Un fumetto autobiografico per raccontare una gravidanza e un parto naturale.

Preparare da sè la polvere, la tintura madre e le potenze omeopatiche partendo dalla placenta.

Il corpo femminile è stato sapientemente disegnato per partorire, allattare e instaurare il bonding (processo di attaccamento che si sviluppa subito dopo il parto) con i nostri bambini.
Questo stupendo progetto di Madre Natura accresce facilità, piacere e sicurezza per mamma e bambino e regala all’intera famiglia il miglior inizio possibile alla vita. E' proprio di questo che parla Sarah Buckley nel suo libro "Partorire e accudire con dolcezza".
Segnatevi dunque in calendario che Associazione Parto Naturale, Casa Maternità La Via Lattea e Associazione Lotus Birth Italia ospitano a Milano un incontro con la dottoressa australiana Sarah Buckley il 21 giugno 2013.

Ibu Robin Lim è una persona straordinaria. E' conosciuta in tutto il mondo per aver creato un centro di accoglienza e aiuto nelle terre più povere dell'Indonesia.

Gustatevi il racconto di una mamma che partorisce in casa la sua seconda figlia, dopo un primo cesareo (tecnicamente un VBAC, vaginal birth after cesarean, parto naturale dopo cesareo, anzi un HBAC parto in casa dopo cesareo). Questa bimba nasce con una nascita Lotus, cioè senza che venga tagliato il cordone ombelicale. Cora ci racconta prima il suo taglio cesareo, e la difficoltà di stabilire un legame forte con suo figlio, e poi questo parto che sana le ferite.

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Pur non amando particolarmente parlare di fatti strettamente intimi e personali voglio dedicare queste mie storie alle altre donne che per mille motivi diversi decidono di prendere in mano il loro corpo, la loro anima e la loro vita....

Cora

La mia prima bambina, Alice, nacque in ospedale, dopo tante ore di travaglio. Nonostante fosse un parto fisiologico reputarono giusto somministrarmi nella fase espulsiva ossitocina sintetica e praticarmi la Kristeller.
Osservai tutte le prassi ospedaliere e mai mi soffermai a pensare se davvero quello fosse il modo migliore per far venire al mondo un bambino… così si era sempre fatto e cosi, probabilmente era giusto fare. Non era mia competenza decidere in merito a certe questioni, ma degli operatori sanitari…questo era ciò che credevo, almeno sino a quando non scoprii che se c’ è qualcuno competente in materia di nascite, beh…quella è la madre.

La mia seconda bambina, Sofia, nacque anch’essa in ospedale, dopo pochissime ore di travaglio e con un “Lotus birth” (la nascita senza recidere il cordone).

Abbiamo parlato e parleremo ancora dei benefici di un ritardo nel clampaggio (taglio) del cordone ombelicale.

Alla nascita, il cordone ombelicale veicola ancora al bambino del preziosissimo sangue, ricco di staminali emopoietiche (staminali del sangue) e di riserve di ferro. Per questa ragione ormai moltissimi studi (si veda questo articolo e quello sulle raccomandazioni dell'OMS) affermano con certezza che ritardare il taglio del cordone è la pratica raccomandabile, salvo in casi di particolare emergenza. Attendere pochi minuti produce già benefici alla salute dei bambini, l'OMS conclude che il momento migliore per il clampaggio è successivamente all'uscita della placenta.

Cose che si vorrebbe non accadessero: una mamma partorisce in casa, poi va in ospedale per suturare una lacerazione molto profonda per la quale perde molto sangue. Siamo in Campania, la patria dei cesarei e di una sanità che ha poco da insegnare, specie in ostetricia.
In ospedale, quando viene fuori che ha scelto un Lotus Birth (il cordone non è stato reciso) per la sua bambina,  arrivano i carabinieri, si allertano i giudici, questa coppia di genitori viene trattata come gente ignorante e probabilmente indigente, i pregiudizi acuiti dalla nazionalità extraeuropea del padre. Ne nasce un trattamento vergognoso e inaccettabile. Ma questa è una mamma che sa ciò che ha scelto, che continua a rimanere lucida nonostante tutto, nonostante un momento di nascita così protetto e curato, sia stato trasformato in un incubo dopo il parto e neanche la famiglia sia capace di starle affianco...

Ricordiamo che il lotus birth è una pratica ormai consueta in alcuni ospedali pubblici Italiani, che è assolutamente lecita ed un diritto che può essere fatto valere legalmente, che non esiste letteratura scientifica contraria a questa pratica, anzi, le evidenze scientifiche note fanno pensare che dei benefici siano possibili.

Ma ecco il racconto, lasciato come è stato scritto, a volte concitato...

La notizia della prima nascita in cui non viene tagliato il cordone ombelicale, in un ospedale del centro sud, nasce con il piccolo Flavio, grazie alla sua mamma Tania e al suo papà Christian, il 29 marzo 2012, e viene raccontata a tutti da Elisabetta Malvagna, giornalista dell'ansa, ma anche mamma blogger che ha fatto molta cultura sul tema della nascita dolce, attraverso i suoi 2 libri (Partorire senza Paura e Il parto in casa) e gli omonimi blog. 
La notizia è splendida, quel che non ci piace è la reazione dei ginecologi...

Nel precedente articolo vi ho raccontato 

  • Conservazione o "donazione del cordone ombelicale"

  • Cosa sono le cellule staminali?

  • Nel nostro corpo sono presenti le Cellule Staminali?

  • Le cellule staminali del cordone possono diventare qualsiasi tipo di cellula? No!

  • Nel nostro corpo sono presenti cellule staminali come quelle del cordone ombelicale?

  • Come possiamo usare le staminali del cordone ombelicale?

  • E' importante conservare le cellule staminali del cordone?

  • Se le staminali sono così preziose e importanti, ha senso privarne il bambino alla nascita, per conservarle per il suo futuro, o per l'utilizzo di qualcun altro o per la ricerca (la cosiddetta donazione)?

Oggi proseguiamo...

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