Giovedì, 13 Ottobre 2011 06:59

Corso preparto: la psicologa

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Continua l'avventura di Monia Scarpelli, in questo articolo ci parla dell'inconrto con la psicologa durante il corso pre-parto, un aiuto per attraversare serenamente il grande cambiamento della gravidanza e della nascita di tuo figlio.

Aveva sì e no vent'anni. Via, forse esagero... ventitrè? No, non poteva averne di più! Eppure faceva praticantato come psicologa d'appoggio al nostro corso pre-parto.

Da tempo leggevo di depressione post-parto, di blue days, di giornate di crisi nera che investono le neo mamme come i cavalloni che sommergono d'inverno gli scogli in mezzo al mare. E ci credevo: un cambiamento così grande non può essere indolore.

Una volta rimasta incinta e trascorsi diversi mesi, la convinzione si era rafforzata; non solo succede perchè il cambiamento è grande, ma succede perchè il nostro universo interiore subisce un piccolo – piccolo un cavolo! - Big Bang. Gli ormoni fanno il trenino come ubriachi a mezzanotte nelle feste di capodanno più kitch, la tua idea di te stessa, qualunque fosse stata, è rivoluzionata. Forse mi sono salvata un po' perchè la mia autostima era già piuttosto bassa (come il resto di me dopotutto...) e non poteva scendere granchè, ma ricordo che mi sentivo sexy come una cozza ricoperta di mucillaggine subito dopo il parto! Cambiano le tue responsabilità, la tua scala di priorità, cambiano quello che gli altri si aspettano o sembrano aspettarsi da te; il tuo corpo è diverso e anche il rapporto col tuo compagno e, in tutto ciò, il tuo fisico passa da due fasi inevitabili: quella barbapapà e poi quella aspic/budino. Anche se devo ammettere che io mi sentivo bellissima durante la gravidanza, finalmente la pancia era giustificata e meravigliosamente al suo posto! E questo chiarisce anche un bel po' quanto sono strana...
Comunque, anche per questo ma soprattutto per ragioni sicuramente più sensate di quelle che ho elencato, il corso pre-parto prevedeva un sostegno psicologico prima, durante e dopo. Tutto iniziava con quel colloquio, che, se messo in fila con i colloqui di lavoro che avevo sostenuto nella mia giovane vita, risultava essere almeno il centocinquantesimo, ma che mi appariva come e peggio del primo.
“E come se lo immagina?”
“Mah... credo come tutte le mamme: che mi sorride e gioca con me”
“Lei pensa che tutte le mamme s'immaginino così?”
“Sì... no?!”
In quel momento ho capito alcuni concetti fondamentali, che mi sono stato utili in ogni momento della mia breve carriera di mamma: la risposta giusta non esiste; segui l'istinto e farai bene nella stragrande maggioranza dei casi; non dare per scontato che quello che provi sia condivisibile con gli altri e, ultimo ma non meno importante, non dare per scontato quello che senti: potrebbe essere speciale e magico, perchè forse anche tu sei un po' speciale e magica.


di Monia Scarpelli, autrice di “Mani di vaniglia: nascita di una mamma in 40 settimane

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