Cosa sono le staminali del cordone e a cosa servono

 

 

staminali emopoieticheOggi al taglio del cordone è molto associata l'idea della conservazione delle cellule staminali.

Ma cosa sono le cellule staminali?

La cellula staminale è una cellula non ancora differenziata, cioè senza una funzione specifica, tuttavia ha una capacità generativa enorme, cioè è capace di riprodurre se stessa e, contemporaneamente, produrre miliardi di cellule figlie che si differenziano diventando cellule specifiche necessarie ai nostri organi. Alcune cellule staminali hanno la capacità di generare figlie che possono specializzarsi in un solo tipo di cellule (ad. es. cellule epiteliali, cioè della pelle), altre sono capaci di generare cellule figlie che possono diventare di vari tipi (es. globuli bianchi, rossi o piastrine) a seconda del bisogno.

Sapere come una cellula staminale "decida" di dividersi o di differenziarsi rimane una questione irrisolta della fisiologia di queste cellule.

Nel nostro corpo sono presenti Cellule Staminali?

 

 

 

 

 

 

 

Nel nostro corpo esistono moltissime cellule staminali, cioe' cellule indifferenziate, capaci di produrre cellule figlie con un preciso scopo. Ad es. ogni volta che ci feriamo e poi guariamo, o che i nostri capelli cadono e altri vengono rigenerati, o che la nostra pelle si rigenera o che cresciamo, ci sono cellule staminali che generano cellule specifiche: dei capelli, della pelle, delle ossa, etc.

 

 

 

 

Le cellule staminali del cordone ombelicale, sono chiamate Cellule Staminali Emopoietiche (CSE).

Cosa vuol dire Cellula Staminale Emopoietica?

La cellula staminale emopoietica è una cellula non ancora differenziata, cioè senza una funzione specifica, che ha la capacità di riprodurre se stessa e, contemporaneamente, produrre milioni di cellule figlie che si differenziano diventando elementi fondamentali del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

Nel nostro corpo sono presenti cellule staminali emopoietiche?

Certamente sì. Sono le cellule che consentono di formare il sangue. Nel nostro corpo il fabbisogno giornaliero di cellule del sangue è varia da 100 a 1.000 miliardi! Tutte queste cellule originano da un'unica categoria di cellule capostipiti, le cellule staminali emopoietiche, la cui sede primaria è il MIDOLLO OSSEO. Immaginate dunque quanto siano potenti e prolifiche le staminali deputate a questo scopo. Esse sono piuttosto scarse ma, oltre a possedere un'attività riproduttiva enorme, sono in grado di replicarsi mantenendo il loro numero invariato durante tutta la vita.

Nell'embrione umano le cellule staminali del sistema emopoietico compaiono per la prima volta nel sacco vitellino (che è il primo elemento visibile dell'embrione, ed e' la parte del "ventre") e a mano a mano che lo sviluppo procede, migrano nel fegato. E' in questo organo che, durante la vita fetale, vengono prodotte le cellule del sangue, mentre poco dopo la nascita questa produzione diviene compito esclusivo del midollo osseo che ne regola la'ttività.

 

Come funzionano le Staminali del cordone ombelicale?

IL SANGUE DEL CORDONE OMBELICALE è un'altra fonte importante di cellule staminali emopoietiche: da oltre due decenni i ricercatori hanno scoperto che esso contiene le stesse cellule staminali del midollo osseo.

Un danno alle cellule staminali emopoietiche (per esempio in seguito a chemioterapia o irradiazione o malattia) può rendere inefficiente il sistema emopoietico: una terapia molto efficace è il trapianto di midollo osseo.

Quindi le cellule staminali empoietiche del cordone ombelicale sono molto preziose perché:

 

  • possono produrre tutte le cellule del sangue e molte altre cellule accessorie o di sostegno.
  • possono ripristinare la produzione del sangue in caso di insufficienza midollare (aplasia).
  • sostituiscono il midollo in caso di leucemia, linfoma, mieloma, talassemie.
  • possono produrre enzimi carenti in caso di malattie genetiche.
  • consentono l'impiego di dosi elevate di chemio-radioterapia nella terapia dei tumori in genere, trattamenti che hanno come effetto collaterale, tra l'altro, la distruzione delle cellule midollari.

