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Giovedì, 10 Luglio 2014 00:05

#ioallatto, ma fino a che punto?

neonato neonato Mammaeconomia.blogspot.it

L'allattamento quando si scontra con gli imprevisti.

Quest'anno #ioallatto alla luce del sole è dedicato all'Allattamento in realtà, cioè a tutte quelle situazioni di vita quotidiana con cui facciamo i conti, quando allattiamo. Così abbiamo chiesto a Michela Calculli, la blogger Mammaeconomia, di raccontarci la sua esperienza difficile di avvio alla vita e di allattamento del suo Bino, il secondogenito. Un'esperienza vissuta con il fiato sospeso da molti amici sulla rete, perché Michela è una blogger molto attiva nella community dei social network.

*****

Cinque mesi fa è nato il mio secondo bambino.
Placenta previa, distacco della placenta, emorragia, anestesia totale e tutti e due salvi per un'intuizione della ginecologa che aveva deciso di anticipare di una settimana il mio cesareo. Diversamente non sarei qui a scrivere.

Il piccolo, prematuro ma non troppo, un po' affaticato dalla suzione non riusciva bene e perdeva peso. Insomma alla fine ho deciso di attaccarlo un po' e usare il tiralatte fra le poppate.

La cosa sembrava funzionare, il mio latte era comunque poco ma sicuramente molto più abbondante che con il primo figlio (che alla fine allattai con l'artificiale dopo un mese infernale).
Insomma ce la stavo facendo.
Poi, a 39 giorni, uno in meno di quei fatidici 40 per trovare il ritmo dell'allattamento, la bronchiolite ha sospeso le nostre vite. Il piccolo è finito in rianimazione e per oltre tre settimane è rimasto in ospedale, trascorrendo 11 di quei 23 giorni sedato ed intubato.

Io ho continuato a tirare il latte, ma ero stanca e preoccupata e facendo avanti e indietro dall'ospedale tra un figlio e l'altro non riuscivo a tirare al ritmo di tre ore.
Insomma se prima del ricovero lo alimentavo al 50% con il mio latte, alle dimissioni eravamo ad un 15% circa.

Sono andata avanti ancora un paio di settimane e poi ho detto basta. Mi sono informata su come insistere e recuperare con l'allattamento al seno ma ho deciso che no, che per me e il mio bambino era meglio smetterla lì.

Dopo cinque mesi sto ancora elaborando il mio parto traumatico, il momento in cui mi hanno sedata e ho pensato che me ne stavo andando lasciando mio marito e mio figlio, sto ancora elaborando quei 23 giorni in cui quando ero con un figlio mi sentivo in colpa per l'altro, in cui contavo i fili attaccati al piccolo che mi impedivano di abbracciarlo. Era troppo pretendere anche quello sforzo.

Adesso il piccolo sta benone, cresce, sorride e mi comunica ogni sua piccola emozione. Non lo allatto al seno, lo porto in giro con il passeggino e in casa è sempre accanto a me sulla sua sdraietta, ma appena distolgo lo sguardo protesta e a me va benissimo così.

Michela Calculli
Blogger e web writer, 
Mammaeconomia

 

io allatto 2014-300x250

Questo post partecipa a #IoAllatto alla luce del sole, la rassegna dedicata all'allattamento giunta alla V edizione. L'obiettivo in questi 2 mesi è parlare di allattamento, creare una grande unione in rete a sostegno di questo tema, quest'anno al movimento su web si aggiunge un sostegno reale ed economico

GenitoriChannel.it donerà 1 euro per ogni foto di allattamento che caricherete nella Photo Gallery dedicata a #ioallatto.

 

 

 

 

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole.
Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

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