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Venerdì, 15 Febbraio 2013 08:34

Un ginecologo a favore del parto naturale dopo cesareo in Campania

VBAC in ospedale VBAC in ospedale Philip J Beyer

Per la rassegna sul vbac oggi vi presentiamo i problemi visti "dall'altra parte": Caterina ha raccolto per noi la testimonianza di un ginecologo favorevole al vbac e delle sue difficoltà a lavorare in una realtà difficile come quella di una delle Regioni con il più alto tasso di cesarei in Italia: la Campania.

Per una donna che ha subito un cesareo avere un VBAC (parto naturale dopo cesareo, in inglese Vaginal Birth After Cesarean) spesso non è semplice.
Il VBAC viene consigliato dall’OMS, dalle Linee Guida Ministeriali, viene ritenuto più sicuro di un secondo cesareo elettivo da una vasta letteratura scientifica (anche dopo più cesarei, secondo uno studio statunitense), ma sembra che in molti ospedali venga ancora ritenuta più un’eccezione che la regola.
Così per avere un parto naturale si incontrano ostacoli di ogni tipo. Dal terrorismo psicologico, a veri e propri dinieghi all’assistenza (vedi la testimonianza raccolta su GC).
Questo fa rabbia, e c’è bisogno di chiedersi perché la situazione sia ancora questa, malgrado tutte le posizioni autorevoli.

R. è un ginecologo, l’ho incontrato sul forum di partonaturale, che è nato proprio per dare sostegno a donne alla ricerca di un VBAC, ed in questi anni l'ha fatto con grande efficacia.
Per me è stato molto importante il punto di vista di un operatore, che nel parto naturale dopo cesareo crede, ma vive dall’altro lato la difficoltà di farlo affermare (naturalmente stiamo parlando di parto ospedaliero, ed abbiamo esplicitamente scelto di farlo perchè riguarda la stragrande maggioranza delle nascite).

Inoltre R. opera in una situazione purtroppo non semplice, quella della Campania, dove la percentuale di cesarei è in media del 60%, secondo dati del 2010, e per di più in un trend continuo di crescita!
Abbiamo quindi deciso di farvi ascoltare la sua voce, consapevoli che sarà solo dalla collaborazione tra donne ed operatori che si riuscirà a cambiare il mondo, una nascita alla volta, per usare le preziose parole di Ibu Robin Lim.

Mutuo aiuto, assistenza, sostegno emotivo

 

Caterina (C): Perchè hai sentito il bisogno di approdare in un forum che parla di parto naturale, nato soprattutto per il mutuo aiuto e per favorire la diffusione di informazioni corrette proprio sul VBAC? Cosa cercavi che ti manca nella quotidianità ospedaliera? Qual è stata la molla che ti ha spinto proprio lì?

Ginecologo (R): Sono finito sul forum per caso, navigando alla ricerca di informazioni sul VBA3C (parto vaginale dopo tre tagli cesarei). Mi era stato chiesto da una donna, infatti, di assisterla durante un travaglio con 3 TC (tagli cesarei) pregressi.
Proprio su Genitori Channel, ho avuto le conferme che cercavo, leggendo il racconto di una donna che era fuggita da un ospedale dove volevano operarla d’urgenza, per poi avere in casa il suo VBA3C.
Durante quel periodo mi davo da solo del folle, per non aver negato da subito il mio appoggio a quella donna, ero in preda a tanti dubbi, sentivo tanta pressione, al punto che avevo chiesto al Primario, oltre all’autorizzazione, la gentilezza di non parlare con i miei colleghi, prima del travaglio.
Le uniche testimonianze favorevoli mi venivano solo dall’operato paziente di chi, raccogliendosi in rete, provava a sostenere chi si sentisse solo, nella ricerca di un VBAC. E mi sono sentito sostenuto, da medico, da un manipolo di eroine, di formichine operose, dalla loro coscienza, che vibrava in assonanza con la mia, malgrado le nostre distanze (i ginecologi sul forum sono spesso attaccati).
Ho letto pareri di mamme, ostetriche, doule, ed ho capito che quello che immaginavo potesse esserci nell’animo delle donne esiste per davvero e, soprattutto, che esiste davvero quella seconda cicatrice invisibile e profonda che un TC lascia, oltre a quella che vediamo sulla cute.
Quando il VBA3C è andato come credevo, e cioè alla grande, con un travaglio di circa 2 ore, ho voluto ringraziare queste donne e fornire loro una testimonianza duplice: un VBA3C in ospedale si può ed è avvenuto a Napoli, ahimè patria del cesareo, dove qualcosa si sta muovendo. 

