Conservare il latte materno tirato o spremuto

articolo a cura della redazione bambinonaturale.it

I motivi per cui una mamma può aver bisogno di tenere da parte un po' del proprio latte sono diversi. Molto frequentemente le mamme preferiscono avere una piccola scorta per eventuali emergenze, diciamo pure per scaramanzia, nel caso in cui ad esempio si debbano improvvisamente separare dal bambino.
In altri casi invece il latte viene conservato in vista di un precoce rientro al lavoro, in modo da poter continuare a nutrire il proprio bambino con il latte materno nonostante la mamma non sia presente, oppure la mamma si tira il latte proprio mentre è al lavoro, e poi lo porta a casa da somministrare al bambino il giorno successivo mentre lei sarà assente.

Più raramente, per fortuna, altre mamme devono tirarsi il latte e conservarlo perché il loro bambino è malato o è ricoverato in ospedale e non è in grado di alimentarsi da solo direttamente al seno.

 


La conservazione e il suo successivo uso del latte materno è semplice, specialmente rispetto alla preparazione corretta del latte artificiale

Che tipo di contenitore usare? 

Bisogna scegliere dei contenitori in plastica o in vetro, che sia possibile chiudere e che siano semplici da lavare. 

Sono stati fatti degli studi per capire se sia meglio usare contenitori in plastica o in vetro: in realtà entrambe i materiali hanno pregi e difetti che si compensano, quindi potete utilizzare quello che vi è più comodo. Non è necessario sterilizzarli, basta lavarli con cura con acqua calda e sapone e poi risciacquare con abbondante acqua calda. 

In commercio esistono diversi tipi di contenitori adatti allo scopo, si trovano in farmacia o nei negozi di articoli per bambini. Se ne trovano sia fatti a sacchetto (tipo i sacchetti per il freezer) sia dei barattoli che si avvitano direttamente al tiralatte, in modo da non dover fare travasi. Se vi spremete il seno con le mani potete spremere il latte direttamente nel contenitore. 

La capienza dei recipienti dipenderà anche dall'uso che fate del latte tirato. Se è solo per "emergenze" è conveniente utilizzare contenitori piccoli, diciamo intorno ai 50 ml, per evitare sprechi. Se invece è per alimentare regolarmente un bambino, ad esempio nel caso della mamma al lavoro, sarà meglio utilizzare contenitori più grandi, ad esempio da 100 ml 0 200 ml, in base all'appetito del vostro bambino, perché l'eventuale residuo potrà comunque essere utilizzato alla poppata successiva. 

Stoccaggio 

A meno che usiate il latte tirato nell'arco di breve tempo (vedere oltre), il latte dovrà essere congelato. Sul contenitore andrà messa un'etichetta che riporta la data del tiraggio. Quando sarà necessario usare il latte, si prenderà il contenitore con la data più vecchia. 

Nello stesso contenitore si potrà mettere il latte di più sessioni di tiraggio e/o spremitura a patto che avvengano nell'arco di 24 ore. Ad esempio se si estraggono 20 ml al mattino, 40 ml al pomeriggio, 30 ml la sera e magari altri 30 ml la notte, si possono mettere questi 120 ml totali in un unico contenitore. 

L'unica accortezza da seguire è quella di raffreddare il nuovo latte appena tirato prima di aggiungerlo a quello già presente nel contenitore. 

Per quanto tempo si conserva il latte materno? 

Anche su questo punto sono stati effettuati numerosi studi. 
Innanzitutto qui ci riferiamo a un uso domestico per bambini sani. In ambito ospedaliero o per bambini ammalati o prematuri bisogna fare riferimento al reparto di patologia neonatale o terapia intensiva neonatale, oppure a una consulente professionale IBCLC. 

A casa, il latte si può conservare anche a temperatura ambiente (massimo 25°C) fino a 8 ore. 

In frigorifero il latte dura molto di più, se la temperatura è costante (massimo 4°C) può durare fino a 96 ore (cioè 4 giorni). 

Il problema è che il frigorifero di casa non ha una temperatura sempre costante, a causa delle aperture e chiusure della porta. Per questa ragione è buona norma mettere il latte conservato lontano dalla porta del frigo e nel punto più in basso, dove la temperatura dovrebbe subire minori sbalzi. 

