Venerdì 18 gennaio 2013 a Milano si terrà la proiezione del docufilm "Freedom for Birth" - da non perdere. 
Si tratta di un documentario che parla di nascita, di donne e del potere di scegliere come e dove far nascere i propri bambini, potere di scelta spesso negato.

Il film parte dal racconto di Agnes Gereb, ostetrica Ungherese imprigionata dalle autorità del suo Paese perché sosteneva e assisteva le donne che sceglievano di partorire a casa propria. Una delle madri che ha partorito in casa supportata da Ms Gereb ha chiamato in causa l'Ungheria presso la corte Europea per i Diritti Umani ed ha vinto un caso che ha avuto notevole influenza sulle le nascite in tutto il mondo.

Ecco il racconto di un cesareo non previsto, che lascia una tale ferita da rendere difficile e lentissimo quell'innamoramento totale da parte della mamma verso il suo cucciolo. Una ferita che verrà sanata solo con la nascita della sorellina, con un parto dolce, naturale, un VBAC in casa propria.

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Pur non amando particolarmente parlare di fatti strettamente intimi e personali voglio dedicare queste mie storie alle altre donne che per mille motivi diversi decidono di prendere in mano il loro corpo, la loro anima e la loro vita....

Cora

Caro Babbo Natale…

Dicembre 24, 2013

...i grandi sono stati bravi?

Continua il racconto del parto di Francesca

Ogni tanto qualcuno mi chiede qualcosa tipo : "Vuoi mangiare? Vuoi uscire dalla vasca? Ha chiamato tuo padre, che gli dico?" Io inevitabilmente rispondo "Non lo so" ed è vero, non so nulla, non sono in grado di pensare.... Cazzo merda che dolore.....

Sono continuamente in contatto con Margherita, in mattinata la tranquillizzavo, tutto bene, andiamo benissimo, ora comincio a chiederle di sbrigarsi: "Dai Margherita, coraggio, nasci, ti stiamo aspettando". Ogni tanto Sofia o Polina sentono il battito di Margherita, anche sott'acqua, va sempre benissimo, la mia bambina è una roccia, però, bambina, vedi di uscire in fretta, perchè la tua mamma è un po' meno roccia e comincia a vacillare.... non ce la faccio più... questa era fortissima, ora non ce la faccio davvero più.... questa ancora più forte, no, veramente, non ce la faccio più...

Il VBAC, parto vaginale dopo cesareo (Vaginal Birth After Cesarean), è uno dei temi che ci sta più a cuore. Così da oggi parte una rassegna di articoli e video che si concentreranno su questo tema.

Ormai il tasso dei tagli cesarei in Italia galoppa verso il 50%, con punte dove questo dato è decisamente superiore (principalmente in molte cliniche private e convenzionate e in molte regioni). La media nazionale del tasso di cesarei già 5 anni fa era prossima al 40% (38,4% nel 2008, fonte ISS), ed è noto che la percentuale sia cresciuta in questi anni... ricordiamo poi che 5 anni fa il tasso dei cesarei era già al 53% in Sicilia e al 62% in Campania...

Da dove si comincia a scrivere una storia così? Dalle prime contrazioni? Dal viaggio in Toscana?

In realtà la storia di Margherita è una storia che inizia molto prima del suo concepimento, forse addirittura dal parto cesareo con cui è nata la sua mamma...
Sicuramente è una storia che si intreccia con quella di Leonardo, un cesareo 10 anni fa per... boh, incapacità della mamma di dire di no? Gentilezza dell'ospedale di mettere in atto tutte le pratiche ostetriche inventate fino ad allora?
E si intreccia anche con quella di Alessandro, mancato HBAC di quasi 6 anni fa, un cesareo fatto a 10 cm di dilatazione, per mancato impegno... Un cesareo necessario a quel punto, ma bruttissimo, la cui ferita sulla pancia ha richiesto più di un mese per richiudersi, mentre quella dell'anima ha richiesto anni...

Quest'anno vogliamo fare gli auguri di Natale ricordandoci che il Natale è un momento che possiamo rivivere quotidianamente. Lo facciamo con le parole di questa poesia magnifica di Madre Teresa di Calcutta, che mi hanno fatto conoscere i miei figli.

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.

Ed eccoci alla seconda parte degli articoli dedicati ai libri per l'infanzia, idee regalo senza tempo per i nostri bambini.

La prima parte era dedicata ai libri per i più piccoli.


Rime, filastrocche e le nostre prime storie

Dopo la scoperta delle parole, oggi vorrei segnalare i libri amati da me e dai miei bambini quando sono diventati più grandicelli ed hanno cominciato ad apprezzare già delle piccole storie. Si tratta ancora di storie brevi, in cui la narrazione viene affidata in gran parte alle immagini, affiancate da testo agile e semplice. Storie da leggere tutte in una volta, per non perdere l’attenzione, preziosa ma di breve durata, dei piccini in ascolto.

Per questa caratteristiche, o per il loro contenuto, indicativamente sono per bimbi dai 3 - 4 anni in su.

Per i criteri con cui sono stati scelti i volumi, vi rimando al primo articolo. Questi hanno in più la risata, anche lo sghignazzo, perchè non c'è nessuno come un bimbo in età prescolare capace di apprezzare la genuina ironia.

Eccoci arrivati  questa singolare data il 12/12/'12 nell'anno in cui si deve compiere la profezia dei Maya: la fine del mondo!

A me suona un po' come la paura dei Galli di Asterix che il cielo gli cadesse sulla testa, ma mi incuriosiva saperne un po' di più... da dove arriva l'idea che in questi giorni finisca il mondo? che significati ha questo numero?

il significato esoterico del 12

Ospitiamo un interessante articolo degli amici dell'ISPPE (International School of Prenatal and Perinatal Education), sull'importanza di curare la relazione madre-bambino-papà sin dalla vita intrauterina, perché è nella pancia della mamma, durante la gravidanza, che si gettano le fondamenta emotive, fisiche e relazionali del nascituro. Il bambino nella pancia può instaurare un dialogo con le persone con cui ha un legame, e questo dialogo, è per lui nutrimento.

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Dare al bimbo un vissuto positivo nel periodo prenatale equivale a predisporgli una buona riuscita nella vita. 

Vari, validi e mirati sono i percorsi di preparazione al momento del parto, ma poco ci si prepara ad una gravidanza, periodo ben più importante e delicato.
L’obiettivo principale dell’ ISPPE (International School of Prenatal and Perinatal Education) è proprio questo: una gravidanza consapevole, per far capire ai giovani, alle coppie, ai genitori in attesa e agli specialisti del settore quanto sia fondamentale il tipo di vita che il bambino conduce prima della nascita.

Il fatto di riconoscere al nascituro le sue capacità e relazionarsi con lui adeguatamente impegna, fin da subito, i genitori ad occuparsi di lui affinché siano tutelati tanto la sua naturale crescita fisica che il suo sviluppo sensoriale ed emotivo.

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