C: Ed invece, alle donne, a chi arriva in cerca di assistenza, in particolare quando desidera partorire naturalmente dopo un cesareo, a loro cosa credi che manchi?

R: Non posso dire che manchi l’informazione. Se una persona vuole e sa muoversi, in rete c’è tantissimo materiale, comprese le linee guida ministeriali, che davvero non lasciano spazio a dubbi.
Manca forse il sostegno, innanzitutto da parte dei familiari, (ci sono donne che mentono sulla DPP e non parlano dei loro “folli” propositi che condividono solo con il papà del nascituro), ma anche da parte degli operatori del settore: sul forum ho visto testimonianze di donne che raccontano di aver subito frasi del tipo “lei è pazza, vuole lasciare degli orfani?". Etc., oppure anche rifiuti.
In sostanza quello che manca davvero è l'accoglienza della donna in attesa. Tutti sappiamo rilevarle i parametri, fare ecografie, visitare, ma credo che in pochi ci sia la predisposizione ad andare oltre, comprendere le varie fasi emotive che attraversa. Ognuna può avere ansie o fobie che poi possono slatentizzarsi durante un travaglio, che è la fase più delicata ed è vissuta spesso come una “prova con se stessa”.
Insomma, a parità di gravidanza, travaglio e parto fisiologico, due donne diverse non vanno assistite, incoraggiate e supportate alla stessa maniera. Io dico che questo dover capire è il sale del mio lavoro, gli dà sapore. Altrimenti rischierebbe di essere noiosa routine. Ma questo non vale solo per il VBAC: una donna che si sente compresa avrà meno difficoltà a far capire o a raccontare i suoi demoni interiori, se presenti.


C: Quindi, potendo per un momento immaginare l’ospedale ideale, o meglio ancora il luogo del parto ideale, come lo immagineresti?

R: Una casa del parto. Ma in ospedale. Un luogo dove, per citare il titolo di un film che spesso accompagna i “raduni delle streghe”, la donna sia davvero libera di scegliere.

Il VBAC visto "dall'altra parte"

 

C: Perchè pensi che il VBAC sia ancora così un percorso in salita? Cosa pensi che freni i tuoi colleghi, soprattutto in una realtà operativa come la tua, dall’accettarlo come la scelta migliore, appurato che allo stato della ricerca scientifica lo è?

R: Credo che il VBAC sia frenato per le stesse ragioni che rendono così elevate le percentuali di taglio cesareo alla prima gravidanza. Cultura generale, un’idea che si è fatta strada a causa degli operatori ma anche a causa dell’operato della stampa e del corso della giustizia.
Tutto questo si traduce in una pressione elevatissima a carico di chi lavora in sala travaglio o in sala parto; anche io la avverto tutti i giorni. Gestire i timori, le ansie, la paura, non è facile, nemmeno per chi indossa un camice. A volte immagini di poter essere sbattuto sulle pagine dei giornali come se fossi un criminale, di poter essere giudicato con gli stessi capi di accusa che vengono mossi a chi accoltelli una persona: lesioni personali, omicidio. E quindi nasce la cosiddetta medicina difensiva: c’è tanta paura da parte d chi fa questo lavoro, talvolta inconsapevole.
Insomma, io dico sempre scherzando che se il VBA3C fosse andato in un certo modo, io sarei stato affiancato a Jack lo squartatore o al mostro di Firenze. Certo oggi non sarei qui a scrivere. Credo che avrei rischiato un licenziamento.

