Mercoledì, 22 Dicembre 2010 00:00

Cosa fare in gravidanza secondo gli esperti

By

Il regalo di Natale dell’Istituto Superiore di Sanità (organo di ricerca del Ministero) sono le Linee Guida per la Gravidanza Fisiologica. Le linee guida sono lo strumento che consente a professionisti e mamme di valutare i comportamenti migliori per assicurarsi una buona gravidanza e un buon parto.

Qui vi riportiamo le notizie per noi più significative di un documento è corposo e lungo. Le cose sancite sulle linee guida sono ovviamente frutto di evidenze scientifiche estensivamente vagliate, non mere convinzioni di medici e panelisti.

La prima cosa da sottolineare, e’ che il documento sancisce in modo chiaro che le scelte delle donne e le loro decisioni vanno rispettate sempre, anche quando contrarie alle opinioni del professionista. Sembra una cosa da poco, ma invece è di grande importanza.
I corsi pre-parto aumentano la probabilità di allattare e riducono il rischio di cesareo

Le donne che partecipano a corsi preparto, oltre ad avere migliori esiti di allattamento al seno (numero di donne che allattano e durata), corrono un minore rischio di incorrere in un cesareo (in questo paese dal cesareo facile non è poca cosa…)

L’ostetrica in gravidanza rende più sicuri il parto e l’allattamento.

Una gravidanza seguita dall’ostetrica migliora la salute di mamma e bambino, riduce ricoveri in gravidanza e perdite di feti, riduce il bisogno di ricorrere ad anestesia e ad interventi medici nel parto, riduce i tassi di episiotomia (taglio della vagina durante il parto), aumenta la probabilità di allattare al seno e la soddisfazione delle donne rispetto al parto.
Secondo gli studi internazionali vi è una differenza sostanziale, riguardo ai temi di cui sopra, quando la donna è seguita da un’ostetrica, collegata ad una rete di medici, consultori e strutture a cui appoggiarsi in caso di necessità, rispetto a donne seguite da medici e specialisti.

Cosa NON mangiare in gravidanza

Oltre ad una dieta variata, le linee guida esplicitano l’opportunità per la donna di introdurre abbondanza di fibre derivate da cereali integrali, frutta e vedura.

Ci sono anche cibi e sostanze da evitare però:

- Fegato e derivati: un eccesso di vitamina A, contenuto in questi alimenti, può portare a malformazioni congenite per il bambino (ovviamente state alla larga anche da supplementi vitaminici con vit A)

- pesci pescati di grandi dimensioni (tonno, spada, etc), che, per le loro dimensioni, contengono concentrazioni più elevate di mercurio, altamente tossico

- salumi crudi, carni crude e poco cotte per ridurre il rischio di contrarre la toxoplasmosi (molto più frequente in italia che in altri paesi europei)

- la salmonellosi si previene con un buon livello di igiene e consumando frutti di mare, uova e latte cotti

- la listeriosi si evita stando alla larga da formaggi molli e con presenza di muffe (tipo gorgonzola, etc), e attenendosi alle raccomandazioni per salmonellosi e toxo.

- non consumare alcool né fumare

Il FERRO se non è necessario è dannoso

Il ferro NON va somministrato di routine alle gravide, perché può avere effetti collaterali e non porta benefici se non è necessario.

Il ferro, in donne senza patologie, va assunto solo in caso di livelli di emoglobina bassi E considerando il quadro generale. In particolare i livelli di emoglobina per i quali va VALUTATA, ma non necessariamente prescritta, la supplementazione sono: emoglobina <11g/100ml nel primo trimestre, emoglobina<10,5g/100ml nel 3° trimestre.

Acido folico importante nel primo trimestre

In una donna sana, senza precedenti di difetti del tubo neurale (es. spina bifida), la supplementazione andrebbe fatta da 1 mese prima del concepimento e per tutto il I trimestre. La dose giornaliera appropriata è di 0,4mg al giorno (occhio dunque alle dosi degli integratori, eccedere non è opportuno). L’acido folico (vitamina B9) è un importante integratore in gravidanza per prevenire malformazioni molto rare ma molto gravi.

Viva il sesso in gravidanza

Il sesso in gravidanza, oltre a non essere pericoloso, ha una serie di effetti benefici, in particolare sembra prevenire il parto pretermine, ovvero quando ancora il feto non è ben formato e dovrebbe rimanere nella pancia della mamma.

