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Sabato, 17 Aprile 2010 19:32

Il mio bimbo è cresciuto senza il pannolino: le testimonianze delle mamme

Bambino sul vasino Bambino sul vasino

Vi abbiamo parlato altre volte dell'elimination communication, anche conosciuto come "EC", ovvero la pratica di crescere i bambini senza utilizzare i pannolini o usandoli pochissimo.

Trovate molto materiale per approfondire nel nostro speciale dedicato a "con e senza pannolino", se non conoscete di cosa parlo, la prima cosa è cominciare con l'articolo "Mio figlio è cresciuto senza pannolini", scoprirete che l'EC è una pratica che ha a che vedere con l'ascolto del bambino e aiutarlo a crescere con una maggiore libertà di movimento e una maggiore coscienza del proprio corpo.

In questo articolo trovate le testimonianze di 3 mamme che hanno cresciuto i propri figli con l'EC, l'elimination communication, ovvero non utilizzando i pannolini, se non in sporadiche occasioni. Questa pratica è conosciuta anche con il nome di "igiene naturale", ma ricordate che non si tratta di un'educazione precoce al vasino finalizzata a rendere i bambini capaci di usare il vasino prima, questo accade, ma l'obiettivo è quello di permettere al bambino di imparare che il suo corpo fa pipì e popò, che quando succede il corpo da loro dei segnali e che per crescere non è necessario sopportare di essere impacchettati in un pannolino per 3 anni giorno e notte (a voi piacerebbe?).

Chi l'ha sperimentato concorda su un punto: per iniziare la pratica del "Senza Pannolino" è fondamentale vedere esperienze di chi lo sta già applicando e ricevere consigli pratici da chi ha scelto questa modalità.

Abbiamo raccolto le preziosissime parole di varie mamme che hanno sperimentato l'Elimination Communication, il senza pannolino. L'hanno scelto perchè lo reputano un modo di stabilire un contatto con la propria creatura, perchè amano la particolare intesa che si viene a creare quando la comunicazione con i propri figli riguarda anche l'aspetto dell'igiene e dei bisogni corporali, perchè sono felici di non pesare sul pianeta e sul bilancio famigliare, perchè hanno trovato dentro di sé una inevitabile combinazione di curiosità mista a sfida... Che però ci regala tanti esempi di successo e tenacia.

La testimonianza di Luisa e di come l'esperienza di EC parziale aiutava il suo bambino stitico

 Tante mamme ne vengono a conoscenza della pratica di crescere i bambini senza pannolino tramite articoli o notizie che poi le hanno fatte riflettere su gesti e comportamenti sperimentati nella vita quotidiana, come la mamma di questo video (lei parla di "evacuazione controllata") la quale racconta come all'inizio non pensava che l'ec non facesse per lui:

L'esperienza di L.M. che da scettica scopre che l'elimination communication, il senza pannolino, è l'unica scelta salubre per suo figlio

Lo ammetto: prima della nascita di mio figlio ero una persona completamente diversa. Incontrare un bambino per strada non mi emozionava quanto incontrare un cane e, si, è vero, sino ad allora avevo avuto a che fare più con cani che con bambini.
Prima di allora avevo visto pochissime mamme allattare al seno. Un giorno, ad una festa, mentre una mamma allattava con disinvoltura di fronte ai miei occhi un bimbo che già camminava, avevo provato addirittura un certo fastidio.

Quando, alla nascita di mio figlio, me lo consegnarono da allattare per la prima volta vestito di tutto punto, caldo di culletta termica e completo del suo primo pannolino, tutto mi pareva assolutamente normale.
Poi sono passati tanti giorni, a guardarci negli occhi, io e il mio primo cucciolo, tante ore da soli, a imparare uno dall’altro, vicendevolmente.

Quando gli cambiavo il panno e gli lavavo il culetto sul lavandino spesso faceva la cacca. Più passavano le settimane più mi rendevo conto che preferiva farla così piuttosto che farla nel panno. Certe volte faceva così anche la pipì ed era divertente vederlo soddisfatto e consapevole del gesto.

