Benedetta, la mamma de Il cesto dei tesori, ci mette a disposizione, per il mese del sonno, questo bell'articolo sui lettini dove la riflessione va sul modo in cui i bambini si sentono al momento della nanna, e queste riflessioni guidano la scelta dell'oggetto del sonno per antonomasia: il letto.

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Credo che sia ormai evidente a tutti, mamme, addetti ai lavori, pediatri, puericultrici, pedagoghi, che la nanna del bambino è uno dei grandi spauracchi dell'ultimo mezzo secolo. Il fatto che in passato, e ancora adesso in molte altre culture principalmente nel sud del mondo, l'attachment parenting - termine intraducibile, forse l'unico vocabolo che ci si può avvicinare è empatia - sia stata una pratica naturale e consolidata dovrebbe farci capire quanto ci siamo allontanati dal nostro istinto, soprattutto nella maternità. In questi ultimi decenni siamo andati avanti, siamo progrediti in moltissimi campi, ma abbiamo perso di vista le nostre emozioni.

Per il nostro focus sul sonno dei bambini abbiamo chiesto a Sara Letardi di farci un po' di chiarezza e di fornirci alcuni binari per partire nel viaggio che ci porterà alla soluzione del problema sonno. Non è un viaggio organizzato, è un percorso personale che passa dall'osservazione, dall'analisi e anche dall'intuito. E' un percorso che ciascuno famiglia potrà costruire in base alle sue esiegnze specifiche e senza aspettarsi la "bacchetta magica" ma è uno di quei viaggi in cui non è importante solo la meta, bensì il viaggio stesso.

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Caterina ci racconta come fa Yoga con i bambini, lei usa un vecchio testo di quando era bambina, non più in commercio, ma noi abbiamo trovato il libro "Lo yoga per gioco" di Claudia Porta (provate a riceverlo in regalo nel nostro giveaway) che è molto apprezzato dai bimbi ed è una bella guida.

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Lo yoga è entrato a far parte della nostra cultura ormai. Per molti, tra cui me, è una pratica irrinunciabile, di crescita, connessione, benessere.

Vedendo la mia passione per questa disciplina i miei figli si sono naturalmente incuriositi ed io ho cominciato a pensare che avrebbe potuto essere una bella avventura anche per loro.

Stress. Una parola che sentiamo così spesso che quasi non ci facciamo più caso.
Corriamo indaffarati per cercare di portare a termine tutte le attività giornaliere, richiedendo al corpo e alla mente un notevole impegno. Alla sera, magari dopo che i figli sono entrati nel mondo dei sogni, ci lasciamo andare esausti sul divano o direttamente sul letto.
Immaginate la scena e come colonna sonora aggiungete un bel sospiro. Ecco, proprio il sospiro dovrebbe aiutarci a riflettere perché è il segnale che finalmente “prendiamo fiato”. E questo accade intorno alle 22, se va' bene. Non è un po' troppo tardi? Se ci siamo alzati alle 7 del mattino, prendere fiato dopo 15 ore è sicuramente eccessivo. Significa che siamo stati in attività e tensione per tutto questo tempo.
Se giorno dopo giorno ci lasciamo trasportare da questo ritmo, accumuliamo molta fatica e stanchezza fisica e mentale, ma soprattutto allontaniamo sempre più la possibilità di rilassarci.

Non sempre i nostri bambini hanno la bella opportunità di avere vicino un orto, in cui osservare il nascere di una pianta ed il suo ciclo vitale. Eppure il valore educativo insito nella natura e nelle sue leggi non è da sottovalutare, e nemmeno l’importanza di riconoscere almeno una parte del processo che sta dietro al cibo che ci troviamo sulla tavola, da cui ormai ci divide una distanza abissale.

Un’opportunità di avvicinarci, almeno in parte, ad entrambi questi aspetti, in casa e in modo semplice, ci viene dalla coltivazione di germogli, che si può praticare con pochi materiali di base e che non solo ci svela il meraviglioso ciclo che trasforma un seme “dormiente” in una piccola pianta, ma ci fornisce anche un cibo estremamente nutriente e ricco di vitamine, minerali ed enzimi, perfetto per tutti e ancor più per i bambini che mangiano malvolentieri la verdura! Un vero e proprio piccolo concentrato di salute.

Si è conclusa da qualche giorno una bella mostra dedicata a Paul Klee e al suo "spirito dell'infanzia", ovvero a quella passione che lo ha portato a esplorare i tratti tipici dei bambini, passione che ovviamente è nata con l'arrivo di suo figlio. Caterina Lazzari è andata a visitare la mostra per noi.

“Anche i bambini conoscono l’arte e ci mettono molta saggezza! Quanto più sono maldestri, tanto più ci offrono esempi istruttivi. Se oggi si vuole procedere a una riforma, tutto questo è da prendere molto sul serio, più sul serio di tutte le pinacoteche del mondo.”

L'arte spiegata ai bambini

Settembre 08, 2011

“Questo lo sapevo fare anche io…”
Prima  che sia troppo tardi e prima che qualcuno accanto a voi o a vostro figlio (o addirittura voi stessi) possiate pronunciare:”-Questo lo sapevo fare anche io!-“ ho deciso di comporre un piccola lista di suggerimenti per i visitatori (grandi e piccoli) di musei d'arte contemporanea che si trovino in imbarazzo nel guardare un'opera o nel cercare di spiegarla alla propria prole.

L'arte spiegata ai bambini: Una guida all’arte, ai musei e alle cose belle da conoscere per tutta la famiglia!

Punto primo:

Ci sono binomi davvero indivisibili, bimbi e natura è uno di questi, i bambini entrano nella natura, si immergono nella natura, scoprono le meraviglie della natura, si nutrono di natura. Anche gli adulti in realtà si accorgono presto di come si rasserenino subito quando si trovano in un bel luogo naturale, e spesso praticano sport all'aria aperta, soprattutto d'estate, per recuperare questo legame ancestrale.

Bambini e guai

Agosto 09, 2011

Per una gnometta duenne il bagno di casa è meglio di un safari nella giungla, e quando riesce indisturbata a infilarcisi dentro per lei è come essere a Disney World.

Il bagno è decisamente il luogo della casa che, se può scegliere, preferisce. Ovviamente non quando deve fare la pipì e altre evacuazioni, quelle sono molto più comode e pratiche in salotto.

Bendetta de Il cesto dei tesori ci racconta un bel libro per avvicinare i bambini all'arte in modo divertente e coinvolgente...

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Impara l'arte e mettila da parte, recita un vecchio ma non certo saggio detto.

Credo che si riferisca agli esponenti dell'età adulta e alla scarsità di sbocchi che un'attività creativa può garantire a livello professionale. Sostanzialmente ti dice: è bello saper dipingere, creare forme a partire dall'informe, saper comporre sinfonie armoniose, o un'opera letteraria. Provaci, se ne ha voglia e pensi di aver talento. Poi però è meglio che tu vada a fare il commercialista.

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