di Alessandra Bortolotti - Psicologa specialista del periodo perinatale (www.psicologiaperinatale.it)

Diciamolo forte e chiaro: molti psicologi hanno di che riflettere ultimamente. Soprattutto coloro che si occupano di psicologia perinatale, cioè del periodo intorno alla nascita.

Già negli anni Sessanta del secolo scorso Bowlby mandò in crisi gli psicoanalisti affermando che per il bambino il bisogno di attaccamento era primario e addirittura più importante di quello di essere nutrito. Oggi, finalmente, stanno diventando di patrimonio comune, conoscenze approfondite circa la fisiologia di sonno e allattamento dei bimbi.

Assistiamo, così, allo stravolgimento di ciò che finora era stato affermato con sicurezza dalla maggior parte

La decisione di non utilizzare pannolini per i propri figli e di gestire le loro esigenze fisiologiche tramite una relazione fatta di disponibilità, pazienza e tolleranza, non può fare altro che generare commenti, punti di vista, schieramenti, perplessità in chi questa pratica l'ha conosciuta solo dall'esterno e non si sente di volerla applicare al proprio stile di vita.

Abbiamo raccolto due testimonianze di mamme che hanno 'incontrato' l'EC nel loro percorso di genitori, l'hanno osservata e poi hanno continuato a scegliere l'opzione dei pannolini. Le loro riflessioni ci sembrano utili anche per riflettere sul limite oggettivo che questa pratica può trovare nella pratica quotidiana, dove tanto conta la ciò che ogni genitore è disposto a mettere in gioco di se e dei propri ritmi.

Chi l'ha sperimentato concorda su un punto: per iniziare la pratica del Senzapannolino è fondamentale vedere esperienze di chi lo sta già applicando e ricevere nella pratica testimonianze dirette da chi ha scelto questa pratica.

Abbiamo raccolto le preziosissime parole di varie mamme che da anni e con entusiasmo sono delle ferventi sostenitrici dell'assenza di una ragione particolare al dover mettere un filtro tra un genitore e i bisogni del proprio figlio. L'hanno scelto perchè così si sentono più in contatto con la propria creatura, perchè amano questa particolare intesa che si viene a creare, perchè non sono ben felici di non pesare sul pianeta e sul bilancio famigliare, perchè hanno trovato dentro di se una inevitabile combinazione di curiosità mista a sfida... Che però ci regala tanti esempi di successo e tenacia.

Fare l’orto all’aria aperta è piu’ divertente che giocare alla playstation per la stragrande maggioranza dei bambini (60%) che hanno avuto l’opportunità di provarlo. E’ quanto stima la Coldiretti, che ha promosso la prima lezione interattiva dal campo alla tavola con quattrocento bambini delle scuole elementari e medie di Milano che si sono calati per la prima volta nei panni degli agricoltori impegnandosi prima a zappare e seminare l’orto di primavera con insalate e pomodori per poi affrontare l’esame finale sui banchi del mercato. "Un successo annunciato tra i bambini che- rileva la Coldiretti- solo in un caso su tre hanno avuto l’occasione di visitare una azienda agricola, secondo una recente indagine condotta in Europa dalla quale emerge peraltro che un

Sette giorni per provare a cambiare abitudini quotidiane e rendere più “green” la gestione famigliare di un bambino piccolo. Scocca la 3a settimana di aprile la Settimana Internazionale del Pannolino Lavabile, un evento di informazione e sensibilizzazione sull’alternativa ecosostenibile al classico “usa e getta” che coinvolge 14 Paesi fino al 2 maggio con una serie di iniziative sul territorio. Tra gli aderenti e promotori della settimana - ormai iniziativa di educazione ambientale internazionale dal 2005 - anche “NonSoloCiripà”, un gruppo di genitori di tutta Italia che consiglia a tutti la “rivoluzione” del pannolino lavabile e offre consulenza, assistenza e materiale informativo a enti e asili, pediatri e rivenditori. Per avere sempre più “ecobimbi" che impattano meno sull’ambiente.

I punti di forza del pannolino lavabile? “NonSoloCiripà” li divide in 4 ordini di motivazioni: medico-sanitarie, economiche, ambientali ed educative.

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