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Venerdì, 12 Ottobre 2012 07:01

Allattamento: se la sera non ho latte...

Allattamento di sera Allattamento di sera sdminor81 su Flikr

"Ma non sarà che la sera ho poco latte?" Le mamme a cui viene questo dubbio tipicamente raccontano che, nel tardo pomeriggio o verso sera, il bimbo sia molto inquieto e continui a succhiare il seno molto vigorosamente anche quando è apparentemente svuotato; si attacca al seno molto spesso e non pare mai soddisfatto del tutto.

Alcune di loro, temendo che il problema sia dovuto ad una scarsità di latte, pensano di risolvere provando a dare un'aggiunta: solitamente il bambino la accetta, facendo sorgere il dubbio che il problema sia legato proprio a questo.
Probabilmente, questa piccola aggiunta occasionale serve più a tranquillizzare la mamma che il bambino.

Una mamma, preoccupata e non sostenuta nel credere di poter soddisfare completamente i bisogni del proprio piccolo, potrebbe trovare, con la somministrazione di questa aggiunta, una soluzione palliativa che fa quietare il bambino temporaneamente, ma non chiarisce le cause di questa irrequietezza serale: questa pratica funziona come una “stampella” che toglie l'ansia alla madre, ma che le impedisce di entrare in profondo ascolto con il bimbo.

Il latte artificiale somministrato con un biberon, infatti, arriva al bimbo per caduta; il bimbo si potrebbe quietare, poi, solo perché impegnato in una digestione più laboriosa e lunga rispetto a quella del latte materno.

L'assunzione sistematica di formula la sera non è un'operazione innocua, bensì un'interferenza rispetto alla sua domanda di latte: se il bambino avesse bisogno di più latte, la maggior stimolazione al seno farebbe aumentare la produzione; la somministrazione dell’aggiunta, invece, interferisce in questo delicato processo, facendo diminuire la produzione anziché aumentarla.

Molto probabilmente, poi, la digestione della formula, molto più impegnativa di quella del latte materno, farà sì che il bambino non richiederà la poppata successiva, limitando la produzione anche in seguito. (per approfondire il significato delle poppate notturne del bambino: Se il mio bambino vuol poppare di notte, vuol dire che il mio latte non gli basta?)

Se la mamma fa una riflessione sulle potenzialità del suo corpo, su cosa in realtà chiede il suo bambino e su ciò che succede nell'ambiente circostante, può sicuramente individuare le vere cause dell'irrequietezza.
Il latte non sparisce all'improvviso e, per giunta, solo un paio d'ore al giorno!

E' bene tener presente che la richiesta del seno può non essere dovuta solo a fame o a sete: allattare è prima di tutto una relazione fra mamma e bambino e il seno serve infatti anche a coccolare e a confortare nelle più svariate situazioni critiche.
Un bimbo reattivo al seno è anche un bimbo che sta comunicando qualcosa: potrebbe esserci un evento disturbante contestuale a quella poppata, per il quale il bambino manifesta il suo disagio attraverso l'agitazione al seno.

Molti bimbi infatti sono irrequieti, verso sera, perché la giornata per loro è finita: hanno voglia di tranquillità, di silenzio, di oscurità; forse, proprio di andare a dormire. In quel momento, invece, la mamma non ha tempo; magari ha fretta di preparare qualcosa per cena, oppure è stanca, ma deve ancora lavare i piatti! A volte è, invece, l'arrivo del papà che genera agitazione, perché il bimbo è molto eccitato dalla sua presenza.

 

In questo video i consigli di Katia Micheletti consulente di allattamento sul tema dell'allattamento serale e del timore di non avere latte:

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Se quanto detto sopra spiega il significato dell'agitazione a livello comportamentale, è bene tener presente che questa irrequietezza al seno è anche legata a variazioni a livello biochimico.
Dalle ultime ricerche, infatti, è stato accertato che il latte della sera è molto più cremoso e grasso: la consistenza potrebbe renderne più difficile l'estrazione dal seno. Nonostante ci sia meno latte la sera, questo ha un potere calorico molto più alto.

La stanchezza della mamma può aumentare lo stress che fa produrre adrenalina: questo ormone è antagonista dell'ossitocina; una ridotta attività di questo ormone limita il riflesso di eiezione del latte.

E' stato notato, altresì, che la prolattina aumenta la sua pulsatilità in seguito alla stimolazione prolungata del seno e che, la notte, nelle mamme che allattano, vi è un aumento notevole della concentrazione di questo ormone, implicato nella produzione di latte ed avente anche la funzione di rilassare la mamma, inducendo in lei molta più disponibilità nei confronti del suo piccolo.

Il significato concreto di queste evidenze non è ancora completamente esplorato, ma tutto fa supporre che anche questo atteggiamento serale di irrequietezza e di continua richiesta da parte del bambino sia legato ad una necessità che è importante ascoltare.


Un fatto è certo: la madre, assecondando le richieste del bambino, non fa altro che mantenere ben avviato l'allattamento.
In questo delicato periodo, provare a ridurre al minimo le sollecitazioni per mamma e bambino e pensare di modificare le priorità della famiglia in funzione di riposo e tranquillità, possono rendere le poppate serali molto più serene.

Rita Perduca 
IBCLC - Pavia
389 4510536 
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www.allattamentoibclc.it

immagine su flikr

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