Bimbi e svezzamento: cura, attenzione, rispetto ed esperienza

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Durante il periodo di svezzamento dei bambini: scegliere bene, fidarsi di loro e aiutarli a sperimentare.

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Lunedì, 06 Giugno 2011 13:10

Un lungo travaglio per un parto veloce

Gemma Gemma di Kym McLeod - www.gisministry.org

Gustiamoci il racconto di questa bella nascita, a volte il travaglio inizia tanti giorni prima e lavora un po' ogni giorno per aiutarci ad un parto veloce... ma l'attesa può essere snervante.

***

 

Le prime 2 contrazioni dolorose, di schiena... a partire da quel momento è stata una danza continua, un avvicendarsi di alti e bassi, di sbalzi di umore, ansie, incertezze e impazienza. La lunga "preparazione" a questo parto è cominciata il giorno del compleanno di Eleonora, la mia priama figlia, il 21 aprile -2008: 

Tutto va benissimo, la testa della creaturina è sempre più bassa, so che ci stiamo preparando ad incontrarci, che tutte queste contrazioni preparatorie dovrebbero rendere più rapido il travaglio, ma arrivo a termine ormai snervata, mi sembra ogni giorno sia quello giusto, che il travaglio stia per partire... e invece no. sono ormai insofferente verso tutto e tutti. Silvio sente la mia tensione e la condivide, anche Eleonora sa che sta succedendo qualcosa ed è sempre più nervosa. All'incontro con le ostetriche il giorno della dpp, loro mi "impongono" di staccare, di trovare il modo di rilassarmi e svuotare la testa da tutti i pensieri. Io sento che la situazione mi sta sfuggendo di mano e cerco di seguire il loro consiglio. Approfitto dell'aiuto dei suoceri che mi tengono Eleonora per qualche ora e mi faccio coccolare da Silvio. Riscopro il piacere di leggere un libro in giardino senza pensare a niente, per 2 giorni non penso quasi neanche al fatto che sto per partorire, infatti sembra anche si fermi tutto, niente contrazioni, mi chiedo che senso abbia, non capisco, sento che la testa è ormai bassissima, mi chiedo come faccia a stare ancora dentro... è venerdì, vado al corso pre-parto come se niente fosse, le mie "compagne" dedicano un canto al mio bimbo e poi la danza ricomincia, una giornata quasi ininterrotta di contrazioni, sempre più dolorose, ma non sono quelle giuste, so che le riconoscerò, come è avvenuto la volta scorsa. Passo la notte svegliandomi ad intervalli regolari per i dolori, sono veramente stanca e demoralizzata, mi chiedo quando possa ancora andare avanti, sono ormai 20 giorni che ci prepariamo!

Anche il sabato mi sembra una contrazione quasi continua, ho paura ad andare a dormire, tanto so che non riposerò granché. Poco, prima dell'una mi rassegno e vado a letto, mi sveglio ad intervalli regolari. Alle 2,29 la contrazione che mi fa contorcere nel letto è decisamente di un altro tipo. Non riesco a stare sdraiata e mi alzo appena ne ho la forza terrorizzata dall'idea di doverne affrontare un'altra dello stesso tipo immobilizzata nel letto!

A fatica scendo al piano di sotto, dove mio marito ancora sveglio sta giocando al computer. Mi siedo sulla poltrona e aspettiamo... dopo 5 minuti, puntualissima arriva la seconda contrazione. Non ho dubbi, questa volta ci siamo sul serio! Da un lato sono felice, finalmente! E' una liberazione. Dall'altro mi chiedo se sono scema ad aver bramato così tanto questo momento, fa male!!!! Non so mica se riesco a restare calma e ricordare tutti i bei discorsi fatti in corso pre-parto, letti sui libri e a respirare...

Sento il bisogno di andare in bagno, la posizione mi allevia leggermente il dolore. Intanto Silvio non riesce a stare fermo, comincia a tirare fuori i teli e le lenzuola, i cuscini e a preparare la stanza. Non sono passati neanche 20 minuti, ma mi dice "io chiamo Virginia". Non gli rispondo neanche.

Dopo aver parlato con l'ostetrica mi propone di entrare nella vasca da bagno, ci avevo pensato, ma non mi sembra nemmeno possibile riuscire a muovermi. In tutti i casi gli dico di si, di riempirla. Mentre aspetto, comincio a tremare! Tra una contrazione e l'altra non riesco più a fermarmi, non riesco a muovermi, ma neanche a stare ferma, è una sensazione bruttissima, cerco di respirare, ma non è facile, mi sembra di non controllare più il mio corpo! Mi accendo 3 lumini e finalmente entro nell'acqua. La prima sensazione è di fastidio, ma quando finalmente sono tutta nell'acqua sento che la tensione diminuisce: miracolo!!! Tra una contrazione e l'altra mi posso di nuovo rilassare, è bellissimo.