Si alle cinture di sicurezza per le gravide

Cosa fare per nausea e vomito

Sono sintomi che tendono a sparire tra le 16 e le 20 settimane di gravidanza. L’uso di antistaminici sembra avere efficacia per ridurre i disturbi e non mostra controindicazioni (salvo la sonnolenza).

Tra i trattamenti non farmacologici le linee guida suggeriscono la possibilità di usare zenzero, efficace, ma non estensivamente testato nelle gravide per escludere controindicazioni, e agopuntura o terapie e strumenti che sollecitino il punto di agopuntura P6 (l’interno polso, quello dove si prende il battito).

I controlli da non fare di routine

Nelle linee guida si sconsigliano di routine: la misurazione del peso (salvo in casi a rischio), l’esame del seno (non associato a maggior tasso di allattamento), l’esame pelvico, di qualsiasi genere, con l’obiettivo di diagnosticare la sproporzione feto pelvica.

Tampone per streptococco B prima del parto

Le linee guida raccomandano l’indagine per lo streptococco B (attraverso il tampone vaginale e rettale) a 36/37 settimane (non prima), e il trattamento antibiotico durante il parto per coloro che risultano positive.

Chi è positiva al toxoplasma…

Non ci sono evidenze che la profilassi antibiotica in gravidanza, della gestante che ha contratto la toxo, prevenga il contagio del feto. Inoltre le indagini con amniocentesi per valutare se il feto ha contratto la toxo, generano 18,5 aborti addizionali per prevenire 1 caso di toxo congenita... ne vale la pena?

No alla curva glicemica, minicurva & company

Le linee guida affermano chiaramente che non vanno utilizzati minicurva, glicosuria, glicemia plasmatici a digiuno per prevenire il diabete gestazionale. Inoltre il diabete gestazionale può, in molti casi, essere tenuto a bada con una corretta dieta e con l’attività fisica.

Pre-eclampsia

La pre-eclampsia è una condizione che va tenuta sotto controllo perché molto pericolosa per la gestante. Questa si manifesta  dopo il 4° mese con ipertensione (pressione molto alta: minima a 110-90 o più) e protenuria (proteine nelle urine). Questi sintomi sono presenti nel 10% della gravide, ma portano a pre-eclampsia il 2% delle gravide.

Per questo la pressione arteriosa andrebbe misurata con regolarità in gravidanza, e con maggiore frequenza in donne a rischio. Indicazioni specifiche su sintomi e condizioni di rischio a pagina 179 delle Linee Guida

Placenta previa, diagnosi non prima di 32 settimane

La diagnosi di placenta previa deve essere confermata a 32 settimane.

Il bimbo cresce bene?

Nei numerosi studi presi in considerazione emerge la seria difficoltà a predire con certezza di essere di fronte a feti di piccole dimensioni ( del percentile più alto) attraverso i vari sistemi di misurazione: palpazione, Doppler, ecografia, misurazione del liquido, biometria fetale.

La misurazione di una crescita adeguata del bambino viene raccomandata con la misura della “distanza fondo uterino-sinfisi pubica”, ovvero con il tradizionale sistema che misura la distanza (presa esternamente, sulla pancia con uno strumento come il metro da sarta) dal pube alla sommità dell’utero (la parte superiore del pancione), dopo le 24 settimane.

Com’è girato il bimbo? e se è podalico?

La presentazione fetale non va diagnosticata prima di 36 settimane, perché farlo prima può indurre preoccupazioni ingiustificate.

I feti podalici sono intorno al 3% delle gravidanze a termine. In Italia nascono per il 94% con taglio cesareo, in UK la percentuale di cesareo sui podalici è dell'88%.

Tuttavia in caso di feto podalico va offerto il rivolgimento manuale (una manovra condotta in ospedale sotto controllo ecografico) a 37 settimane. Il successo della manovra varia dal 30% a 80%, in generale si considera un successo del 40% nelle nullipare e del 60% nelle multipare.

Le raccomandazioni non si pronunciano in modo definitivo sulla moxibustione, che andrebbe effettuata tra 32 e 33 settimane (epoca un po' precoce per stabilire che il feto e' podalico...).

Gravidanza oltre le 40 settimane, che fare? Niente almeno fino a 41!

