I papà sono chiave per assicurare un buon allattamento

Riuscirò ad allattare? Si chiedono le mamme, ma i papà possono fare la differenza.

In occasione dell’appuntamento annuale Bimbi in Fiera di Milano, ho partecipato ad un convegno con il Dott. Arturo Giustardi, pediatra neonatologo, e la Dott.ssa Monika Stablum, infermiera pediatrica, ospiti di PhilipsAvent ad un incontro sull’allattamento dedicato alle tante mamme e ai tanti papà intervenuti.

C’erano molti pancioni e neonatini, l’incontro è stato brillante e pieno di rivelazioni, un modo perfetto anche per celebrare la settimana mondiale dell’allattamento (#SAM) che si concludeva nel weekend.

Se vi capiterà di incontrare il dott. Giustardi e la dott.ssa Stablum, non perdeteli, sono davvero molto bravi, entrambi consulenti di allattamento al seno, del legame neonato-genitori e dell’umanizzazione delle cure, vi avevamo già raccontato di loro in un altro incontro di PhilipsAvent nell'artcolo: “Come creare il legame con il bebè fin dalla gravidanza”.

philips avent allattamento papà

Nel convegno è venuto fuori molto bene il ruolo fondamentale di sostegno dei papà, come il loro atteggiamento è ciò che poi determina come vanno sia il parto che l’allattamento.

5 suggerimenti indispensabili ai papà perché la mamma allatti serena

1. Il papà, il parto e l’allattamento

Partorire in un luogo rispettoso dei tempi di mamma e bebè e che mette la mamma a suo agio e la coccola, è la prima mossa, infatti un parto rispettato agevola un buon avvio di allattamento.

I papà in questo hanno il delicato ruolo di aiutare la mamma nella ricerca del luogo giusto e dell’ostetrica giusta da avere accanto. Ma al momento del parto, mentre la mamma è concentrata solo su di sé e il bebè, il papà può assicurarsi che vengano rispettati i desideri e i tempi della mamma.

Quando il parto non va secondo i piani, e magari si trasforma in cesareo, il papà può intervenire nel pelle a pelle.

2. Il pelle a pelle anche con il papà 

Una delle cose che va chiesta a chi ci assiste, è il pelle a pelle con il neonato. Il papà è quello che può farsi portavoce di questa volontà ed esigenza.

Pelle a pelle vuol proprio dire nuda pelle contro nuda pelle nei primi istanti di vita del bebè.

In genere va fatto con la mamma: il bebè se messo sul ventre delle mamma dopo il parto, entrambi nudi, è capace da solo di spingersi fino al seno per poppare.

Tutti quei movimenti che sentite fare quando è in pancia, sono proprio una ginnastica per prepararsi ad arrivare al seno con il cosiddetto “breast crawl”. Ricordate che il neonato non ha fretta e anche dopo il breast crawl, può decidere che vuole attendere un po’ prima di cominciare a poppare.

Quando il pelle a pelle con la mamma non è possibile, ad esempio perché è in corso un cesareo, allora è indispensabile che il pelle a pelle avvenga con il papà. Stiamo sempre parlando di pelle nuda sia del papà che del bambino.

Questo contatto di pelle è fondamentale per dare l’avvio alla produzione di ormoni, da parte di genitori e bebè, che sono chiave nel processo di bonding e per un buon allattamento.

Il pelle a pelle sia con la mamma che con il papà deve continuare anche a casa, al rientro dall’ospedale. Passare del tempo tutti e tre nel lettone a torso nudo, è molto importante. La coppia dovrebbe ricercare questa intimità, ritagliarsi del tempo per la nuova famiglia, e attendere almeno una settimana prima di mostrare il bebè a parenti ed amici.

papà mamma lettone allattamento

3. Il sostegno del papà

Il dottor Giustardi ne ha parlato estensivamente: l’atteggiamento e il sostegno del papà sono ciò che fa la differenza tra un allattamento che parte e uno che fallisce.