Ma l'idillio dura poco, al culmine della contrazione successiva sento di dover spingere! Silvio che è di fianco a me, lo capisce dalla mia faccia "se devi spingere dimmelo". Sento che è un po' spaventato. Lo sono anche io a dire il vero. Insomma ho sempre detto che volevo farlo da sola questo bimbo, l'ho anche sognato, ma adesso ho paura! e se non è vero che è il momento di spingere? e se spingendo rompo tutto? Per fortuna la contrazione passa, tutto si rilassa di nuovo.

Ecco, sono arrivate le ostetriche, sento che entrano, salutano parlando a bassa voce e una per volta entrano a vedere come va, Valerie arriva x prima. Non chiedono niente, mi sorridono e mi confortano. Ho Virginia vicina quando arriva una nuova contrazione, ecco il culmine, non ce la faccio, lo urlo "io devo spingere!". Mentre lo ricordo sento ancora la stessa sensazione incontrollabile, sento la mia voce trasfigurata dal dolore, dallo spavento e dalla gioia. Virginia mi sussurra di dire al bimbo di fare piano, di rallentare un po'. Cerco di respirare e senza sapere come e perché le mie mani scendono in mezzo alle gambe, toccano la sua testa, per metà fuori ormai. E' viscida nell'acqua, morbida, una sensazione stranissima, ma esattamente identica a come l'avevo sognata. Intanto è arrivata anche Valerie, preoccupata che il papà non riesca a vedere nascere questo figlio urlo quasi "chiamate Silvio!" e aspetto con impazienza la spinta successiva, brucia un po' e sento che tutti i tessuti sono al massimo della tensione. Finalmente la testa è tutta fuori, penso che il peggio è passato. continuo a sostenere la testa con le mani. sento la sua spalla che ruota e poi scivola fuori, tutto il corpo è in braccio a me ormai. sono le 3,29. Goffamente lo sollevo, Virgi mi aiuta, ma in quegli istanti è come se fossi sola con quel bellissimo fagottino bagnato, viscido, morbidissimo con il suo spesso strato di vernice caseosa. Lo guardo innamorata, incredula che sia stato così veloce, che finalmente sia tra le mie braccia.

Silvio mi chiede se non sono curiosa di sapere se è maschio o femmina, io gli rispondo che non mi interessa, sono persa, mi sto godendo questi attimi indimenticabili.

Poi finalmente mi decido a scoprire di che sesso è, e mentre la sposto scopriamo che ha ancora un giro di cordone intorno al collo, non ce ne eravamo neppure accorti. Virginia mi aiuta a toglierlo e finalmente scopro che è un'altra femmina. Nessuna delusione, in fin dei conti lo sapevo che sarebbero state 2 bimbe.

Anche se mi hanno coperta con un asciugamano comincio ad avere freddo, mi aiutano a sedermi sul bordo della vasca e mi coprono meglio con un accappatoio. Aspettiamo la placenta, ma le ostetriche sono tranquillissime, ci lasciano soli, io e il papà a far conoscenza con questa piccolina. Ogni tanto le cambiamo i telini xchè non prenda freddo e la coccoliamo.

Ad un certo punto sento che la placenta deve uscire, mi sollevo leggermente e scivola fuori, sento il suo peso, mi dico che deve essere più grossa di quella di Ele, non mi ricordavo questa sensazione. Adesso la mia pancia è veramente vuota! Le ostetriche raccolgono la placenta in un catino, mi puliscono le gambe, mi asciugano i capelli. Mi sento coccolata, una sensazione di calore, gradevolissima. Mi hanno preparato un the, lo bevo con gusto. Intanto la bimba ancora senza nome sta facendo la sua prima poppata. Ha trovato subito il seno, si è attaccata con precisione e sta ciucciando con vigore.

Mi infilano la camicia da notte e ci trasferiamo nella stanza vicina che hanno scaldato con una stufetta e dove Silvio ha preparato un letto per noi.

Le ostetriche controllano la placenta, mi visitano, una piccolissima lacerazione, non c'è bisogno di punti.

Mi accorgo che dalle persiane comincia a filtrare la luce del sole, comincio ad essere stanca. Resta solo più da tagliare il cordone e poi, leggere come sono arrivate, le ostetriche se ne vanno...

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