Va attesa l'entrata in travaglio spontanea, senza induzione e senza monitoraggio senz'altro fino a 41 settimane. Tra 41 e 42 settimane è opportuno offrire l'induzione o il monitoraggio della gravidanza. Se la donna rifiuta l'induzione è opportuno intensificare i monitoraggi nella 42esima settimana di gestazione. Fino a 41 settimane + 0 giorni, i benefici connessi all'induzione del travaglio vanno controbilanciati con i rischi e le complicanze legati all'intervento. Dalle 41 settimane il rapporto benefici / danni PUO' essere considerato a favore dell'induzione. La scelta deve tenere conto delle preferenze della donna.

Per leggere o scaricare il volume clikkare su: Linee Guida per la Gravidanza Fisiologica

Il documento Linee Guida per la Gravidanza Fisiologica prodotto dal panel (oltre 30 persone, competenti a vario titolo, e rappresentanti di tutte le figure coinvolte: dalle mamme, ai medici di base, neonatologi, ostetriche, ginecologi, anestesisti, consulenti legali, ricercatori, etc.) è un libro di oltre 200 pagine, molto interessante, ricco di indicazioni di letteratura scientifica, risultato di oltre 2 anni di ricerche ed analisi.

immagine: guida consumatore

Articoli correlati (da tag)

  • Sesso ad Alto rischio (con video) Sesso ad Alto rischio (con video)

    Per il tema della "buona nascita" vogliamo condividere questa divertente mini-commedia, tratta da "Creazione spontanea: 101 ragioni per non far nascere tuo figlio in ospedale" di Jock Doubleday's*...

    Questo diverso punto di vista e prospettiva sul sesso, potrebbe indurci a qualche riflessione anche su come compiamo scelte banali che riguardano il parto.
    E per continuare a sorridere, mentre riflettiamo, in fondo trovate le scene di nascita di un famoso film comico inglese.... buona lettura e buona visione!

  • Meccanismi fisiologici del parto Meccanismi fisiologici del parto

    Pubblichiamo oggi un bellissimo brano tratto da Lo Yoga per la Gravidanza: corpo e mente in viaggio verso la nascita, lo scritto è di Barbara Siliquini. Si illustrano molto bene la fisiologia del travaglio e i meccanismi perfetti e incredibili che la natura ha previsto per condurci al parto, senza tralasciare di sottolineare come essi siano delicati. Quindi, per una buona esperienza di parto, è importante assicurarsi che le condizioni intorno a noi non disturbino il nostro innato sapere, quello da solo è il nostro più potente alleato.

    Il parto, la tua personale scalata dell'Everest

    Ti sei preparata lungo i nove mesi per questo evento.

    Hai mai pensato al parto come ad uno degli eventi che riguardano la sessualità femminile? Come le mestruazioni, o la menopausa e l’atto riproduttivo, il parto appartiene alla sfera della tua sessualità. Se guardi a questo evento con tale ottica, appare importante e più naturale considerarlo come un evento intimo, da proteggere, da vivere con fiducia rispetto a te stessa e al tuo corpo.

    Proprio come le altre funzioni vitali del tuo corpo, partorire non è legato ad un competenza specifica, al sapere o non sapere partorire, all’essere capace o non capace, portata o non portata per il parto. Il parto è una funzione che ti è propria in quanto donna, il tuo corpo ha insito un sapere innato, un codice genetico in grado di attuare dei meccanismi perfetti che ti condurranno attraverso il parto e che daranno ad ogni momento e ad ogni sensazione un significato preciso.

     

    I meccanismi del travaglio

    Il tuo bambino è il principale attore nello scatenare l’avvio del parto. Dal punto di vista fisico, lo fa attraverso un dialogo ormonale del suo corpo con il tuo, ovvero avvisandolo che il suo sviluppo è compiuto, i suoi polmoni sono pronti e che quindi lui dà il suo benestare all’inizio del travaglio. Questo genera il rilascio sostanze, nel liquido amniotico, che inducono il tuo corpo a secernere a propria volta ormoni che preparano l’utero, ad esempio ammorbidendone il collo.

    Ti potrebbe essere utile sapere cosa avviene nel tuo corpo al momento del travaglio e del parto, per capire come ogni cosa abbia un suo senso.

    La funzione del parto è regolata da una parte del nostro cervello che è definita ancestrale, ovvero quella che era presente già milioni di anni fa nelle prime forme umane. E’ la parte più piccola del cervello, responsabile di una parte molto ridotta delle funzioni del cervello, ed è quella nella quale risiedono i centri che regolano le funzioni vitali e involontarie: il sonno, il respiro, le reazioni istintive, le funzioni escretorie, etc.