 

tuttavia gli stessi benefici sono ottenibili attraverso la donazione del midollo osseo.

 

Allora è importante conservare le cellule staminali del cordone?

In realtà la conservazione di queste cellule presuppone il taglio immediato del cordone, in modo tale che le cellule, anzichè fluire al bambino, siano incamerate in una sacca, per la conservazione.

Il primo interrogativo che sorge è dunque: se le staminali sono così preziose e importanti, ha senso privarne il bambino alla nascita, per conservarle per il futuro, o per l'utilizzo di qualcun altro o per la ricerca?

Inoltre le staminali del cordone, se da un lato sono un quantitativo di sangue ingente per un neonato, non sono sufficienti per un trapianto, per sostituire un midollo malato, nel caso di un adolescente o di un adulto. Dunque hanno un senso per la ricerca o per la cura di malattie nei bambini piccoli.

La conservazione delle staminali da cordone può essere per uso altrui, o per uso proprio. In Italia è vietata la conservazione per uso proprio, e questo è dettato da ragioni scientifiche serie: ad es. che le staminali di una persona che ha contratto una malattia a carico del midollo (es. una leucemia) non sono adatte per un trapianto sullo stesso soggetto, non sono adatte a trapianti su soggetti adulti, non è noto cosa accada al sangue conservato dopo molti anni dalla nascita.

La conservazione per uso altrui può dunque essere fatta in alcuni ospedali, ma il sangue così ottenuto, spesso non viene conservato, perchè esistono protocolli molto rigidi, che tutelano la sicurezza di coloro nei quali verrà trapiantato, che prevedono, ad es., che prima di essere messo a disposizione occorre che la madre si sottoponga ad analisi periodiche dopo la donazione, che sia stato raccolto almeno un quantitativo minimo, etc., nel caso tutte queste condizioni non siano verificate, il sangue viene gettato via.

Per la conservazione per uso proprio, si è sviluppato un lucroso mercato privato di società formalmente estere. Queste chiedono dai 2.500  ai 3.000 eur per la conservazione. Essendo estere e private, non sono tenute a rispettare protocolli pubblici o internazionali basati su evidenze scientifiche. Inoltre nel caso di necessità di utilizzo di quel sangue occorrerà recarsi all'estero.

 

Perchè non conservare il sangue del cordone ombelicale?

Ricordiamo che per poter conservare questo prezioso sangue, occorre tagliare il prima possibile il cordone. Questo presuppone che le preziose staminali anzichè arrivare al bambino, vengano incamerate in una sacca per poi essere analizzate, fare un "percorso" di controlli e quindi essere messe a disposizione. Quindi resta l'interrogativo se non sia già "un'assicurazione per il futuro" il fatto di consentire al bambino di beneficiare subito di questo sangue. Le evidenze scientifiche sono già a sostegno di questa tesi.

Inoltre c'è un tema di "disturbo" della nascita: il momento della nascita dovrebbe essere un momento di grande rispetto dei tempi di madre e bambino e di tranquillità ed intimità. L'atto del taglio del cordone e del prelievo è un atto medico che disturba questo momento. Inoltre finchè il bambino e la madre sono collegati dal cordone, devono rimanere a contatto, e questo contatto alla nascita ha effetti benefici sul sistema di produzione ormonale di madre e bebè di grandissima importanza: migliora gli esiti di allattamento, innalza i livelli di ossitocina in entrambi, favorisce il bonding ed è considerato fondamentale per lo sviluppo affettivo e sociale del bambino.

Inoltre il cordone ombelicale non è l'unica fonte di staminali emopoietiche. La donazione di midollo osseo ha benefici anche maggiori, in quanto valica alcuni limiti legati alle staminali da cordone. Allora, prima di disporre di una risorsa destinata a nostro figlio, neonato, potremmo chiederci se intanto noi ci siamo offerti come donatori di midollo osseo, il nostro gesto sarebbe molto più utile e potremmo valutare personalmente eventuali controindicazioni a nostro carico.

 

immagine ed informazioni scientifiche da: Associazione Donatori di Midollo Osseo

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