A Milano un ciclo di incontri che utilizzano le fiabe come strumento di ricerca di sè

A milano c'è un teatro in cui i bambini sono insieme spettatori e attori.

La vita non è una fiaba, ma forse una favola sì... ci si sveglia leggiadri, si saltella allegramente verso il quotidiano, si pulisce soavemente, e si rientra al castello in groppa al cavallo del principe azzurro... o no?!!!
A questa domanda risponde Monia con questo suoo post...

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E' l'alba: Biancaneve si stiracchia in maniera leggiadra, svegliandosi spontaneamente già truccata e pettinata, col sorriso sulle labbra.

Le 6,30 in casa nostra: la tua mamma, tesoro mio, deve svegliarla il babbo scuotendola come una maracas per scrollarle un po' di bradipismo di dosso; poco elegantemente, quasi a passo di leopardo, si sposta verso il bagno, spettinata e con le pieghe del cuscino sulla faccia.

Vi sembra che fiabe e super eroi di questi tempi (tra Winx e Ben10) siano peggio di quelli a cui eravamo abituati noi?Vediamo cosa ne pensa una mamma....

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Diciamocelo: essere cresciuti mentalmente sani e nonostante tutto, per la nostra generazione, è stato quasi un miracolo. Noi genitori – io per prima – paventiamo il momento in cui i nostri piccini cominceranno a volersi trasformare in uno degli alieni di Ben10, seminando per casa mostruosi Gormiti come Pollicino faceva con le sue briciole; oppure immaginiamo le nostre piccine infatuate delle Winx, che sognano quegli abitini succinti, i lunghi capelli e i tacchi appena accennati. La cara e vecchia Lolita la prenderebbero di tacco... appunto!

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