Ho scoperto di avere il perineo fondamentalmente durante gravidanza e parto. Non che prima non pensassi di esserne affetta anch'io, è solo che non ci avevo badato perché non dava sintomi. Tutto avveniva regolarmente e istintivamente: urinavo al bisogno e nulla più. Sapere di averlo o no, non è che mi cambiasse la vita.

Poi però, durante la gravidanza, ho sentito l'ostetrica ventilare qualcosa sulla muscolatura, quella che sta proprio là in mezzo, tanto discreta quanto importante. Ma soprattutto, ho scoperto che non funzionava a dovere dopo il primo parto indotto e l'episiotomia. Sì perché non sentivo più aprirsi e chiudersi il mio corpo e mi scappavano goccine di pipì.

“Non smettete di giocare e vivrete più a lungo”. Questo era il consiglio che il grande pediatra americano Glenn Austin dava ai genitori dei suoi piccoli pazienti.

Per celebrare i suoi 40 anni, Città del sole presenta insieme a ActionAid “i giochi che non finiscono mai”, una serie di iniziative per rendere omaggio alla voglia di continuare a giocare, impulso vitale che aiuta tutti ad affrontare le sfide della vita, perché "Giocare è una cosa seria" tanto che in questo caso l'iniziativa si fonde con un progetto umanitario...

E voi? Vi ricordate i vostri giocattoli preferiti? E i vostri figli hanno gli stessi gusti? 

Quel bambino…era un bambino vivace e vitale, un bambino “cattivo” secondo la pazzesca e, pur ancora in voga, concezione adulto-centrica che divide i bambini in buoni e cattivi, in tranquilli o “iperattivi”, in mansueti o piccole pesti. Buoni quelli che dormono tutta la notte, che non piangono, che si muovono poco; cattivi, viceversa, quelli che si svegliano spesso, piangono, non stanno mai fermi. 

Certo lui era cattivo e suo padre lo picchiava, lo picchiava soprattutto la notte quando si svegliava piangendo, suo padre andava nella sua cameretta e lo riempiva di botte finchè stremato non si addormentava, era un bambino…sì un bambino vivace, diventato poi timido ed introverso, una piantina tenera “piegata” dalla forza e dall’ignoranza, un bambino che non poteva proteggersi o difendersi. Quel piccolo uomo ora è un padre e la sua storia non è una storia rara, purtroppo, non lo è…

Alla nascita del suo bambino, tramite cesareo, Francesca si è ritrovata un sorriso "amaro" sulla pancia e ha scritto una poesia. Dalla sua esperienza di cesareo sono nati un figlio, una mamma, ma anche un cambio di vita, Francesca oggi studia per diventare ostetrica e si prepara perché il suo prossimo bambino (che oggi è ancora solo un pensiero) possa nascere per via naturale.

Oggi in Italia quasi 1 bambino su 2 nasce con un cesareo... su 10 cesarei fatti, uno solo sarebbe giustificabile, gli altri 9 nascono da cattiva assistenza...

AIUTA PARTO NATURALE A SOSTENERE IL VBAC

(parto naturale dopo cesareo)

Dalla poesia di Francesca (che trovi in questo post), con l'Associazione onlus Parto Naturale, di cui Francesca fa parte, e insieme a centinaia di mamme del gruppo di FB Noi Vogliamo un VBAC (parto vaginale dopo cesareo), è nata l'idea di fare una t-shirt per sostenere l'associazione e realizzare seminari e attività a sostegno del VBAC (parto vaginale dopo cesareo). 