Papà, siate di sostegno, aiutate la mamma:

  • a credere che ce la può fare
  • a pensare che se non riesce è una buona idea chiedere aiuto ad un’esperta di allattamento
  • schermate la mamma da tutti i consigli non richiesti tipo:
    “ha fame non mangia abbastanza, perché non gli dai un bel biberon”,
    “perché ti ostini tanto non hai latte”,
    “tu sei cresciuta benissimo con il latte artificiale, non vedo perché non va bene per lui”.

Siate il muro di protezione del delicato equilibrio che si sta creando nella nuova famigliola.
Riconoscete il ruolo impegnativo e delicato della vostra compagna
e fate in modo che, soprattutto all'inizio, possa occuparsi in modo esclusivo del bebé senza interferenze. 

4. Parlate e interagite con il bebé in pancia, ma anche fuori

I papà hanno un ruolo importante sin dalla gravidanza nell’instaurare un legame con il bebé. 

Cercate spazi di contatto con il pancione, parlate al bebè nella pancia della mamma, parlategli anche fuori. E' molto importante che mamma e papà comunichino con il neonato, la continuità della vostra voce sin dalla gravidanza aiuta a creare il bonding, cioè un legame che rende il bebé più sicuro di sé e i genitori più competenti nell'accudirlo.

Anche se il bebè non è in grado di parlare, il nostro rassicurarlo e raccontargli ciò che avviene intorno, il raccontargli la nostra capacità di proteggerlo ed amarlo, è molto importante per rendere i piccoli tranquilli e instaurare un’intesa. Quest'intesa sarà la base di un accudimento sereno in cui l'allattamento è un percorso più facile.

5. I papà e i #sapevatelo sull’allattamento

Infine ci sono delle cose che i papà devono sapere sull’allattamento per poter sostenere la mamma:

  • I neonati poppano almeno 8-12 volte al giorno e devono poppare a richiesta (chi vi dice diversamente non è aggiornato)
  • Le poppate notturne sono le più importanti, perché di notte c’è un picco di prolattina ed è il momento in cui la produzione di latte è massima.
    Quindi aiutiamo la mamma a dormire in tutte le occasioni, perché di notte il sonno potrebbe essere spesso interrotto.
  • Se il bimbo poppa tanto non é perché é finito il latte, ma per dire al corpo della mamma “adesso aumenta la produzione”.
    In gergo si chiamano scatti di crescita: se fosse alimentato con il latte artificiale aumenteremmo le quantità di latte.
  • Il latte della mamma non é mai “acqua fresca” o poco nutriente: le immunoglobuline e proteine nel latte di mamma sono in altissime concentrazioni anche quando a poppare è un bambino di 3 anni.
  • La mamma ogni tanto può tirarsi il latte (soprattutto all’inizio quando i seni si ingorgano, o quando ha bisogno di prendersi una pausa);
    il latte può rimanere 8 ore fuori frigo (ad esempio sul comodino per tutta la notte), poi si può mettere in frigo 4-5 gg o congelare.
    Così a volte può pensarci il papà alla poppata del bebé, ma solo quando l’allattamento è ben avviato.
  • Se la mamma ha dolore ad allattare è bene sentire una consulente di allattamento per risolvere il problema nel modo migliore. 
  • Si può allattare anche se bisogna prendere dei farmaci, degli anti infiammatori o altre medicine, basta chiedere ad un’esperta di allattamento quale farmaco è compatibile o quanto distanziare le poppate (la maggior parte dei farmaci consueti è compatibile con l’allattamento)
  • Allattare un altro bebè se la mamma è di nuovo in gravidanza non ha nessuna controindicazione.

 

Alle mamme non resta che affidarsi ai papà e fidarsi di loro!

 

di Barbara Siliquini

in collaborazione con 

aformadimamma avent

 

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crediti immagini:

papà tatuato con bebè: di In The Light Photography su Shutterstock

famiglia nel lettone: di Iryna Inshyna su Shutterstock

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole. Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

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