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Venerdì, 15 Luglio 2016 09:04

Il mutismo selettivo dal punto di vista dei genitori

Bambina triste con orsetto Bambina triste con orsetto altanaka su Shutterstock

Consigli pratici per i genitori nella gestione di un bambino affetto da Mutismo Selettivo.

Il Mutismo Selettivo: quando il bambino, a volte, è incapace di parlare

Il Mutismo Selettivo (MS) è un disturbo ansioso infantile caratterizzato dall' "incapacità" del bambino di parlare in determinate situazioni sociali mentre è perfettamente in grado di farlo in ambiti dove si sente a suo agio.

La V edizione del manuale diagnostico e statistico dei disordini mentali, DSM-V: Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, ha finalmente classificato il Mutismo Selettivo come un Disturbo d’ansia, mentre nel precedente DSMA-IV era indicato fra i "Disturbi Solitamente diagnosticati per la prima volta nell'infanzia, nella fanciullezza o nell'adolescenza”. Credo che questo cambiamento sia molto importante certifica e specifica che è un disturbo d’ansia e non necessariamente limitato all’infanzia.

Il mutismo selettivo un disturbo derivato dall'ansia non da traumi

Un tempo al mutismo selettivo si dava un’accezione di volontarietà, e si credeva che le cause del mutismo fossero solo ed esclusivamente di carattere traumatico: violenze, abusi, traumi appunto. Anche certa letteratura ha contribuito ad avvalorare queste tesi errate. Ci sono voluti anni e impegno dei genitori e delle associazioni e l’approfondimento dello studio del disturbo per arrivare a definirlo un disturbo legato all’ansia.

Non che i dubbi siano del tutto fugati e siano scomparsi i diffidenti, gli scettici, gli increduli, i sospettosi. Perché? Perché la caratteristica dell’MS è proprio la diversità del comportamento del bambino. A scuola: non parla, non socializza, non partecipa, non si lamenta, non si diverte, resta isolato.
A casa parla come una macchinetta, ride, gioca e al limite può essere considerato discreto, timido.

Quando la maestra incontra per la prima volta i genitori è come se parlassero di due bambini diversi. Ci sono casi in cui l’insegnante guarda con sospetto i genitori e pensa che sia colpa loro, ci sono casi in cui i genitori pensano che se il bambino non parla a scuola è colpa dell’insegnante.

Eliminare i sensi di colpa dei genitori è il primo passo

Ecco credo che informarsi sul MS serva anche ad eliminare i sensi di colpa, da qualsiasi parte essi arrivino. Per i genitori è un riflesso automatico: è colpa mia, del mio carattere, è colpa del nostro cambiamento di città, o di casa, o di scuola, della separazione. A volte può portare perfino a problemi nella coppia, perché l’uno incolpa l’altra o viceversa: sei troppo chioccia, è un mammone oppure sei troppo severo, lo vizi, sei esigente ecc.

Accettare una qualsiasi problema del proprio figlio è già difficile, quando questo problema porta a una diversità evidente (i suoi compagni parlano, lui no) lo è ancora di più.

Può accadere che uno dei genitori non accetti la diagnosi, rifiuti l’idea che sia un blocco verbale involontario e solleciti il bambino a parlare, lo forzi, ci sono anche incoraggiamenti inopportuni: ora sei grande devi parlare! Ma di cosa hai paura! Smettila di fare i capricci, lo fai apposta.

Una volta una persona che stimo molto, parlando di figli e sensi di colpa mi disse: il senso di colpa è inutile e sbagliato, noi genitori siamo uomini e donne come tutti, possiamo sbagliare e non sbagliare. Sicuramente possiamo avere la responsabilità di alcune problematiche, ma fa parte della vita.

I bambini affetti da Mutismo Selettivo (MS) soffrono molto del silenzio?

Dal punto di vista di chi ha a cuore e si interfaccia con un bambino affetto da MS Affrontare il silenzio non è facile. Accettarlo è una sofferenza.

Cosa pensa? Cosa gli fa paura? Da cosa è nato? Quando? Quanto soffre? Come farà a recuperare questi anni in cui doveva: correre e gridare e giocare con gli altri bambini, rotolare, fare la lotta, litigare per poi fare pace? 
Probabilmente il bambino soffre meno di quanto pensiamo, la dottoressa Gorla e la Dottoressa Ius nelle Formazioni che organizzo in tutta Italia, sostengono che il silenzio rende quasi invisibili i bambini, se in classe li mettiamo seduti agli ultimi posti rischiano di essere dimenticati dalle insegnanti perché non alzano la mano, non disturbano. Invisibili.

Non essendo forzati a parlare non soffrono, se vengono sollecitati continuamente l’ansia raggiunge livelli insopportabili.