Se non siete sicure di questo aspetto o se il frigo viene aperto molto spesso, potete ridurre il tempo di conservazione in frigorifero. 

In congelatore il latte dura ovviamente ancor di più, ma dipenderà dal tipo di congelatore. Nella celletta del congelatore interna al frigorifero, il latte si conserva per due settimane. 

In un congelatore separato dal frigo che raggiunga la temperatura di -15°C il latte si conserva 3 mesi. 

In un congelatore più potente, di quelli che arrivano almeno a -19°C, il latte si conserva per 6 mesi. 

Anche in questi casi è bene tenere il latte nel punto più lontano dalla porta del congelatore per limitare gli sbalzi termici. 

Per sapere a che temperatura arriva il vostro congelatore, oltre che consultando la scheda tecnica o il libretto di istruzioni, potete comprare un termometro da frigorifero che costa pochi euro e vi permette di essere certe della capacità di raffreddamento del vostro congelatore. 


Come scongelare il latte

Su questo aspetto esistono svariate teorie. 

L'aspetto su cui tutti concordano è che non bisogna esporre il latte a temperature eccessive, per non "rovinarlo" e per scongiurare il rischio di scottature. Quindi niente acqua caldissima del rubinetto o pentolini di acqua bollente. 

Se si prevede con un giorno di anticipo di utilizzare il latte congelato, si può semplicemente trasferire in frigorifero e nell'arco di una giornata si scongelerà. 

Nei casi di emergenza si potrà scongelare sotto un getto di acqua calda (non bollente!) del rubinetto o a bagnomaria (sempre facendo attenzione alla temperatura dell'acqua che non deve mai scottare). 

L'uso del microonde per scongelare o riscaldare il latte è controverso. Indubbiamente è pratico e veloce, ma se usato in maniera inappropriata (potenza troppo alta o tempi troppo lunghi) farà letteralmente bollire il latte con il risultato che scotterà (e ci si metterà del tempo prima di portarlo a una temperatura adatta al consumo) e che si perdono molte delle sue proprietà. Se dopo aver fatto varie prove (con potenze basse del microonde per limitare i rischi sopraesposti) trovate la combinazione giusta per scongelare il latte con il microonde, ricordatevi sempre di agitare molto bene il contenitore del latte, perché il microonde riscalda gli alimenti in maniera non omogenea per cui è facile che il latte al centro del contenitore sia molto più caldo di quello più esterno. 

Il latte scongelato a volte ha un colore un po' strano, giallino, oppure si vede in superficie uno strato più denso e di colore diverso. Nessun problema, il latte non è andato a male! Si sono semplicemente separati i grassi del latte (in pratica è venuta su la "panna"). Basterà agitare il contenitore per rimescolare il tutto. 

Ovviamente il latte, una volta scongelato, dovrà avere una temperatura di circa 36°C-37°C prima di essere dato al bambino. 

Il latte scongelato si può conservare in frigorifero per 24 ore al massimo e non può essere ricongelato. 


Donare il latte

Se vi tirate il latte per donarlo a una "Banca del Latte Umano Donato" (BLUD) dovrete attenervi alle indicazioni sulla conservazione fornite dall'ospedale. 

E' possibile infatti che ogni Banca abbia delle procedure particolari. Ad esempio, se una banca ritira il latte a casa della donatrice solo una volta a settimana, è probabile che vi venga chiesto di congelarlo. Se al contrario è la mamma che deve portare il latte in ospedale, potrà farlo il giorno dell'estrazione del latte senza doverlo congelare, rispettando le indicazioni per non interrompere la "catena del freddo". 

Il latte donato, poiché viene somministrato a un bambino che non sarà il vostro, verrà pastorizzato per garantire l'assenza di determinati virus e batteri che in rari casi si possono trasmettere attraverso il latte materno. 

Così come il tiralatte non è un oggetto strettamente necessario, alle stesso modo non è strettamente necessario farsi una scorta di latte. Se vi fa piacere, se vi rassicura o se specialmente all'inizio dell'allattamento avete un eccesso di latte perché la produzione non si è regolarizzata, fatelo pure, ma non è certo indispensabile. E' pur sempre un lavoro in più da fare! 

di Sara Cosano 


 

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