Rimedi naturali e fitoterapia: come usarli sui bambini

Rimedi naturali e fitoterapia: come usarli sui bambini

L'utilizzo di rimedi naturali e fitoterapici può essere un valido alleato con i bambini.

La conciliazione maternità-lavoro è impossibile

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Parliamo di parità di diritti tra uomo e donna.

Venerdì, 11 Aprile 2014 00:00

Cosa serve per allattare?

allattamento allattamento myllissa on flickr

Per allattare sono necessari oggetti specifici come il cuscino, lo sterilizzatore o le camomille?

Quando una donna aspetta il suo bambino, si trova inondata da pubblicità e consigli di ogni tipo sulle cose “indispensabili” che dovrà acquistare. 
Uno dei motivi per cui molte mamme scelgono l'allattamento è anche il risparmio, ma poi scoprono che “devono” acquistare coppette assorbi-latte, reggiseni specifici, creme, tiralatte, ecc...

Ma allora, cosa serve ad una mamma che vuole allattare?

Senza dubbio il reggiseno per l'allattamento può essere utile, ma è costoso e può essere sostituito da un reggiseno in cotone che non stringa (niente ferretti!) e che possa essere abbassato facilmente (meglio evitare di alzarlo, potrebbe premere sui dotti e frenare il flusso in quella zona).
Molte mamme trovano comodo usare un cuscino per l'allattamento per sorreggere il bambino all'altezza del seno senza fatica (i primi tempi le poppate possono essere molto lunghe), soprattutto se hanno avuto un cesareo e vogliono evitare la pressione sulla ferita.
Il cuscino può facilmente essere sostituito con un normale cuscino, oppure, se si usa la posizione semi-reclinata (la cosiddetta “biological nurturing), non occorre nulla perché il bambino, appoggiato sul corpo della mamma, non avrà bisogno di essere sostenuto. 
Un altro “consiglio” che viene dato alle mamme in attesa è quello di munirsi subito di biberon, ciucci e tiralatte, perché “non si sa mai, se poi non hai latte?” e altri motivi come calmare il bambino, lasciare il latte per il bambino per poter uscire ecc... 
Questo atteggiamento può instillare una forte insicurezza nelle mamme, facendo nascere il dubbio che si possa non avere latte, quando è provato che solo una minima percentuale di donne non è in grado di produrre latte e, in quel caso, in ospedale provvederanno e la mamma avrà tutto il tempo per organizzarsi per il rientro a casa.

Ciuccio si, ciuccio no?

Sarebbe meglio evitare il ciuccio, nelle prime settimane, perché interferisce con la suzione in due modi: il meccanismo di suzione è diverso da quello naturale e si rischia quindi che il bambino si confonda e non sappia più poppare correttamente al seno; inoltre il bambino potrebbe calmarsi e ritardare le poppate, finendo così per farne meno di quante ne avrebbe bisogno, causando calo della produzione nella mamma. 
Questo finisce per rendere il bambino insoddisfatto, il pianto aumenta, si cerca di calmarlo ancora col ciuccio, si vede che il bambino ha fame, ma il seno non aumenta la produzione perché non stimolato, quindi si ricorre alle aggiunte e si crea la strada per l'abbandono dell'allattamento. 
Il ciuccio, se usato con criterio, può essere introdotto più avanti, se la mamma lo desidera, quando la produzione di latte si è stabilizzata (almeno due mesi/due mesi e mezzo) ed è più difficile che il bambino modifichi la suzione al seno. 
In realtà, poi, quando si allatta a richiesta, i bambini raramente accettano il ciuccio e difficilmente le madri lo usano, dato che, se vedono il bambino agitato, trovano naturale e istintivo offrire il seno. 
Il ciuccio può rivelarsi utile in alcuni casi, ad esempio quando la mamma non è presente, oppure quando il bambino vorrebbe poppare per consolazione, ma la mamma ha una produzione di latte molto abbondante o un riflesso di emissione molto forte, che disturbano il bambino e lo spingono a rifiutare il seno come fonte di conforto.

