Giovedì, 27 Maggio 2010 05:00

La sporca dozzina: le verdure da comprare SEMPRE bio

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Certo che tutti, potendo, mangeremmo sempre verdure e frutta prodotta secondo metodi naturali, senza l'uso di sostanze velenose… ma a volte non c'è il tempo per passare al negozio di fiducia a due quartieri di distanza, a volte non ci si fida delle verdure bio vendute nei banconi del supermercato, a volte non ci sono i margini per far quadrare i bilanci della spesa famigliare con la voglia di comprare verdure e frutta biologiche.
Allora bisogna scendere ai soliti compromessi e limitare, fare scelte, ridurre le aspettative, e capire a quali cose non si vuole rinunciare.

 

Non potendo comprare tutto bio per motivi economici o di distanze, può essere utile sapere cosa, tra frutta e verdura, contiene livelli bassi di pesticidi e fitofarmaci, sostenibili per la salute di tutta la famiglia, piuttosto di cosa è davvero così inevitabilmente avvelenato se prodotto convenzionalmente, da non poter fare a meno di comprarlo biologico.

 

Se non si ha la fortuna di avere un proprio orto, se le consegne di biologico a domicilio non vi hanno ancora raggiunto, sappiate che ci sono verdure e frutta con cui si può non essere intransigenti al fine di ridurre il nostro tasso di esposizione alle sostanze tossiche, che rimane ai giorni nostri comunque molto alto. A questo proposito, per chi vuole approfondire sui rischi pediatrici dell'esposzione prolungata e costante ai pesticidi, consigliamo uno studio americano in cui la contaminazione è stata misurata in 6 modi diversi:

% di campioni esaminati con antiparassitari rilevabili

% di campioni con due o più pesticidi

Numero medio di pesticidi trovati su un unico campione

Importo medio (parti per milione) di tutti i pesticidi trovati

Numero massimo di pesticidi trovati su un unico campione

Numero totale di pesticidi trovati sul prodotto


Quella che vedete nella foto è una pratica guida tascabile, disegnata da Heidi Kenney, realizzata per aiutare chi è costretto a volte a dover scegliere solo alcuni alimenti biologici.

La guida è divisa in due parti:

1. The dirty dozen, ovvero i 12 alimenti con un alto livello di pesticidi - da comprare quindi solo bio - E' possibile ridurre a un quinto l'assunzione totale di pesticidi nel nostro corpo (e dei nostri figli…) già solo evitando le 12 produzioni di verdure e frutta più contaminate. In questi prodotti si trovano concentrati ben 10 differenti tipi di pesticidi, e nelle ricerche sanitarie è noto che nel computo della tossicità gioca un ruolo esponenziale e incontrollabile la combinazione di più sostanze. Quindi potendo non bisognerebbe MAI comprare queste verdure se non biologiche: pesche, fragole, mele, mirtilli, albicocche, ciliegie, uva, sedano, peperoni, spinaci, biete, patate…

2. The clean 15, quelli con un basso livello di pesticidi, tollerabile se si deve scegliere. Scegliendo invece nella categoria delle 15 meno contaminate verdure, ci si espone al rischio di assumere solo 2 differenti tipi di pesticidi. Via libera, a mali estremi, per l'acquisto di cipolle, mais, piselli, asparagi, melanzana, broccoli, cavolo, patate americane (patate dolci), avocado, kiwi, anguria, ananas, mango (secondo noi di GenitoriChannel l'acquisto della frutta tropicale è in ogni caso da evitare).

Lo schemino disegnato da Heidi in origine si ispira alle comunicazioni diffuse dalla Ewg's 2010 Shopper's Guide to pesticides, la guida agli acquisti senza pesticidi diffusa dal Environmental Working Group. Qui trovate la lista completa dei cibi e la metodologia utilizzata. Lo studio è chiaramente basato su prodotti statunitensi.

Ma quali sono LE REGOLE DELL'AGRICOLTURA BIOLOGICA? L'agricoltura biologica (detta in inglese "organic"):

- Esclude fertilizzanti e pesticidi di sintesi sostituendoli con insetti utili, sostanze biologiche naturali e alternanza delle colture.

- Non impiega organismi geneticamente modificati.

- Assicura agli animali condizioni di vita accettabili e ne migliora di conseguenza la resistenza alle malattie.

- Usa farmaci solo in casi di emergenza e non a scopo preventivo.

- Favorisce la protezione e lo sviluppo di specie animali e vegetali diverse.

- Prevede una “conversione” dei terreni,mantenendoli tre anni senza trattamenti con sostanze chimiche, prima di attribuire

la certificazione “biologica”.

- Impone cicli di produzione, trasporto e immagazzinamento separati per gli ingredienti biologici.

- Assicura un marchio europeo garantito da rigorosi controlli di legge.

 

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