Mercoledì, 05 Maggio 2010 09:10

Giornata mondiale delle ostetriche

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ostetricaOggi si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale dedicata a questa bellissima figura professionale: l'ostetrica.

La definiamo bellissima, perche', quando ben interpretata, l'ostetrica è un po' come la sacerdotessa dell'evento chiave di due individui: la madre e la creatura che nasce. Questi ultimi sono i protagonisti e le entità divine attorno alle quali l'ostetrica si muove.

Ci auguriamo che questa sia soprattutto una giornata di riflessione sul ruolo che la levatrice dovrebbe davvero interpretare affianco alla donna: supporto e sostegno nel sapere del suo corpo, alleata, aiuto pratico e psicologico durante tutto il processo evolutivo della donna: da bambina a donna, da donna a compagna, da compagna a gestante, da gestante a madre, e infine a donna matura. Ma a chi deve sostenere un ruolo così completo ed importante è richiesta una preparazione, una ricerca ed un crescita continua e profonda sia sul piano delle conoscenze, sia sul piano personale. Non può esistere una buona levatrice se non c'è una persona che si cura della propria crescita interiore, la base più solida ed importante, a nostro avviso, per svolgere questa professione.

 

 

Vi proponiamo un estratto da un articolo di Michel Odent, tradotto dall'associazione Non Togliermi il Sorriso che ci da una bella prospettiva del ruolo protettivo dell'ostetrica nel frangente del parto:

L’approccio delle levatrici
Alcune levatrici possono ancora praticare la vera assistenza nella nascita dei bambini, ciò significa non essere prigioniere delle rigorose norme e dei protocolli. Possono svolgere il loro ruolo di protettrici dei processi fisiologici. Immediatamente dopo la nascita del bebè, la preoccupazione principale di queste levatrici è la produzione da parte della madre di una grande quantità di ossitocina, poiché è necessaria per l’espulsione sicura della placenta e perché è l’”ormone dell’amore”. Prima di tutto si assicurano che la stanza sia abbastanza al caldo. [...] Altro suo obiettivo è assicurarsi che la madre non venga distratta da niente mentre sta guardando negli occhi il suo bebè e sta sentendo il contatto della sua pelle. Ci sono innumerevoli evitabili modi di distrarre la madre dal bebè in questa fase. La madre si può distrarre perché si sente osservata o controllata, perché qualcuno sta parlando, perché colui che sovrintende al parto vuole recidere il cordone prima dell’espulsione della placenta, perché il telefono squilla, perché viene accesa improvvisamente una luce, ecc. In questa fase, dopo un parto in condizioni fisiologiche, la madre si trova ancora in uno stato di coscienza particolare, come su di un “altro pianeta”. La sua neocorteccia si sta ancora più o meno riposando. Il cartello dovrebbe essere: “Non svegliate la madre!”
Proponiamo poi questa definizione di ostetrica tratta da una delle presentazioni ai numerosi eventi organizzati in questa occasione:

Antichissima tra le arti, l'ostetricia si è sviluppata da una base di elementare e ineludibile necessità: la richiesta della donna di essere sostenuta ed affiancata nel momento complesso e sempre misterioso in cui una nuova creatura viene al mondo attraverso il corpo materno. La levatrice non è un medico, non lo è stata mai: è piuttosto la portatrice di un sapere trasmesso da donna a donna.Attorno alla sua opera e alla sua figura la fantasia popolare ha generato un'infinità di racconti e di affascinanti credenze, non di rado sconfinanti nel territorio della magia o del soprannaturale. Come ogni altro momento cruciale dell'esistenza umana, fin dall'antichità il parto è circonfuso di un alone di reverenza e curiosità mista a timore, ed è stato, per secoli, gestito da sole donne esclusivamente da donne. Un atto di riconoscimento alla figura della levatrice, garante di vita, confidente e spesso custode, di segreti indicibili, è dovuto.

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