E' opportuno dare acqua o tisane al bambino?

Un altro argomento da trattare è quello relativo a tutti quei prodotti come tisane, gocce, acqua, che si pensa siano necessari o utili per i neonati per calmare le coliche o conciliare il sonno, dare da bere. Il latte materno contiene tutto ciò che serve ad un neonato: comprese sostanze calmanti e acqua, per cui un bambino non necessita di altro, almeno fino alla metà del primo anno. 
Riempire lo stomaco con liquidi non nutritivi, può portare ad un minor apporto di latte senza offrire sostanza e quindi causare pianto, scarso accrescimento, minor produzione di latte.

Quali prodotti occorrono per l'igiene e la protezione del seno?

Parliamo adesso dei prodotti per il seno, come le coppette assorbilatte e le varie creme, detergenti ecc... 
Le coppette sono usate molto dalle madri, nelle prime settimane, quando la pressione nei seni può essere così forte da far gocciolare il latte spesso, soprattutto se la mamma sente il suo bambino (o anche un altro) piangere o ci sta pensando o si avvicina il momento della poppata. 
Queste coppette, però, hanno la parte posteriore in plastica, proprio per evitare fuoriuscite di latte sui vestiti. 
Questa situazione di caldo-umido costante sul seno può causare proliferazione della candida. 
Sarebbe più indicato utilizzare fazzoletti di cotone ripiegati o ritagli di asciugamano, da sostituire frequentemente, in modo che la pelle respiri e sia asciutta. 
La zona intorno al capezzolo è circondata da piccole ghiandole (ghiandole di Montgomery), che secernono una sostanza lubrificante, protettiva, antibatterica, che è tutto ciò che serve per proteggere il capezzolo. 
Seguendo i suggerimenti di lavarsi prima e dopo ogni poppata, soprattutto usando detergenti e disinfettanti, si rischia di seccare la pelle così tanto da esporla al rischio di spaccature (ragadi). 
Il seno è una parte del corpo che non viene esposta, quindi è pulita, inoltre queste ghiandole già svolgono il loro compito di protezione, per cui non occorre altro che una normale igiene quotidiana.
Se si sente il bisogno di idratare o proteggere il capezzolo, si può spremere una goccia di latte a fine poppata e distribuirla sul capezzolo.

E' necessario l'acquisto di un tiralatte?

Un discorso a parte può essere fatto per il tiralatte: questo strumento può essere utile nel caso la mamma debba tornare al lavoro, per cui ha necessità di fare pratica e cominciare a fare scorte di latte qualche tempo prima del rientro. 
In questo caso è necessario sterilizzare una volta al giorno le parti del tiralatte che vengono a contatto con il latte. Il metodo della bollitura evita il rischio di residui chimici e evita le spese per lo sterilizzatore. 
Alcune mamme ricorrono alla spremitura manuale (spremitura del seno con le proprie mani), che stimola maggiormente il riflesso ossitocinico, rispetto al tiralatte. 

Per tutte le mamme che si chiedono cosa acquistare o come risparmiare quando nasce un bambino, può essere utile la lettura del libro di Giorgia Cozza: “Bebé a costo zero”.

 

 

di Paola Mazzinghi
IBCLC - Firenze

http://www.allattamentoibclc.it
338 1478828
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Barbara Lamhita Motolese

Amo l'innovazione in tutti i campi, e come mamma mi sono scoperta innovativa facendo scelte del passato!
Vivere la mia genitorialità ricercando la coerenza con il mio sentire e con il mio pensiero, mi ha portato a esperienze poco comuni e molto felici: il parto in casa, il co-sleeping, il babywearing, e l'homeschooling... per citarne alcune.
Sono un'appassionata custode della nascita e una meditatrice assidua.
Ho dato vita a GenitoriChannel.it per coniugare la mia passione dei temi genitoriali con quella per il web.

Sito web: www.genitorichannel.it

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