Mi racconta un papà: "mentre gli altri bimbi si buttano in piscina allegramente e giocano, lei non riesce nemmeno a scendere il primo gradino della scaletta della piscina dei piccoli... L'attenzione degli altri bambini che la invitano ad entrare e gli schizzi d'acqua la mettono in uno stato emotivo disastroso. È stata una delle vicende più penose, perché mentre tutti si divertivano noi eravamo in seria difficoltà, apparentemente senza una spiegazione che potesse essere sostenuta in un ambiente cosi gioioso e libero."

 Consigli pratici per i genitori su come affrontare il Mutismo Selettivo (MS)

Cari genitori so che è difficile, ma credo che la cosa più importante sia che tutta la famiglia si muova nella stessa direzione, in parole povere la mamma e il papà devono prendere le decisioni insieme, se il bambino percepisce che lo si sta aiutando in armonia, che è accettato da entrambi i genitori per quello che è, il percorso verso la risoluzione è molto più facile.

L’inizio è duro ce lo spiega bene M. un papà meraviglioso che mi ha raccontato tutto il suo percorso fino alla risoluzione del silenzio di sua figlia:

"Non sapendo nulla del mutismo selettivo (MS) ci sembra impossibile che C. si ponga come se in lei coesistessero due bimbe diverse, una esuberante in casa e una paralizzata a scuola e negli altri ambienti. Siamo completamente allo sbando anche perché non c'è nessuno che possa aiutarci Le maestre non sanno, i pediatri e nessuno sapeva di fatto dove indirizzarci."
E ancora "Nella prima seduta abbiamo capito il nostro grave errore:
in una patologia legata all' ansia che impedisce di parlare (non è una scelta ma una impossibilità, vorrebbero ma non possono) dire al bambino devi parlare è semplicemente devastante! Eppure è il primo errore grossolano che si commette.
È proprio vero che la mancanza di conoscenza preclude la possibilità di cambiare le cose."

Come rispondere alla domanda "Ma non parla?"

I genitori come possono affrontare la scuola, i parenti, i vicini di casa, il negoziante, l’istruttore della palestra, della piscina e di tutte le attività che può fare il bambino fuori casa? Un consiglio pratico: la risposta - formula che la Dottoressa Ius e la Dottoressa Gorla consigliano di dire ogni volta (come un tormentone!) che viene posta la domanda: ma non parla?

“Certo che parla, sa parlare benissimo, solo che a volte le parole rimangono bloccate e non riescono a uscire” Io aggiungerei stia tranquillo che prima o poi, quando meno se l’aspetta le risponderà

Un altro consiglio: prima di rispondere al suo posto aspettate, non tantissimo, un intervallo di tempo che sia sufficientemente breve da non creare il panico nel bambino (e anche in voi) ma non tanto breve da non dare una possibilità al bambino di rispondere, magari proprio il giorno in cui scatta qualcosa.

Fare scorta di energia nel modo a voi più congeniale

Altro consiglio: la pazienza. Cercare appoggio e aiuto. Evitare l’isolamento. Cercate un supporto anche voi. Io credo che sia normale portare delle scorte quando si inizia un viaggio, ecco se si inizia un viaggio con il bambino bisogna avere delle scorte di energia, che si tireranno fuori nei momenti in cui si pensa “non ce la farà mai, non parlerà mai, non riuscirà a studiare, ad avere amici, un lavoro, e come farà se sarà aggredita/o, come si difenderà…”

Cito sempre stralci della lunga mail che mi ha inviato M. "Dopo il lavoro, alla sera mentre la mamma e la mia C. dormono mi siedo vicino al camino.
Ho bisogno di ascoltare la mia anima con tutto il dolore, l' angoscia ma anche la speranza e l'ostinazione .
Le sonate per violino e per violoncello di Bach mi aiutano ad amplificare tutto questo, finalmente tocco la mia parte più profonda .
Certe notti vado avanti fino al mattino seduto su una poltrona ma non mi basta l' armonia geometrica di Bach, ho bisogno anche della grandiosità degli archi di Vivaldi e delle crudezza di Paganini."

Ecco nei momenti in cui tutto questo vi cade addosso come una valanga dovete avere scorte di ossigeno. Che sia un psicoterapeuta, che sia yoga, che siano uscite con gli amici, viaggi, palestra, uno sport che metta alla prova la vostra tenacia. Qualsiasi cosa che vi dia forza e vi faccia star bene.

Io uso sempre il paragone dell’aereo, forse perché lo prendo spesso. Ci sono le istruzioni sul sedile davanti per quanto riguarda la maschera d’ossigeno, sembra assurdo ma prima di metterla al bambino deve metterla l’adulto che gli sta accanto, perché se lui soccombe non può aiutare il bambino!

Come interagire con la scuola

Per quanto riguarda la scuola cercate sempre di formare un’equipe famiglia-scuola-psicoterapeuta che segue il bambino. Se avete difficoltà a socializzare con gli altri genitori potete anche decidere di parlare con gli altri genitori, oppure a seconda dell’età del bambino (deve dare il consenso) può farlo la maestra in classe.