    L’ormone principe del parto, è l’ossitocina. Ogni contrazione dell’utero è resa possibile da una scarica di ossitocina. Questa scarica produce un effetto sulla muscolatura involontaria dell’utero, utile a modificarne la forma, ammorbidendone e allargandone l’apertura e massaggiando il tuo bambino verso l’uscita.

     

    Il dolore e la risposta biologica

    Questa modifica del muscolo uterino, indotta dall'ossitocina, è in genere avvertita come una contrazione dolorosa, a volte molto dolorosa. E’ utile ed interessante sapere che il dolore, che nella maggior parte delle donne accompagna il travaglio, ha una caratteristica in apparenza banale, ma molto importante: è intermittente. Ovvero ad ogni ondata di spasmo, segue un intervallo di totale e completa assenza di sensazioni dolorose, anzi quella pausa è spesso caratterizzata da una sensazione di benessere o di tale rilassatezza da indurre al sonno. Nei travagli non medicalizzati, non è affatto infrequente sentire raccontare di donne che sonnecchiano tra una contrazione e l’altra. Ma come è possibile?

    L’impulso del dolore conseguente alla contrazione attivata dall’ossitocina, arrivando al cervello, fa scattare un meccanismo di “protezione”: il cervello, messo in allarme dal senso di dolore, mette in circolo un anestetico che ha l’effetto della morfina: si tratta delle endorfine. Le endorfine sono oppiacei naturali, ormoni prodotti dal nostro corpo che hanno un effetto gratificante e calmante.

    Ti è mai capitato di fare una lunga e faticosa camminata in montagna per raggiungere un rifugio, o un’ora di esercizio aerobico in palestra… tutto il percorso è caratterizzato da una grande fatica fisica, a volte ti sembra di non farcela più, che tutto ti faccia troppo male. Finalmente arrivata alla cima, o finita la lezione, ti senti estremamente soddisfatta, appagata e orgogliosa del risultato raggiunto. Beh, quella sensazione è prodotta proprio dalle endorfine che il tuo corpo produce per bilanciare il grande lavoro e la grande fatica fatta.

    Durante il travaglio, una volta che le endorfine hanno fatto rientrare il segnale d’allarme, arriva una nuova ondata di ossitocina, una nuova contrazione che ti avvicina al momento in cui conoscerai il volto della tua creatura. E così il travaglio procede e arriva al momento in cui il corpo della tua creatura lascia definitivamente il tuo.

    Le sensazioni di dolore che spesso accompagnano le contrazioni, hanno anche un significato fisico, cioè hanno la funzione di stimolarti a trovare le posizioni e le modalità che ti sembra riducano tale dolore. Tali posizioni e modalità sono molto spesso proprio quelle che consentono al tuo corpo e alla tua creatura di posizionarsi al meglio per agevolare il passaggio attraverso il canale del parto e la tua vagina. Così ad es. a volte le donne sperimentano che muovere il bacino oscillandolo, come nei movimenti della danza del ventre, lenisca il dolore, altre volte mettendosi a carponi. Questi movimenti e queste posizioni spesso aiutano il bebè ad uscire più velocemente o ai tessuti della mamma di distendersi al meglio.

     

    Effetto "disturbo" nel parto

    Essendo il parto regolato dal nostro cervello antico, possiamo pensare che se riuscissimo ad abbandonarci completamente alla nostra parte più istintuale, più puramente mammifera, il parto avverrebbe senza nessun bisogno di controllo né da parte nostra, né da parte di qualcuno esterno. La maggior parte delle difficoltà nel parto, nel caso di una mamma ed un bebè in buona salute, sono infatti legate proprio ai condizionamenti culturali e fisici nei quali siamo immersi nel nostro quotidiano e al momento del parto.

    Infatti, per consentire a questo perfetto meccanismo ormonale e meccanico di funzionare, la natura ha previsto che la neocorteccia celebrale vada a riposo. La neocorteccia è la parte più “recente” del cervello, quella in cui risiedono: le abilità e le competenze che apprendiamo, il linguaggio, la ragione, la logica, e così via. L’attivazione della neocorteccia inibisce la produzione di ossitocina nel travaglio. Ogni volta che la neocorteccia cerebrale viene attivata, durante il travaglio e il parto, rischiamo di interrompere, ritardare, disturbare un meccanismo che ha milioni di anni di perfezionamento e che assicura un parto “fisiologico”.