Per acquistare la t-shirt scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Oggi pubblichiamo la lettera di una mamma adottiva a sua figlia, una bambina adottata 5 anni prima, in India, dopo un lungo percorso di adozione, R. la bimba adottiva, al momento dell'adozione aveva già 5 anni, in questa lettera, di qualche anno fa, lei ne ha 10.
La famiglia adottiva aveva già una figlia biologica di qualche anno più grande.
Questo percorso di adozione è molto duro, Merche, la mamma, una donna straordinaria che conosco, piena di risorse intellettuali, culturali, aperta al mondo, agli altri, generosa e positiva, ci fa il dono di raccontare la sua difficilissima maternità con questa nuova figlia adottiva già grande. Lo fa perché desidera togliere un velo e mettere a disposizione di altri genitori adottivi o nel percorso di adozione, la sua esperienza, raccontando che spesso la fiaba a lieto fine dell'adozione non c'è...

Capita di cucinare troppo risotto e trovarsi con un avanzo di cui non si sa cosa fare. Capita che la quantità di riso pre-cottura sia stata scelta con cura e che, dopo la cottura, il risotto sia gonfiato molto.

Come riutilizzare il riso per presentare dei piatti sfiziosi e nuovi? Facciamo affidamento sulla nostra creatività e andiamo in cucina!

I muffin di riso

Mettiamo il riso avanzato in una teglia per muffin, schiaciando bene e cospargiamo la superficie con parmigiano grattugiato. Grigliamo in forno (con la funzione grill) a 200° per 5 minuti. Togliamo i muffin dalla forma facendo attenzione a non romperli e li serviamo caldi.

Ospitiamo una testimonianza "difficile" sull'adozione. 
Merche, la mamma adottiva, è una donna straordinaria che conosco, piena di risorse intellettuali, culturali, aperta al mondo, agli altri, generosa e positiva, ci fa il dono di raccontare la sua difficilissima maternità con questa nuova figlia adottiva già grande. Lo fa perché desidera togliere un velo e mettere a disposizione di altri genitori adottivi o nel percorso di adozione, la sua esperienza, raccontando che spesso la fiaba a lieto fine dell'adozione non c'è... 

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Cari amici: In genere leggiamo testimonianze molto belle e incoraggianti sull’adozione. Mi sono sempre chiesta se eravamo soltanto noi a vivere la nostra adozione con difficoltà oppure se c'era nelle coppie un certo pudore a condividere le ombre della nostra esperienza di adozione. Ci siamo fatti coraggio e abbiamo pensato di condividere con voi la nostra esperienza, meno "rosea" di altre, nella speranza che altri forse possano rispecchiarsi e confrontarsi con noi.

La storia e i consigli di Nancy Wainer a chi desidera un parto naturale dopo cesareo.

La scuola è ormai iniziata, per alcuni siamo ai primissimi giorni, per altri sono già 3 settimane...

Non per tutti l'ingresso a scuola è uguale, ci sono bambini entusiasti della ripresa, e ci sono bambini che fanno più fatica e soffrono il distacco altri no. Ecco qualche suggerimento per i primi... Già al rientro dalle vacanze di Natale dell'anno scorso vi avevamo dato dei suggerimenti per migliorare il rientro a scuola, poi vi abbiamo parlato dei fiori di bach per la scuola. Qui sotto abbiamo riassunto qualche altro trucco da mamma a mamma su come affrontare le crisi del "non voglio andare a scuola".

Il burro di karitè è uno di quei doni divini, un po' come l'aloe, disponibile in natura allo stato selvaggio, ha proprietà anti-infiammatorie, anti-batteriche, offre protezione alla pelle, cura le piccole abrasioni, previene e riduce le rughe, nutre... 

Io l'ho scoperto grazie al dono di un'amica, in un periodo in cui avevo un problema di pelle drammatico, con delle esfoliazioni che mi davano un bruciore pazzesco e fissuravano la pelle da per tutto, dal viso, alle parti intime, ai gomiti... l'unica cosa che mi dava sollievo era spalmare questo strano burro denso che mi aveva portato. Poi il problema è passato (soprattutto quando è passato lo stress che l'aveva ingenerato credo) e il burro di karitè ha avuto la sua parte.

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