Pian piano imparai a decodificare certi suoi minimi segnali di esplicito imbarazzo che preannunciavano una pipì, allora gli chiedevo: “pipì?” e, tolto il panno asciutto, lo portavo a far pipì sul lavandino. In effetti non era molto diverso che con i cagnolini e, mi dissi, se ero sempre riuscita a capire quando un cane la doveva fare, perché mai non dovevo riuscirci con mio figlio?

Da lì a scoprire che questa pratica fosse comunque diffusa, il passo fu breve. Un’amica mi disse che quella pazza di sua sorella passava ore in bagno a far fare la pipì al suo bambino e che addirittura esisteva un gruppo di discussione su yahoo (senzapannolini). Mi si aprì un mondo.

In inglese si dice ec: elimination comunication, in italiano si può chiamare igiene naturale del bambino, se si vuole, comunque in pratica significa, come l’allattamento a richiesta, soddisfare un bisogno del cucciolo di uomo (che, ricordiamolo, nasce inetto) secondo natura e con estrema semplicità.

Aveva tre mesi e mezzo quando gli ho tolto il panno di giorno. Arrivava la primavera e lui era felicissimo senza panno. Si capisce, usavo gli usa e getta. Per capire veramente penso bisognerebbe provare a indossarne uno, fare anche solo una pipì e aspettare che la temperatura, all’interno del panno, faccia il resto.

Ovviamente tutti, intorno a me, a partire dal papà, mi guardavano con scetticismo, se non addirittura con disapprovazione… E’ un fatto culturale, o piuttosto, come dire, di ignoranza di altro. Equivale a sostenere che il controllo sfinterico non c’è prima dei 18 mesi solo perché lo ha detto Thomas Berry Brazelton e il suo manuale è una bibbia dei nostri pediatri, senza sapere che Brazelton ha lavorato quale medico specializzato dell’Istituto Pampers (!) e continuare a far finta di niente, persino quando i bambini, tutti rossi per lo sforzo, se la sono fatta addosso sotto i nostri occhi e noi, solo dopo, doverosamente, provvediamo a rimuovere la causa di quell’odorino.

Insomma, avrete capito che ho tenuto duro, e non è stato “facile” come per una mamma dell’Africa Orientale, perché qui, dalla parte privilegiata del mondo, se non sei “autosufficiente” c’è un pampers per tutte le età, vuoi mettere?

Insomma, ora lo so, gran parte dei nostri “privilegi” sono, ahimè, quelle che Willy Maurer chiama “seconde scelte”. Ma, posto che è così, come La Leche League pone il latte artificiale quale quarta scelta per l'alimentazione del lattante, (prima vengono nell'ordine: latte materno fresco della propria madre, latte materno fresco di un'altra donna, latte materno pastorizzato di una banca del latte), direi che prima del pannolino usa e getta ci sono, nell’ordine: mamma o un’altra anima buona che ti accompagna in bagno, il pannolino di stoffa, il pannolino ecologico e infine l’usa e getta che ci mette 500 anni a biodegradarsi e ti costringe a spalmare creme, altrimenti inutili, sul sedere di tuo figlio per almeno due anni."

 I suggerimenti pratici e le ragioni di una mamma che ha fatto la scelta di crescere i bambini senza pannolino

Un'altro tratto che caratterizza questa scelta, è che spesso le mamme che vi approdano lo fanno al secondo e terzo figlio, forse perchè più solide nella propria capacità ed esperienza di maternage.

Ascoltiamo il racconto di Valentina che ha scoperto l'ec perché sua figlia aveva importanti eritemi da pannolino e poi non è più riuscita a pensare di mettere i pannolini ai suoi figli.

 La testimonianza di Ludmilla sulla sua esperienza di Elimination Communication e l'esperienza di comunicazione con le proprie figlie.

Per tante mamme, lo spettacolo di scoprire la comunicazione così profonda con i propri figli, anche mettendo alla prova i  limiti della propria pazienza, è un regalo inestimabile.

 di Barbara Siliquini

Video

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