    Come si fa quindi a non stimolare ed attivare la neocorteccia per consentire al nostro cervello antico di procedere senza intoppi?

    Le funzioni che stimolano quella parte del cervello sono:

    • il linguaggio, specie quando richiede di pensare,
    • la luce (la vista è infatti uno dei sensi più evoluti),
    • il sentirsi osservati, situazioni di disagio (as es. avere freddo) e la percezione di pericolo.

    Ecco quindi che durante il travaglio è importante assicurare alla mamma un ambiente non troppo luminoso (non è un caso che la maggior parte dei travagli si avviino di notte), non stimolarla con domande o cercando di istaurare una conversazione. Anche il sentirsi osservata, o il sentire freddo attivano uno stato di allarme della madre. La percezione di pericolo e la mancanza di sicurezza possono attivare la produzione di catecolamine, in particolare di adrenalina. Questo ormone è un antagonista dell’ossitocina, ovvero ne inibisce la produzione. Per questo allarmare la mamma, crearle delle tensioni o delle pressioni in modo allarmistico, non aiuterà la progressione del travaglio.

    L’adrenalina è un ormone “contagioso”, cioè alla presenza di una persona che, portata in condizione di stress, o di tensione, o allarmata, produrrà adrenalina, la stessa risposta ormonale tenderà a propagarsi sulle persone che sono intorno. Per questa ragione è opportuno creare, intorno alla mamma in travaglio, un clima disteso e fiducioso, per farlo bisogna ricordare che lei, la sua creatura e i corpi di entrambi sanno cosa fare.

     

    A cura dell'Associazione Parto Naturale (onlus), per il progetto DVD + libro: Lo Yoga per la Gravidanza: corpo e mente in viaggio verso la nascita

     

     

    immagine da: mammedomani

  • Riflessioni sul parto cesareo e non solo... Riflessioni sul parto cesareo e non solo...

    Ieri abbiamo pubblicato su Genitori Channel un articolo dal titolo Il taglio cesareo: prendersi cura delle cicatrici anche dopo anni. L’articolo, scritto da un’osteopata, parlava di una modalità per trattare la cicatrice del cesareo e superare oltre che eventuali fastidi fisici, anche un vissuto emotivo in cui il cesareo non era stato accettato o elaborato dalla mamma, generando quindi un impatto anche su altri aspetti della vita della donna, come quello sessuale o relazionale.

    L’articolo ha suscitato diverse reazioni: donne che si sono riconosciute nello scritto, donne che hanno trovato a tratti termini dogmatici non condivisibili, soprattutto relativamente alla globalità dell’interazione con il figlio o con il compagno.

    Sono molto grata alle mamme che hanno commentato (sulla nostra pagina di Face Book), perché hanno fatto emergere delle spunti importanti, sia per riflettere insieme, sia per approfondire e consentire a me di esprimere ciò in cui credo. Sono grata anche all'autore dell'articolo che io ho trovato molto interessante.

  • L’ostetrica, custode di un’Arte L’ostetrica, custode di un’Arte

     

    manidi Sara Veltro, Ostetrica

    Quando nel 1972 da Torino mi trasferii a Milano, avevo meno di 18 anni e dovevo ancora terminare gli studi di maturità. Per mantenermi, lavoravo e fra un impegno e l’altro approdai alla “ Mangiagalli” la Clinica Ostetrica Universitaria di Milano.

    In Sala Parto, il primo incontro ravvicinato con la nascita. Erano tempi duri, le donne entravano per partorire e anche dopo la nascita del bambino, venivano segregate in sala parto. I familiari dovevano stare fuori. Le poche notizie frammentate arrivavano dal personale che entrava o usciva. Una volta nato, il bambino veniva immediatamente portato alla nursery. Al padre non era permesso prenderlo tra le braccia, per ragioni di “ sicurezza”.

  • Michel Odent: la sacralità della nascita Michel Odent: la sacralità della nascita

    Pubblichiamo il testo dell'intervento di Michel Odent, ginecologo ostetrico e ricercatore di fama mondiale e autore di 11 libri tradotti in 21 lingue.

Aggiungi commento


© 2018 Your Company. All Rights Reserved. Designed By Tripples

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, gestire la pubblicità e compiere analisi statistica del sito. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.