Come giocare con un bambino da 0 a 6 mesi.

Inizia oggi la Settimana Internazionale del Babywearing, o del Portare i bebè.

Tutto sulla fascia ad anelli: pro e contro, posizioni, etc.

Portare un piccolino addosso a sé può essere un'esperienza unica, di grande emozione, e che al contempo semplifica la vita.

Abbiamo chiesto ad un papà che aveva appena provato una fascia per "indossare" il suo bambino come è stata quest'esperienza.

Video realizzato con Canon Legria HFR16

 

Il portare i bimbi in fascia, in generale, è una modalità che non necessita del contatto a pelle, come invece previsto dalla Marsupio Terapia. Questa modalità di portare in braccio i bimbi viene definita in iglese come "baby wearing", ovvero indossare i bebè. Il prof. Ludington ci spiega che negli Stati Uniti il baby wearing compare nei primi anni '70, quando le fasce porta bebè entrarono negli USA con i Corpi di Pace di ritorno da missioni in Africa. Nel continente africano è noto che i bambini vengano tenuti a contatto continuo dalle mamme durante l'intera giornata e partecipano così alle quotidiane attività dell'adulto, proprio stando accoccolati sulla schiena della mamma.

A seguito dell'introduzione di questa abitudine negli Stati Uniti, principalmente negli anni '80 si attivarono delle ricerche scientifiche, per valutare gli effetti di questa modalità di contatto con i bambini. Il principale ricercatore è il dr. Barr.

Gli studi evidenziano come i bambini portati in fascia piangono meno e sviluppano più velocemente le capacità di comunicare.


Sentiamo il phd Susan Ludington su questo tema.

Spesso mi capita di incontrare per strada genitori che usano il marsupio, più di rado le fasce o gli zainetti porta bebè, e spesso noto che c'è un'intuizione che portare sia più che semplicemente "trasportare", ma anche che c'è poca nozione sul fatto che si può portare "male", cioè non curando il corretto posizionamento del bambino, il rispetto della sua fisiologia, facendo errori che andrebbero evitati. Per questa ragione oggi vogliamo raccontarvi, attraverso un'intervista, dell'esistenza di una "Scuola del portare", nata sia per creare una rete di sostegno, sia per dare risposte competenti e qualificate su come portare i bimbi a contatto... in una cultura in cui il contatto non è più cosa usuale, abbiamo bisogno di approfondire anche questo tema.

Intervista ad Antonella Gennatiempo, fondatrice della scuola del portare, esperta e psicologa.

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