Ci spiega M. nell’esperienza con sua figlia "La tecnica di fare delle piccole festicciole a casa invitando un compagno o cuginetto di C. è utile per far sbloccare la bambina. Ovviamente occorre individuare bimbi e genitori adatti a questo scopo.
Si può anche chiedere espressamente aiuto senza aver vergogna o remore.
Se si spiega la situazione, per quanto imbarazzante per tutti, si trova un bel riscontro di solidarietà che è una ottima risorsa senza voler approfittare di nessuno".

Non rimanete soli, ci sono le associazioni, ci sono i gruppi anche chiusi, come "MUTISMO SELETTIVO  Le parole che si "incastrano" in gola" su FaceBook, dove potete parlare con discrezione.

Concludo con le ultime righe della mail che mi ha invitato M. "A fine anno è riuscita a parlare durante la recita scolastica, nel teatro c'erano circa 250 genitori ed è stata bravissima. La recita è stata preparata durante tutto l'anno precedente da una scuola di teatro con un insegnante bravissimo e con la maestra C. che ha fatto un lavoro straordinario insieme all' altra maestra…
C'è stato un po' di timore il primo giorno di scuola ma nessun problema l'inserimento è stato facile. La prima elementare è trascorsa molto bene ora stiamo per terminare la seconda. C. evolve continuamente: a scuola è brava, va in piscina e studia inglese. È' felice, si esprime liberamente con tutti e a volte è difficile da contenere, ogni tanto parla con voce bassa, ma parla."

Mutismo Selettivo In-formazione Tour per sostenere chi ha a che vedere con il mutismo selettivo e farlo conoscere

Dall’inizio del 2016 ho attivato il progetto "Mutismo selettivo in-formazione tour": seminari gratuiti aperti a tutti curati dalle Psicoterapeute dello Studio Smail. Siamo già stati in 8 città di 8 Regioni diverse, con una partecipazione totale di circa 500 persone, per il 90% insegnanti. Segno che l’esigenza di informazione è fortissima.

Questi seminari sono finanziati e resi gratuiti per i partecipanti dall'Associazione Onlus MILLA e sono nati dall’interesse di genitori direttamente o indirettamente coinvolti, di promuovere la ricerca scientifica sul Mutismo Selettivo.

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L'Associazione MILLA ha lo scopo di finanziare progetti di ricerca, di sensibilizzare ed informare medici, psicologi, insegnanti e tutti coloro che vogliano interessarsi a questa patologia, oltre ad assistere le famiglie meno abbienti nel percorso terapeutico. L'associazione ha il supporto di un Comitato scientifico composto da psicologi, psicoterapeuti ed educatori con decennale esperienza. 

"Mutismo selettivo in-formazione tour" è per me un grande impegno al servizio di tutti coloro che sono toccati dal tema del mutismo selettivo, perché più persone sono informate, anche solo dell’esistenza di questo disturbo, più possibilità si ha che chi ne soffre possa abbassare la soglia dell’ansia.

Concludendo questo secondo articolo vorrei ringraziare i genitori che mi hanno aiutata a sviluppare questi argomenti e le Psicoterapeute dello Studio Smail, avendo assistito a tante ore di Formazioni (e ne organizzeremo altre in futuro) ho attinto da loro la maggior parte delle informazioni.

 


Adriana Cigni
Editrice A.G.Editions

AG Editions

Responsabile delle Public Relations MILLA ONLUS
Organizzatrice del MUTISMO SELETTIVO IN-FORMAZIONE TOUR per Milla ONLUS
Formazioni sul Mutismo selettivo gratuite in varie città d’Italia, curate dalle Psicoterapeute dello Studio Smail.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Libri sull’argomento

COPERTINA LA SFIDA DI RICCA    I quaderni

La sfida di Riccardo di Valérie Marschall A.G.Editions  -  I Quaderni. Dal silenzio il canto:storie di mutismo selettivo. AA.VV. a cura di Daniela Conti.

 

immagine di copertina: altanaka su Shutterstock

Adriana Cigni

Il mio impegno sul Mutismo Selettivo risale al 2009, anno in cui ho tradotto in italiano "Comprendere il mutismo selettivo" di Elisa Shipon-Blum, qualche anno dopo ho creato la mia casa editrice: A.G.Editions, che ha una collana dedicata al MUTISMO SELETTIVO "Dal silenzio il canto" del quale fanno parte:
La sfida di Riccardo di Valérie Marschall (libro per bambini nella prima parte , per genitori e insegnanti nella seconda parte);
I Quaderni. Dal silenzio il canto:storie di mutismo selettivo AA.VV. A cura di Daniela Conti.

Nel febbraio 2016 ho lanciato il Mutismo Selettivo IN-FORMAZIONE Tour: seminari gratuiti aperti a tutti che porto in diverse parti di Italia.

adriana@millaonlus.it
ageditions@yahoo.fr

Sito web: ageditions.altervista.org/il-mutismo-selettivo-in-formazione-tour/

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