C: Quali pensi che siano le reali controindicazioni ad uno VBAC?

R: Le indicazioni assolute ad un taglio cesareo. Non affronterei un travaglio per un VBAC per le stesse ragioni per le quali non affronterei un travaglio non VBAC.

C: Quindi cosa consiglieresti ad una donna precesarizzata che vuole partorire naturalmente ed incontra l’ostracismo medico e sociale?

R: Quello che consiglierei a chiunque sia in attesa. Informarsi sulla struttura a cui ci si vuole affidare e sulle persone a cui ci si affida.
In generale diffiderei di chiunque risponde in modo evasivo, senza fornire dati e pareri certi. Anche se non si può fornire una risposta esaustiva ad una domanda, è possibile non lasciare un senso di vuoto nella persona che l’abbia formulata.

 

a cura di Caterina Lazzari
grazie ad R. per il suo lavoro e per la sua grande disponibilità a dividere con noi questi pensieri

 

immagine: Philip J Beyer

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole.
Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

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Commenti   

+1 # Emanuela 2013-03-08 16:14
Tutto ciò che dice questo 'Grande' Dottore è verissimo, tutti dovrebbero essere come Lui ma purtroppo è l'eccezione che conferma la regola e cioè che la stragrande maggioranza dei 'dottori' oltre a essere assolutamente insensibile ai bisogni e/o desideri dei pazienti, si ostina ad andare contro il progresso medico/scientif ico in questo caso assolutamente a favore del VBAC. Io sono a 39 settimane di gravidanza e stanca di essere chiamata folle ho deciso di iniziare il travaglio in casa e poi recarmi in ospedale non nego che mi fa un pò paura essere sola in un momemto tanto delicato ma non voglio assolutamente rinunciare ad avere un parto naturale dopo essere stata letteralmente violentata con 2 tagli cesarei completamente inutili. Purtroppo anche la mia situazione economica è contro di me altrimenti sarei andata a partorire in un ospedale del nord dove la pratica del VBAC è una routine più che una follia. Le mie ricerche di sostegno sono state effettuate tra Puglia dove vivo e Campania dove vivono i miei ma senza successo. In molti ospedali dopo aver cercato di esporre i miei desideri mi è stata addirittura negata l'assistenza. E' possibile poter contattare questo medico?
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0 # bs Genitori Channel 2013-03-08 18:19
Cara Emanuela, le risorse a tua disposizione sono 2: il gruppo di facebook Noi Vogliamo Un VBAC facebook.com/.../...
e il forum di PartoNaturale partonaturale.net/.../...

in entrambi questi spazi potrai trovare donne che ti indicheranno i posti "amici" nel sud di italia e troverai tanto sostegno.

Ad esempio so che Giovanna Riso, moderatrice del forum, ha avuto il suo VBA2C all'ospedale di Reggio Calabria.
In Campania ci sono ostetriche illuminate a cui ci si puo' rivolgere.

Noi facciamo il tifo per te, se digiti VBAC nel nostro "cerca" troverai molti riferimenti scientifici e racconti di VBAC anche dopo piu' cesarei. Trai forza e vai avanti per la tua strada.

L'ideale sarebbe avere affianco a te una doula o un'ostetrica che ti stia vicina durante il travaglio e ti accompagni in ospedale.

Chiedi dove ti ho chiesto, vedrei che qualcosa viene fuori.

in bocca al lupo e quando avrai ottenuto il tuo vabc vieni qui a dircelo!!!
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0 # serecris 2013-04-15 19:34
:D sono contenta che ci siano medici a favore del vbac. Peccato che non mi sia bene informata in questa seconda gravidanza, purtroppo ho lasciato che mi tagliassero la seconda volta, tra l'altro in pieno travaglio, utero dilatato ebimbo incanalato, per le loro stupide convinzioni! Il solo pensiero mi riempie ancora di rabbia... spero un giorno di dimenticare.. :cry:
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